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Pubblico impiego privatizzato - Illegittima reiterazione di contratti a termine - Cass. n. 15353/2020

Impiego pubblico - accesso ai pubblici impieghi in genere - Pubblico impiego privatizzato - Illegittima reiterazione di contratti a termine - Misure sanzionatone - Successiva immissione in ruolo - Idoneità ed adeguatezza - Condizioni - Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato.

Nell'ipotesi di illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato nel pubblico impiego privatizzato, la successiva immissione in ruolo del lavoratore costituisce misura sanzionatoria idonea a reintegrare le conseguenze pregiudizievoli dell'abuso solo se ricollegabile alla successione dei contratti a termine con rapporto di causa-effetto, il che si verifica quando l'assunzione a tempo indeterminato avvenga o in forza di specifiche previsioni legislative di stabilizzazione del personale precario vittima dell'abuso o attraverso percorsi espressamente riservati a detto personale. (Nella specie, in cui il Comune ricorrente si era limitato ad affermare che l'immissione in ruolo di alcuni dipendenti era stata agevolata dall'esperienza acquisita nelle precedenti assunzioni a termine, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la suddetta idoneità e riconosciuto il risarcimento del danno presunto ex art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010).

Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 15353 del 17/07/2020 (Rv. 658192 - 01)

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