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è del tutto condivisibile l’avviso del primo giudice per cui con il comma 3 dell’art. 28 il legislatore avrebbe inteso introdurre il sistema del c.d. “voto limitato”, al fine di evitare il formarsi di liste “blindate” suscettibili di esprimere la totalità degli eletti: a fronte di tale ratio normativa, è vano richiamare (come fanno gli odierni appellanti) l’assenza di connotazioni politiche o ideologiche nelle liste elettorali in competizione in questo tipo di elezioni, atteso che – una volta ammessa la possibilità di presentarsi in liste, oltre che individualmente (in tal senso, esplicitamente, l’art. 6 del medesimo d.m.) – quale che sia l’elemento unificante di ciascuna lista, finanche se fosse meramente amicale, la necessità di assicurare il pluralismo nella rappresentanza degli eletti corrisponde a un’esigenza effettivamente sussistente e ragionevole. - Consiglio di Stato Sentenza n. 03414 il 28/07/2016 (dal sito web giustizia-amministrativa.it)

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Passate in giudicato le sentenze del Tar Lazio che hanno parzialmente annullato il Decreto Ministeriale contenente il Regolamento sulle modalità di elezione dei componenti dei Consigli degli Ordini circondariali forensi. La situazione di prorogatio, protrattasi ormai da oltre un anno, ha determinato all’Ordine di Roma continue violazioni dell’art. 28, c. 7 della l. 247/2012 (Il Consiglio resta in carica per il disbrigo degli affari correnti).

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L’Assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana riunita il giorno 26 febbraio 2016

visto

il regolamento adottato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta amministrativa dell’11 dicembre 2015, avente ad oggetto “rimborsi spese e gettoni di presenza”;

rilevato

che dall’avvocatura si sono levate voci critiche sul metodo con cui il CNF è pervenuto all’approvazione del suddetto regolamento;

osservato

che l’avvocatura, in tutto il territorio nazionale è afflitta da una profonda crisi reddituale e soffre lo svilimento del suo ruolo;

che, in questo momento è inopportuna e non condivisibile la scelta operata dal Consiglio Nazionale Forense di aggiungere ai rimborsi spese e ai benefit già oggi esistenti in favore dei componenti del CNF e dell’Ufficio di Presidenza “gettoni di presenza” di entità rilevante calcolati in euro 90.000 in favore del Presidente, 50.000 in favore del Vicepresidente, 70.000 in favore del Consigliere Segretario ed euro 50.000 in favore del Tesoriere, nonché euro 650,00 oltre accessori di legge in favore dei Consiglieri nazionali per ciascuna udienza giurisdizionale e/o seduta amministrativa;

che tale regolamento, nonostante costituisca una novità assoluta nella storia del CNF e degli Ordini territoriali e determini un rilevante impegno di spesa a carico degli avvocati, è stato adottato senza l’opportuno confronto con l’Organismo Unitario dell’Avvocatura nonché con i singoli Consigli degli Ordini e le Associazioni maggiormente rappresentative;

che è improcrastinabile un confronto all’interno dell’avvocatura che conduca a decisioni chiare sulle regole che presiedano e definiscano in modo definitivo competenze e poteri degli Organi rappresentativi dell’Avvocatura.

Tutto ciò premesso

l’Assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura

INVITA

il Consiglio Nazionale Forense a sospendere il regolamento sui rimborsi spese e sui gettoni di presenza rimettendo al Congresso Nazionale Forense il confronto sul tema.

Il Segretario

avv.Stefano Radicioni

Il Presidente

avv.Mirella Casiello

Roma, 26 febbraio 2016

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