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319. (Costituzione delle parti)

Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo II: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE CAPO I: DISPOSIZIONI COMUNI CAPO II: DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL PRETORE CAPO III: DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE CAPO II: DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL CONCILIATORE (1) 319. (1) (Costituzione delle parti)

Art. 319. (1) (Costituzione delle parti)

1. Le parti si costituiscono depositando in cancelleria la citazione o il processo verbale di cui all'articolo 316 con la relazione della notificazione e, quando occorre, la procura, oppure presentando tali documenti al giudice in udienza.

2. Le parti, che non hanno precedentemente dichiarato la residenza o eletto domicilio nel comune in cui ha sede l'ufficio del giudice di pace, debbono farlo con dichiarazione ricevuta nel processo verbale al momento della costituzione.
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(1) Articolo da ultimo così modificato dall'art. 28, L. 21 novembre 1991, n. 374.

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Giurisprudenza:

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319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere - giudizio davanti al giudice di pace Cassazione Civile Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 9096 del 15/04/2013
Notificazioni durante il procedimento presso la cancelleria del giudice - Ammissibilità - Condizioni - Limiti - Parte rappresentata da procuratore alla lite operante nella circoscrizione di sua assegnazione - Obbligo di elezione di domicilio presso la sede del giudice - Esclusione - Applicabilità del principio in tema di opposizione ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 - Cassazione Civile Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 9096 del 15/04/2013 {tab massima|green}Cassazione Civile Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 9096 del 15/04/2013 L'art. 58 disp. att. cod. proc. civ. - secondo il quale le notificazioni durante il procedimento dinanzi al giudice di pace possono essere validamente eseguite presso la cancelleria dello stesso, ove sia omessa la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio, a norma dell'art. 319, secondo comma, cod. proc. civ., nel comune sede dell'ufficio giudiziario adito - opera unicamente nei confronti della parte che sta in giudizio personalmente; se, invece, la parte è rappresentata da procuratore alla lite (o, come nella specie, si difenda personalmente ai sensi dell'art. 86 cod. proc. civ.), questi, in difetto di prescrizioni al riguardo nello stesso codice di rito ed alla stregua della legge professionale (art. 82 r.d. 22 gennaio 1934, n. 37), è tenuto, ai fini delle notificazioni, ad eleggere domicilio nel luogo ove il giudice ha sede (venendo, in mancanza, considerato elettivamente domiciliato presso la cancelleria di quel giudice) solo quando eserciti il proprio ministero professionale fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato, e non pure quando operi (in qualunque luogo, e perciò anche in comune diverso da quello sede del tribunale) nell'ambito di detta circoscrizione, nel qual caso le notifiche possono validamente eseguirsi solo presso il suo domicilio risultante dall'albo professionale, secondo le normali regole applicabili in materia. Ne consegue che, alla luce di tali principi, va interpretata altresì la disposizione dell'art. 22, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (nella specie, applicabile "ratione temporis"), la quale, allorché l'opponente avverso provvedimento in materia di sanzioni amministrative abbia nominato un procuratore, per le notificazioni e comunicazioni in corso di procedimento rinvia alle modalità stabilite dal codice di procedura civile. {tab integrale|orange}FATTO E DIRITTORilevato che il consigliere designato ha depositato, in data 7 dicembre 2012, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c.:"Con ordinanza adottata all'udienza del 17 marzo 2010, nell'assenza della parte ricorrente, il giudice di pace di Bologna convalidava, nei confronti dell'opponente RDM s.r.l. il provvedimento sanzionatorio impugnato (con ricorso depositato il 18 marzo 2009) costituito dal verbale di accertamento della Polizia provinciale di Bologna del 12 gennaio 2009 - n. 713A/2009. Interposto appello da parte della medesima RDM s.r.l. e nella costituzione dell'ente provinciale appellato, il Tribunale di Bologna, con sentenza n. 238 del 2011 (depositata il 27 gennaio 2011), rigettava il gravame con la condanna dell'appellante alla rifusione delle spese del grado. Avverso la richiamata sentenza di appello (non notificata) ha proposto ricorso per cassazione (consegnato per la notifica il 19 ottobre 2011, notificato il 20 ottobre 2011 e depositato il 27 ottobre 2011) la RDM s.r.l., basato su tre motivi. Si è costituita in questa fase con controricorso l'intimata Provincia di Bologna, che ha instato per l'inammissibilità del ricorso o, in ogni caso, per il suo rigetto.Con il primo motivo la ricorrente la dedotto, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, l'inosservanza e la violazioni delle norme processuali di cui agli artt. 319, 354, 160 e 170 c.p.c., nonché dell'art. 24 Cost. e dell'art. 58 disp. att. c.p.c., con conseguente applicazione del principio desumibile dagli artt. 159 e 160 c.p.c.. Con il secondo motivo la ricorrente la denunciato - sempre ai sensi dell'art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4 - l'inosservanza e la violazione o falsa applicazione degli artt. 356 e 345 c.p.c..Con il terzo motivo la ricorrente ha, per un verso, prospettato la violazione o falsa applicazione dell'art. 354 c.p.c. e, per altro verso, il vizio di motivazione della sentenza impugnata, congiuntamente alla violazione e falsa applicazione degli artt. 319, 139 e 170 c.p.c., e dell'art. 24 Cost. e art. 58 disp. att. c.p.c.. Ritiene il relatore che, nel caso di specie, sussistono i presupposti per procedere nelle forme di cui all'art. 380 bis c.p.c., comma 1, ravvisandosi le condizioni per pervenire - in relazione al disposto dell'art. 375 c.p.c., n. 5 - alla possibile declaratoria di accoglimento del proposto ricorso per manifesta fondatezza del primo motivo di ricorso, con conseguente assorbimento degli altri. Infatti, per come emerge ex actis, a seguito del deposito in data 18 marzo 2009 (quindi, anteriormente all'entrata in vigore della L. 18 giugno 2009, n. 69) del ricorso in primo grado proposto ai sensi dell'art. 204 bis C.d.S. 1992 (il cui comma 2 richiama, per quanto non diversamente previsto, la disciplina processuale di cui alla L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23, ratione temporis applicabile nella specie), alla successiva udienza di comparizione (fissata con decreto giudiziale depositato il 14 settembre 2009) del 17 marzo 2010, il giudice di pace di Bologna, con ordinanza adottata ai sensi della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 5, ebbe a convalidare il provvedimento opposto, sul presupposto della ritualità dell'instaurazione del contraddittorio, della ingiustificata mancata comparizione dell'opponente e della insussistenza delle condizioni per pervenire, sulla scorta della documentazione allegata, all'accoglimento del ricorso. Il Tribunale di Bologna, in sede di appello, con la sentenza in questa sede impugnata, ha ritenuto infondato il primo motivo di gravame rilevando che la mancata notifica del decreto di fissazione dell'udienza...
319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Procedimento davanti al pretore (o al conciliatore) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10152 del 09/05/2011
Giudice di pace - Procedimento - Parte autorizzata a stare in giudizio personalmente - Mancanza di elezione di domicilio o dichiarazione di residenza - Notificazione presso la cancelleria - Ammissibilità - Condizioni - Limitazione agli atti del procedimento - Necessità - Impugnazione della sentenza - Notificazione presso la cancelleria - Inesistenza. La previsione della possibilità di notifica di atti in cancelleria ai sensi dell'art. 58 disp. att. cod. proc. civ., è circoscritta, qualora la parte autorizzata a stare in giudizio di persona non risulti avere fatto, a norma dell'art. 319 dello stesso codice, dichiarazione di residenza o elezione di domicilio nel comune in cui ha sede l'ufficio del giudice di pace, agli atti compiuti durante il procedimento ed a quello di esso conclusivo. Ne sono pertanto esclusi gli atti successivi, come quelli d'impugnazione della sentenza, la cui notifica deve avvenire, a pena di giuridica inesistenza, secondo le previsioni dell'art. 330 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10152 del 09/05/2011  ...
319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9092 del 15/04/2010
Giudizio davanti al giudice di pace - Costituzione personale dell'opponente - Regime delle notificazioni nei suoi confronti - Disciplina dell'art. 22, commi quarto e quinto, della legge n. 689 del 1981 - Interpretazione - Notificazioni presso la cancelleria del giudice adito - Legittimità - Condizioni. L'art. 58 disp. att. cod. proc. civ. - secondo il quale le notificazioni durante il procedimento dinanzi al giudice di pace possono essere validamente eseguite presso la cancelleria dello stesso, ove sia omessa la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio, a norma dell'art. 319, secondo comma, cod. proc. civ., nel Comune sede dell'ufficio giudiziario adito - opera unicamente nei confronti della parte che sta in giudizio personalmente, alla quale soltanto è riferibile la previsione del suddetto articolo del codice di rito. Lo stesso principio è applicabile anche nel procedimento di opposizione in materia di sanzioni amministrative ai sensi dell'art. 22, commi quarto e quinto, della legge n. 689 del 1981 (ritenuto "in parte qua" costituzionalmente legittimo con ordinanza n. 391 del 2007 della Corte costituzionale), sicchè nel caso in cui l'opponente, costituitosi personalmente, non abbia dichiarato la residenza o eletto domicilio nel Comune in cui ha sede il giudice adito, le notificazioni nei suoi confronti possono essere legittimamente eseguite mediante deposito nella cancelleria del suddetto giudice. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9092 del 15/04/2010  ...
319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Competenza civile - incompetenza - per territorio – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12272 del 27/05/2009
Procedimento davanti al giudice di pace - Incompetenza per materia - Rilevabilità fino alla prima udienza - Udienza di mero rinvio - Rilevabilità all'udienza successiva - Sussistenza - Incompetenza per territorio - Relativa eccezione - Sollevabilità alla prima udienza effettiva - Sussistenza - Svolgimento di precedente udienza - Irrilevanza.  Nel procedimento davanti al giudice di pace, atteso che non è configurabile una distinzione tra udienza di prima comparizione e prima udienza di trattazione e che il rito è, tuttavia, caratterizzato dal regime di preclusioni che assiste il procedimento dinanzi al tribunale, dette preclusioni sono collegate allo svolgimento della prima udienza effettiva. Ne consegue che, se la prima udienza sia stata di mero rinvio, l'incompetenza per materia può essere rilevata, dalla parte che ne ha interesse o d'ufficio, anche all'udienza immediatamente successiva, in cui la causa ha avuto effettiva trattazione, così come, ai fini dell'incompetenza territoriale, la prima udienza di trattazione, rilevante ex art. 38 cod. proc. civ. nonché per la tempestività della relativa eccezione, deve ritenersi quella fissata dal giudice adito per l'audizione delle parti e per la definizione delle relative domande, pur se sia stata tenuta altra udienza in precedenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12272 del 27/05/2009  ...
319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Procedimento civile - comparsa - memoria – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5160 del 04/03/2009
Invio a mezzo posta dell'atto destinato alla cancelleria - Irritualità - Idoneità dell'atto a raggiungere lo scopo - Configurabilità - Condizioni - Fondamento - Sanatoria del vizio ex art. 156 co. 3 cod. proc. civ. - Effetti dalla data di ricezione dell'atto - Anticipazione al momento della spedizione - Esclusione.Procedimento civile - comparsa - memoria – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5160 del 04/03/2009 L'invio a mezzo posta dell'atto processuale destinato alla cancelleria (nella specie, memoria di costituzione in giudizio comprensiva di domanda riconvensionale) -al di fuori delle ipotesi speciali relative al giudizio di cassazione, al giudizio tributario ed a quello di opposizione ad ordinanza ingiunzione- realizza un deposito dell'atto irrituale, in quanto non previsto dalla legge, ma che, riguardando un'attività materiale priva di requisito volitivo autonomo e che non necessariamente deve essere compiuta dal difensore, potendo essere realizzata anche da un "nuncius", può essere idoneo a raggiungere lo scopo, con conseguente sanatoria del vizio ex art. 156, terzo comma, cod. proc. civ.; in tal caso, la sanatoria si produce con decorrenza dalla data di ricezione dell'atto da parte del cancelliere ai fini processuali, ed in nessun caso da quella di spedizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5160 del 04/03/2009  ...
319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55comparsa - memoria – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5160 del 04/03/2009
Invio a mezzo posta dell'atto destinato alla cancelleria - Irritualità - Idoneità dell'atto a raggiungere lo scopo - Configurabilità - Condizioni - Fondamento - Sanatoria del vizio ex art. 156 co. 3 cod. proc. civ. - Effetti dalla data di ricezione dell'atto - Anticipazione al momento della spedizione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5160 del 04/03/2009 L'invio a mezzo posta dell'atto processuale destinato alla cancelleria (nella specie, memoria di costituzione in giudizio comprensiva di domanda riconvensionale) -al di fuori delle ipotesi speciali relative al giudizio di cassazione, al giudizio tributario ed a quello di opposizione ad ordinanza ingiunzione- realizza un deposito dell'atto irrituale, in quanto non previsto dalla legge, ma che, riguardando un'attività materiale priva di requisito volitivo autonomo e che non necessariamente deve essere compiuta dal difensore, potendo essere realizzata anche da un "nuncius", può essere idoneo a raggiungere lo scopo, con conseguente sanatoria del vizio ex art. 156, terzo comma, cod. proc. civ.; in tal caso, la sanatoria si produce con decorrenza dalla data di ricezione dell'atto da parte del cancelliere ai fini processuali, ed in nessun caso da quella di spedizione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5160 del 04/03/2009  ...
319. (Costituzione delle parti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Competenza civile - incompetenza - per territorio – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10032 del 27/04/2007
Procedimento davanti al giudice di pace - Incompetenza per materia - Rilevabilità fino alla prima udienza - Udienza di mero rinvio - Rilevabilità all'udienza successiva - Sussistenza.  Nel procedimento davanti al giudice di pace - nel quale non è configurabile una distinzione tra udienza di prima comparizione e prima udienza di trattazione, ed il cui rito è tuttavia caratterizzato dal regime di preclusioni che assiste il procedimento dinanzi al tribunale - le preclusioni sono collegate allo svolgimento della prima udienza effettiva: ne consegue che se la prima udienza sia stata di mero rinvio, avendo il giudice soltanto rimesso alcuni procedimenti pendenti tra le stesse parti al coordinatore del suo ufficio per i provvedimenti del caso, l'incompetenza per materia, (nella specie, in favore del giudice del lavoro) può essere rilevata, dalla parte che ne ha interesse o anche d'ufficio, anche alla udienza immediatamente successiva, in cui la causa ha avuto effettiva trattazione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10032 del 27/04/2007  ...

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