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112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato)

Codice di procedura civile - Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI - Titolo V: DEI POTERI DEL GIUDICE 112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato)

Art. 112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) 

Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; e non puo' pronunciare d'ufficio su eccezioni, che possono essere proposte soltanto dalle parti.

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112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019
contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - "rilevazione" e "dichiarazione" - rispettive modalità operative – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 La rilevazione d'ufficio delle nullità negoziali - sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, e altresì per le ipotesi di nullità speciali o di protezione - è sempre obbligatoria, purché la pretesa azionata non venga rigettata in base a una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio. La loro dichiarazione, invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa - salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte - del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia di giudicato in assenza di sua impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza, emessa in altro giudizio e passata in giudicato, con la quale era stata incidentalmente dichiarata la nullità del contratto preliminare di vendita del diritto d'uso di un box auto, spiegasse i suoi effetti anche nel successivo giudizio instaurato dalla promittente alienante nei confronti dei promissari acquirenti per il rilascio del bene e per il pagamento delle spese di gestione e dell'indennità di occupazione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 nullità negoziali nullità del contratto preliminare di vendita Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Garanzia - per le difformita' e vizi dell'opera - risoluzione del contratto - Proposizione della domanda di risoluzione
Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformita' e vizi dell'opera - risoluzione del contratto - Proposizione della domanda di risoluzione - Successiva domanda di riduzione del prezzo - Novità della domanda - Esclusione - Fondamento. In tema d'appalto, la domanda di riduzione del prezzo in presenza di difetti dell'opera può essere proposta, in luogo di quella originaria di risoluzione per inadempimento, sia nel giudizio di primo grado sia in quello d'appello, giacché, essendo fondata sulla medesima "causa petendi" e caratterizzata da un "petitum" più limitato, non costituisce domanda nuova. Infatti, all'appalto non può essere esteso il principio, dettato per la vendita dall'art. 1492, comma 2, c.c., dell'irrevocabilità della scelta, operata mediante domanda giudiziale, tra risoluzione del contratto e riduzione del prezzo; inoltre, nel caso di inadempimento dell'appaltatore, il divieto di cui all'art. 1453, comma 2, c.c. impedisce al committente, che abbia proposto domanda di risoluzione, di mutare tale domanda in quella di adempimento, ma non anche di chiedere la riduzione del prezzo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2037 del 24/01/2019  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - Pronuncia su domanda oggetto di rinuncia in primo od in secondo grado
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Pronuncia su domanda oggetto di rinuncia in primo od in secondo grado - Ultrapetizione - Sussistenza. Incorre nel vizio di ultrapetizione la sentenza del giudice del merito che pronunci su una domanda sulla quale vi sia stata rinuncia, tanto se intervenuta nel giudizio di primo grado, quanto in quello d'appello. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2060 del 24/01/2019  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - Giudizio di appello
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Giudizio di appello -  Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato ed effetto devolutivo dell'appello - Contenuto - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 513 del 11/01/2019 Ricostruzione, qualificazione dei fatti e applicazione di una norma giuridica diverse da quelle invocate - Conferma della sentenza impugnata sulla base di elementi di fatto risultanti dagli atti, ma non considerati o non espressamente menzionati dal primo giudice- Fattispecie. In tema di giudizio di appello, il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, come il principio del "tantum devolutum quantum appellatum", non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti, ovvero in base alla qualificazione giuridica dei fatti medesimi ed all'applicazione di una norma giuridica diverse da quelle invocate dall'istante, né incorre nella violazione di tale principio il giudice d'appello che, rimanendo nell'ambito del "petitum" e della "causa petendi", confermi la decisione impugnata sulla base di ragioni diverse da quelle adottate dal giudice di primo grado o formulate dalle parti, mettendo in rilievo nella motivazione elementi di fatto risultanti dagli atti ma non considerati o non espressamente menzionati dal primo giudice. (Nella specie, il giudice di primo grado aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno da perdita di "chance" per la mancata selezione nell'ambito di una procedura finalizzata alla somministrazione di lavoro a tempo determinato, sulla base del contenuto dell'avviso di reclutamento diffuso in vista della selezione; il giudice d'appello, invece, con decisione confermata dalla S.C., aveva reputato fondata la suddetta domanda, ma sulla base della diversa circostanza di fatto - risultante dagli atti, ancorché non considerata dal primo giudice - che alla partecipante non erano state comunicatele ragioni della sua esclusione dalla procedura selettiva, secondo quanto previsto nel capitolato d'appalto tra il somministrante e l'utilizzatore). Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 513 del 11/01/2019  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - domanda riconvenzionale proposta solo in via subordinata all'eventuale accoglimento della domanda principale dell’attore
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - domanda riconvenzionale proposta solo in via subordinata all'eventuale accoglimento della domanda principale dell’attore - rigetto della domanda attrice - conseguenze - eventuale pronuncia sulla riconvenzionale - ultra petizione – configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 33361 del 21/12/2018 Proposta dal convenuto domanda riconvenzionale subordinata all'accoglimento di quella principale dell'attore, è viziata da ultrapetizione la decisione con cui il giudice, respinta la domanda principale, pronunci anche sulla riconvenzionale, rigettandola. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 33361 del 21/12/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Domanda giudiziale - nuova domanda - “causa petendi”
Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - “causa petendi” - modifica dei fatti costitutivi del diritto fatto valere in giudizio - “mutatio libelli” - sussistenza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 32146 del 12/12/2018 Esorbita dai limiti di una consentita "emendatio libelli" il mutamento della "causa petendi" che consista in una vera e propria modifica dei fatti costitutivi del diritto fatto valere in giudizio, tale da introdurre nel processo un tema di indagine e di decisione nuovo perché fondato su presupposti diversi da quelli prospettati nell'atto introduttivo del giudizio, così da porre in essere una pretesa diversa da quella precedente (nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia impugnata che aveva rigettato la domanda formulata dagli attori che, nel chiedere la rimozione delle opere realizzate dalla controparte in un'area cortilizia, avevano originariamente fondato la pretesa sul presupposto della proprietà esclusiva della stessa mentre, in grado d'appello, alla luce dell'accertamento della comproprietà dell'immobile, avevano chiesto tutela ex art. 1102 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 32146 del 12/12/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - in genere - questioni dichiarate assorbite dalla corte di cassazione - espressa riproposizione - necessità – conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30184 del 22/11/2018 In sede di giudizio di rinvio il giudice è obbligato a pronunciare sulle questioni dichiarate assorbite dalla sentenza di cassazione soltanto se esse siano state espressamente riproposte davanti a lui, non ravvisandosi alcun obbligo officioso di esame in mancanza di tale riproposizione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30184 del 22/11/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - configurabilità
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - configurabilità - requisiti – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29200 del 13/11/2018 Il principio della corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato, la cui violazione determina il vizio di ultrapetizione, implica unicamente il divieto, per il giudice, di attribuire alla parte un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nella domanda, ma non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti di causa autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti. Tale principio deve quindi ritenersi violato ogni qual volta il giudice, interferendo nel potere dispositivo delle parti, alteri alcuno degli elementi obiettivi di identificazione dell'azione ("petitum" e "causa petendi"), attribuendo o negando ad alcuno dei contendenti un bene diverso da quello richiesto e non compreso, nemmeno implicitamente o virtualmente, nella domanda, ovvero, pur mantenendosi nell'ambito del "petitum", rilevi d'ufficio un'eccezione in senso stretto che, essendo diretta ad impugnare il diritto fatto valere in giudizio dall'attore, può essere sollevata soltanto dall'interessato, oppure ponga a fondamento della decisione fatti e situazioni estranei alla materia del contendere, introducendo nel processo un titolo ("causa petendi") nuovo e diverso da quello enunciato dalla parte a sostegno della domanda. (Nella specie, è stata esclusa la violazione del principio in relazione al rigetto di una domanda relativa ad un contributo comunale richiesto ex l.n. 219 del 1981, conseguente a perizia di variante per la ricostruzione di un immobile di proprietà privata, danneggiato dal terremoto, essendo tale statuizione del tutto consequenziale a quella originariamente rivolta all'accertamento dei requisiti per l'ottenimento del contributo richiesto, senza alcun mutamento del tema d'indagine). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29200 del 13/11/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Sentenza - contenuto - motivazione in genere
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - in genere - assorbimento di una domanda - in senso proprio e improprio - nozione - conseguenza - omessa pronuncia - insussistenza - limiti - assorbimento erroneamente dichiarato – configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28995 del 12/11/2018 La figura dell'assorbimento in senso proprio ricorre quando la decisione sulla domanda assorbita diviene superflua, per sopravvenuto difetto di interesse della parte, la quale con la pronuncia sulla domanda assorbente ha conseguito la tutela richiesta nel modo più pieno, mentre è in senso improprio quando la decisione assorbente esclude la necessità o la possibilità di provvedere sulle altre questioni, ovvero comporta un implicito rigetto di altre domande. Ne consegue che l'assorbimento non comporta un'omissione di pronuncia (se non in senso formale) in quanto, in realtà, la decisione assorbente permette di ravvisare la decisione implicita (di rigetto oppure di accoglimento) anche sulle questioni assorbite, la cui motivazione è proprio quella dell'assorbimento, per cui, ove si escluda, rispetto ad una certa questione proposta, la correttezza della valutazione di assorbimento, avendo questa costituito l'unica motivazione della decisione assunta, ne risulta il vizio di motivazione del tutto omessa. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28995 del 12/11/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Delibera di comparto finalizzata all'assegnazione di immobili
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - delibera di comparto finalizzata all'assegnazione di immobili ricostruiti in seguito a sisma - errata indicazione dei dati catastali degli immobili oggetto della delibera - azione di accertamento dell'errore materiale - urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - attuazione dei piani regolatori - comparti edificatori in genere. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28112 del 05/11/2018 >>> Qualora l'indicazione dei dati catastali degli immobili oggetto della delibera condominiale di comparto finalizzata all'assegnazione delle unità abitative (nel caso in esame, ricostruite in seguito a sisma) sia erronea, ai fini della loro rettifica non è necessaria l'azione di annullamento della delibera, ma è sufficiente un'azione di accertamento per la correzione dell'errore materiale, ricostruibile con ogni mezzo di prova, indipendentemente dalla forma dell'atto che lo contenga, non essendo in contestazione eventuali vizi del consenso fondati su una falsa rappresentazione della realtà o su un errore sulla dichiarazione o sulla sua trasmissione, bensì l'esatta individuazione del contenuto dell'atto limitatamente alla parte ricognitiva delle singole porzioni appartenenti a ciascuno degli aventi titolo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva riqualificato l'azione, identificata dal giudice di primo grado come rivendica immobiliare, in domanda di accertamento di errore materiale, non essendovi incertezza sulla reale appartenenza dei due immobili oggetto dello scambio). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28112 del 05/11/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Rilevabilità d'ufficio anche in appello
Procedimento civile - eccezione - in genere - eccezioni in senso lato - specifica e tempestiva allegazione della parte - necessità - esclusione - rilevabilità d'ufficio anche in appello - ammissibilità - condizioni - documentazione dei fatti "ex actis" - sufficienza - fondamento - preclusioni - operatività - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27998 del 31/10/2018 >>> Il rilievo d'ufficio delle eccezioni in senso lato non è subordinato alla specifica e tempestiva allegazione della parte ed è ammissibile anche in appello, dovendosi ritenere sufficiente che i fatti risultino documentati "ex actis", poiché il regime delle eccezioni si pone in funzione del valore primario del processo, costituito dalla giustizia della decisione, che resterebbe sviato ove pure le questioni rilevabili d'ufficio fossero soggette ai limiti preclusivi di allegazione e prova previsti per le eccezioni in senso stretto. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27998 del 31/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Effetto retroattivo della risoluzione
Appalto (contratto di) - scioglimento del contratto - in genere - effetto retroattivo della risoluzione in ordine alle prestazioni già eseguite - conseguenze - applicazione in caso di risoluzione pronunciata per colpa dell'appaltatore - compenso per le opere già eseguite - ammissibilità - detrazione del compenso dal risarcimento dovuto - legittimità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27640 del 30/10/2018 >>> In tema di appalto, gli effetti recuperatori della risoluzione in ordine alle prestazioni già eseguite operano retroattivamente, in base alla regola generale prevista dall'art. 1458 c.c., verificandosi, per ciascuno dei contraenti ed indipendentemente dall'imputabilità dell'inadempienza, una totale "restitutio in integrum". Ne consegue che, nel caso di risoluzione del contratto per colpa dell'appaltatore, quest'ultimo ha diritto, in detrazione alle ragioni di danno spettanti al committente, al riconoscimento del compenso per le opere effettuate e delle quali, comunque, il committente stesso si sia giovato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che non aveva condannato il committente a versare quanto dovuto per le prestazioni eseguite prima della risoluzione sul presupposto che, trattandosi del pagamento di un compenso e non del richiesto corrispettivo, difettasse autonoma domanda dell'appaltatore). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27640 del 30/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea
Procedimento civile - eccezione - in genere - allegazione di fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea - attività di parte - rilevazione dei suddetti fatti ai fini della decisione - potere-dovere del giudice, tranne nelle ipotesi prevedenti l'intervento della parte per necessità "strutturale" o espressa previsione normativa - legittima acquisizione dei suddetti fatti al processo secondo i tempi e modi previsti dalla specifica disciplina processuale - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27405 del 29/10/2018 >>> In relazione all'opzione difensiva del convenuto consistente nel contrapporre alla pretesa attorea fatti ai quali la legge attribuisce autonoma idoneità modificativa, impeditiva o estintiva degli effetti del rapporto sul quale la predetta pretesa si fonda, occorre distinguere il potere di allegazione da quello di rilevazione. Infatti, mentre il primo compete esclusivamente alla parte e va esercitato nei tempi e nei modi previsti dal rito in concreto applicabile (pertanto, soggiacendo alle relative preclusioni e decadenze), il secondo spetta alla parte (ed è soggetto, perciò, alle preclusioni stabilite per le attività di parte) solo qualora la manifestazione della sua volontà sia strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva (come nell'ipotesi di eccezioni corrispondenti alla titolarità di un'azione costitutiva), ovvero quando singole disposizioni espressamente indichino come indispensabile l'iniziativa di parte; in ogni altro caso, si deve ritenere la rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio legittimamente acquisito, senza che, peraltro, ciò comporti un superamento del divieto di scienza privata del giudice o delle preclusioni e decadenze imposte, atteso che il generale potere-dovere di rilievo d'ufficio delle eccezioni facente capo al giudice si traduce semplicemente nell'attribuzione di rilevanza, ai fini della decisione di merito, a determinati fatti, purché la richiesta della parte non sia strutturalmente necessaria o espressamente prevista, essendo, però, in entrambe le situazioni necessario che i predetti fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultino legittimamente acquisiti al processo e provati. (Nella specie, a fronte della richiesta attorea di risarcimento dei danni conseguenti ad occupazione illegittima di suoli privati, la S.C. ha ritenuto che non fosse preclusa l'eccezione con la quale il Comune convenuto aveva dedotto, nella comparsa conclusionale di primo grado, l'avvenuta destinazione ad uso pubblico dei terreni in esame per "dicatio ad patriam", trattandosi di eccezione in senso lato, fondata su fatti acquisiti regolarmente al processo e confermati dall'istruttoria, e non rilevando che, in origine, fosse stato piuttosto dedotta l'acquisizione dei terreni all'esito di un procedimento espropriativo per pubblica utilità). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27405 del 29/10/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Accertamento della nullità del testamento
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - domanda di accertamento della nullità del testamento - possibilità per il giudice di pronunciarne l'annullamento - vizio di ultrapetizione - configurabilità - esclusione - limiti - principio di conservazione della volontà del testatore - irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27414 del 29/10/2018 >>> La domanda giudiziale con cui la parte intenda fare accertare la nullità di un testamento, al fine di poterne disconoscere gli effetti, si pone, rispetto ad un'ipotetica domanda di annullamento di quel medesimo atto dipendente da un'invalidità meno grave, nei termini di maggiore a minore, sicché il giudice, in luogo della richiesta declaratoria di radicale nullità del testamento, può pronunciarne l'annullamento, ai sensi dell'art. 606, comma 2, c.c., ove quest'ultimo risulti fondato sugli stessi fatti, senza che la sentenza sia censurabile per il vizio di ultrapetizione; né rileva, al riguardo, il principio di conservazione delle ultime volontà del defunto, non ricorrendo, nel caso in esame, una questione di interpretazione del testamento, bensì di qualificazione della suddetta domanda di nullità. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27414 del 29/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e istanza di vendita
Divisione - divisione ereditaria - domanda - in genere - divisione immobiliare - istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e istanza di vendita - carattere antitetico delle domande - sussistenza - domanda di vendita in sede di precisazione delle conclusioni - assegnazione in proprietà esclusiva - possibilità - esclusione - modifica in sede di comparsa conclusionale - rilevanza - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26944 del 24/10/2018 >>> Nel giudizio di divisione avente ad oggetto beni immobili, l'istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e quella di vendita del bene sono da considerare fra loro antitetiche; ne consegue che, ove la parte che in precedenza abbia avanzato tale istanza, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia formulato domanda di vendita, il giudice non può procedere all'assegnazione del bene in proprietà esclusiva, dovendosi presumere abbandonata la precedente istanza; né può assumere rilievo un'eventuale modifica di tali conclusioni formulata in sede di comparsa conclusionale, attesa la limitata funzione di quest'ultima, volta alla sola illustrazione delle conclusioni già assunte. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha cassato, per ultrapetizione, l'impugnata sentenza che aveva attribuito ai ricorrenti un cespite oggetto di divisione alla cui assegnazione avevano poi rinunciato in sede di precisazione delle conclusioni, invocandone la vendita all'asta). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26944 del 24/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Vizio di ultrapetizione - estinzione per "causa petendi"
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - pronuncia dell'estinzione per "causa petendi" differente rispetto a quella indicata - vizio di ultrapetizione – sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26733 del 23/10/2018 >>> Nel processo civile, è affetta da vizio di ultrapetizione la decisione che dichiari l'estinzione del giudizio per una "causa petendi" diversa da quella indicata dalle parti. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ravvisato il vizio in questione nella pronuncia impugnata che aveva dichiarato cessata la materia del contendere, a fronte di un'istanza del contribuente di "rinuncia al proseguimento del contenzioso" non subordinata a quella dell'Amministrazione finanziaria al recupero del proprio credito nella misura dei due terzi conseguente al rigetto del ricorso di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26733 del 23/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Compravendita di appartamento - diritto dell’alienante al corrispettivo
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - autorimessa - area condominiale da riservare a parcheggio – compravendita di appartamento con clausola escludente dalla alienazione la comproprietà o il diritto di utilizzazione di detta area – nullità della clausola - trasferimento “ex lege” del predetto diritto al compratore – diritto dell’alienante al corrispettivo – credito di valore – rivalutazione – istanza di parte – necessità – esclusione - pronuncia del giudice d’ufficio – fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26758 del 23/10/2018 >>> La nullità della clausola del contratto di compravendita di un appartamento che escluda il trasferimento della proprietà o del diritto reale di utilizzazione dell'area condominiale da riservare a parcheggio, ai sensi dell'art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942, aggiunto dall'art. 18 della legge n. 765 del 1967, e il conseguente trasferimento "ex lege" del predetto diritto all'acquirente comportano il diritto dell'alienante al corrispettivo di tale trasferimento, il quale dà luogo ad un debito di valore rivalutabile fino alla data della sentenza e, configurandosi quale mera conseguenza della costituzione del diritto reale di uso, deve essere riconosciuto dal giudice anche in assenza di apposita istanza dell'avente diritto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva ritenuto nuova, perché formulata per la prima volta in sede di gravame, la domanda di rivalutazione monetaria del corrispettivo spettante alla parte alienante a fronte del riconoscimento, in favore della parte acquirente, del diritto d'uso ex art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26758 del 23/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Sentenza di condanna al risarcimento del danno
Impugnazioni civili - appello - domande - effetto devolutivo - sentenza di condanna al risarcimento del danno - impugnazione del capo relativo all' "an debeatur" - modifica, da parte del giudice del gravame, anche del "quantum debeatur" - ammissibilità - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 25933 del 16/10/2018 >>> Se una sentenza di condanna al risarcimento del danno viene impugnata dal soccombente soltanto nella parte in cui se ne afferma sussistere la responsabilità, incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice del gravame il quale, senza modificare le statuizioni sulla responsabilità, modifichi la quantificazione del danno. (Nella specie la S.C. ha cassato senza rinvio la sentenza della corte d'appello che aveva riformato la statuizione avente ad oggetto l'entità del risarcimento del danno spettante al lavoratore per licenziamento illegittimo, nonostante il datore di lavoro non avesse, sul punto, formulato specifico motivo di gravame). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 25933 del 16/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Vizio di omessa pronuncia - configurabilità
Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - mancato esame di eccezioni processuali di rito - vizio di omessa pronuncia - configurabilità - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018 >>> Il vizio di omessa pronunzia è configurabile solo nel caso di mancato esame di questioni di merito, e non anche di eccezioni pregiudiziali di rito. (Fattispecie relativa al mancato esame, da parte della sentenza impugnata, di una eccezione di inammissibilità dell'intervento del terzo per asserita "errata costituzione" di quest'ultimo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Questioni suscettibili di giudicato interno
Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - individuazione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018 >>> Ai fini della selezione delle questioni, di fatto o di diritto, suscettibili di devoluzione e, quindi, di giudicato interno se non censurate in appello, la locuzione giurisprudenziale "minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno" individua la sequenza logica costituita dal fatto, dalla norma e dall'effetto giuridico, ossia la statuizione che affermi l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico. Ne consegue che, sebbene ciascun elemento di detta sequenza possa essere oggetto di singolo motivo di appello, nondimeno l'impugnazione motivata anche in ordine ad uno solo di essi riapre la cognizione sull'intera statuizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, pur in assenza di specifico gravame sul punto da parte dell'assicurato, in seguito all'appello dell'INPS in merito alla tardività dell'azione giudiziale, aveva riesaminato l'intera questione della decadenza in tema di benefici previdenziali ex art. 13 della l. n. 257 del 1992, ritenendola maturata per i soli ratei anteriori al triennio dalla proposizione della domanda amministrativa). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Questioni suscettibili di giudicato interno
Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - individuazione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018 >>> Ai fini della selezione delle questioni, di fatto o di diritto, suscettibili di devoluzione e, quindi, di giudicato interno se non censurate in appello, la locuzione giurisprudenziale "minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno" individua la sequenza logica costituita dal fatto, dalla norma e dall'effetto giuridico, ossia la statuizione che affermi l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico. Ne consegue che, sebbene ciascun elemento di detta sequenza possa essere oggetto di singolo motivo di appello, nondimeno l'impugnazione motivata anche in ordine ad uno solo di essi riapre la cognizione sull'intera statuizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, pur in assenza di specifico gravame sul punto da parte dell'assicurato, in seguito all'appello dell'INPS in merito alla tardività dell'azione giudiziale, aveva riesaminato l'intera questione della decadenza in tema di benefici previdenziali ex art. 13 della l. n. 257 del 1992, ritenendola maturata per i soli ratei anteriori al triennio dalla proposizione della domanda amministrativa). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Contratti a progetto - mancanza o genericità del progetto
Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato – giudicato interno - contratti a progetto ex art. 61 del d.lgs. n. 276 del 2003 - rilievo d’ufficio della mancanza o genericità del progetto - vizio di ultrapetizione - sussistenza. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24358 del 04/10/2018 >>> In tema di contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto di cui all'art. 61 del d.lgs. n. 276 del 2003, viola il principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato il giudice che, a fronte di domanda diretta a far accertare la natura subordinata del rapporto "inter partes" e l'assenza di autonomia del collaboratore, ponga a fondamento della decisione una nuova causa petendi rilevando d'ufficio la inesistenza ovvero la carenza di specificità del progetto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24358 del 04/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Indennità di occupazione legittima
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo. pp.) - risarcimento del danno - irreversibile trasformazione del bene - domanda risarcitoria - indennità di occupazione legittima per il quinquennio antecedente all'illegittimo spossessamento - spettanza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018 >>> Al proprietario di terreni legittimamente occupati, poi irreversibilmente trasformati ed acquisiti illegittimamente dalla P.A., il quale abbia chiesto di essere indennizzato per l'indisponibilità dei beni per l'intera durata dell'occupazione, deducendone l'illegittimità, è dovuta, in aggiunta al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima, anche l'indennità di occupazione legittima. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, erroneamente qualificando "in iure" la domanda come diretta al risarcimento del danno per l'occupazione acquisitiva illegittima, non aveva riconosciuto anche la reintegrazione indennitaria per il periodo di occupazione legittima antecedente allo sviluppo illegittimo della procedura). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Contratto di lavoro - Risoluzione per mutuo consenso
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per mutuo consenso - in genere - contratto di lavoro a termine - risoluzione per mutuo consenso - eccezione in senso stretto - esclusione - accertamento d'ufficio- ammissibilità – fattispecie - lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23586 del 28/09/2018 >>> La risoluzione consensuale del contratto non costituisce oggetto di eccezione in senso stretto, essendo lo scioglimento per mutuo consenso un fatto oggettivamente estintivo dei diritti nascenti dal negozio bilaterale, desumibile dalla volontà in tal senso manifestata, anche tacitamente, dalle parti, che può essere accertato d'ufficio dal giudice anche in sede di legittimità, ove non vi sia necessità di effettuare indagini di fatto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva rilevato lo scioglimento per mutuo consenso di un contratto di lavoro a tempo determinato, sulla base dell'ampio intervallo temporale tra la scadenza del contratto e la data di deposito del ricorso introduttivo del giudizio, nonché del fatto, riconosciuto dal lavoratore nel corso dell'interrogatorio libero, dello svolgimento "medio tempore" di un'altra attività lavorativa). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23586 del 28/09/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Domanda giudiziale - Novità
Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - mero concorso di norme, anche convenzionali - domanda nuova - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23167 del 27/09/2018 >>> La questione relativa alla novità, o meno, di una domanda giudiziale è correlata all'individuazione del bene della vita in relazione al quale la tutela è richiesta, per cui non può esservi mutamento della domanda ove si sia in presenza di un ipotetico concorso di norme, anche solo convenzionali, a presidio dell'unico diritto azionato, presupponendo il cambiamento della domandala mutazione del corrispondente diritto, non già della sua qualificazione giuridica. Ne consegue che se l'attore invoca, a sostegno della propria pretesa, un presidio normativo ulteriore rispetto a quello originariamente richiamato, fermi i fatti che ne costituiscono il fondamento, ciò non determina alcuna "mutatio libelli", restando invariato il diritto soggettivo del quale è richiesta la tutela. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23167 del 27/09/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Mancato superamento della "soglia" per l'iscrizione ipotecaria
Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - in genere - mancato superamento della "soglia" per l'iscrizione ipotecaria - natura - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 22859 del 26/09/2018 >>> Nel processo tributario, il mancato superamento della soglia "legale" per l'iscrizione ipotecaria a garanzia dei crediti erariali costituisce un vizio dell'atto di riscossione, con la conseguenza che la relativa eccezione, non essendo rilevabile d'ufficio, deve essere sollevata tempestivamente con il ricorso introduttivo. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha annullato, per vizio di ultrapetizione, la sentenza impugnata che aveva accolto l'eccezione proposta dal contribuente per la prima volta nelle controdeduzioni di secondo grado). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 22859 del 26/09/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Omessa pronuncia
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - domanda inammissibile - omessa pronuncia - motivo di ricorso per cassazione - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22784 del 25/09/2018 >>> L'omessa pronuncia, qualora abbia ad oggetto una domanda inammissibile, non costituisce vizio della sentenza e non rileva nemmeno come motivo di ricorso per cassazione, in quanto, alla proposizione di una tale domanda, non consegue l'obbligo del giudice di pronunciarsi nel merito. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22784 del 25/09/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Terzo chiamato in causa dal convenuto
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - in genere - Terzo chiamato in causa dal convenuto - Estensione automatica della domanda dell'attore nei suoi confronti - Configurabilità - Limiti - Vizio di extrapetizione - Esclusione. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 22050 DEL 11/09/2018 Qualora il convenuto, nel dedurre il difetto della propria legittimazione passiva, chiami un terzo indicandolo come il vero legittimato, si verifica l'estensione automatica della domanda al terzo medesimo, con la conseguenza che il giudice può direttamente emettere nei suoi confronti una pronuncia di condanna anche se l'attore non ne abbia fatto richiesta, senza per questo incorrere nel vizio di extrapetizione.  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Delibazione (giudizio di) - dichiarazione di efficacia di sentenze straniere - condizioni - passaggio in giudicato della sentenza straniera - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 21367 del 29/08/2018
Riconoscimento di sentenze straniere - Condizioni dell’azione - Giudicato già intervenuto al momento della domanda - Necessità - Fattispecie. Condizione per la proposizione dell'azione di riconoscimento di una sentenza straniera è che il provvedimento, al momento della domanda, sia divenuto definitivo, dovendo, in caso contrario, dichiararsi inammissibile la domanda di delibazione. Ne consegue che non può procedersi al riconoscimento di una sentenza straniera di 1° grado, riformata in secondo grado e divenuta esecutiva solo nel corso del giudizio di delibazione, tenendo conto delle modifiche apportate in sede di riforma. Così operando si determina la violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, oltre che la compromissione del diritto di difesa sia delle parti private che della parte pubblica la quale, nella specie, aveva espresso il proprio parere in riferimento alla sentenza non definitiva prodotta al momento della domanda. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 21367 del 29/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Ricorso per cassazione - "Error in procedendo"
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - Ricorso per cassazione - "Error in procedendo" - Poteri del giudice di legittimità - Sindacato dell'invalidità denunciata mediante accesso diretto agli atti processuali indicati in ricorso - Fattispecie in tema di omessa pronuncia su un motivo di appello. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20716 del 13/08/2018 Quando, con il ricorso per cassazione, venga dedotto un "error in procedendo", il sindacato del giudice di legittimità investe direttamente l'invalidità denunciata, mediante l'accesso diretto agli atti sui quali il ricorso è fondato, indipendentemente dalla sufficienza e logicità della eventuale motivazione esibita al riguardo, posto che, in tali casi, la Corte di cassazione è giudice anche del fatto. (Nella specie, la S.C., rilevando un vizio di omessa pronuncia sulla riproposizione in appello dell'originaria domanda riconvenzionale riguardante l'obbligo dell'appellato di contribuire ai miglioramenti apportati dall'appellante alle parti comuni dell'edificio, ha proceduto direttamente all'interpretazione dell'atto di appello). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20716 del 13/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55legittimazione (poteri del giudice) - ad causam
Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) - ad causam - Titolarità del rapporto controverso - Contestazioni del convenuto - Natura - Mera difesa - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20721 del 13/08/2018 Le contestazioni, da parte del convenuto, della titolarità del rapporto controverso dedotta dall'attore hanno natura di mere difese e possono pertanto essere proposte in ogni fase del giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20721 del 13/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018
Vizio di omessa pronuncia - Rigetto di una domanda o di un'eccezione implicito nella decisione assunta - Esclusione - Fattispecie. Non ricorre il vizio di omessa pronuncia quando la decisione adottata comporti una statuizione implicita di rigetto della domanda o eccezione formulata dalla parte. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che le doglianze dell'appellante principale sulla ritenuta violazione delle distanze dei balconi aggettanti fossero state superate dall'accoglimento, nel merito, dell'appello incidentale riguardante la distanza dell'intero fabbricato). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018
Vizio di ultrapetizione - Erronea interpretazione da parte del giudice di merito della domanda della parte - Sussumibilità quale error in procedendo - Esclusione. L'interpretazione della domanda spetta al giudice del merito, per cui, ove questi abbia espressamente ritenuto che una certa domanda era stata avanzata ed era compresa nel "thema decidendum", tale statuizione, ancorché erronea, non può essere direttamente censurata per ultrapetizione, atteso che, avendo comunque il giudice svolto una motivazione sul punto, dimostrando come una certa questione debba ritenersi ricompresa tra quelle da decidere, il difetto di ultrapetizione non è logicamente verificabile prima di avere accertato che quella medesima motivazione sia erronea. In tal caso, il dedotto errore del giudice non si configura come "error in procedendo", ma attiene al momento logico relativo all'accertamento in concreto della volontà della parte. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20707 del 10/08/2018
Domanda giudiziale - Richiesta di una somma determinata o da accertare in giudizio - Sentenza di condanna al pagamento - Somma maggiore di quella inizialmente indicata - Ultrapetizione - Configurabilità - Esclusione. Quando l'attore, con l'atto introduttivo del giudizio, rivendichi, per lo stesso titolo, l'attribuzione di una somma determinata ovvero dell'importo, non quantificato, eventualmente maggiore, che sarà accertato all'esito del giudizio, non incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice che condanni il convenuto al pagamento di una somma maggiore di quella risultante dalla formale quantificazione inizialmente operata dall'istante, ma acclarata come a quest'ultimo spettante in base alle emergenze acquisite nel corso del processo. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20707 del 10/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Prescrizione civile - opponibilità - non rilevabilità d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018
Prescrizione - Eccezione - Erronea qualificazione del termine come di decadenza - Irrilevanza - Fondamento. La rilevabilità della prescrizione dell'azione esperita dallo attore non è esclusa dal fatto che il convenuto, eccependo l'avvenuto decorso del termine previsto dalla legge, l'abbia qualificato come termine di decadenza invece che di prescrizione, spettando al giudice la qualificazione giuridica delle deduzioni delle parti. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20388 del 01/08/2018
Nullità negoziali - Azione di accertamento della nullità di un contratto o di una singola clausola contrattuale - Rilievo officioso di una causa di nullità diversa da quella prospettata - Possibilità - Fondamento - Fattispecie. Il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di accertamento della nullità di un contratto o di una singola clausola contrattuale ha il potere-dovere di rilevare d'ufficio - previa instaurazione del contraddittorio sul punto - l'esistenza di una causa di nullità diversa da quella prospettata, che abbia carattere portante ed assorbente e che emerga dai fatti allegati e provati o comunque dagli atti di causa, salvo che non si tratti di nullità a regime speciale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, pur in assenza di contestazione specifica della lavoratrice, aveva dichiarato la nullità del termine apposto al contratto per mancata prova delle ragioni tecnico-organizzative e sostitutive addotte dal datore di lavoro). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20388 del 01/08/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18491 del 12/07/2018
Domanda cautelare - Omessa pronuncia e decisione del merito della controversia - Violazione del diritto di difesa - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. In tema di giudizio di cassazione, ai fini della sussistenza del vizio di omessa pronuncia non è sufficiente la mancanza di un'espressa statuizione del giudice ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto; ciò non si verifica qualora la domanda cautelare si fondi sui medesimi motivi addotti per la decisione nel merito e questi siano stati integralmente respinti, cosicché la relativa pronuncia deve intendersi estesa anche al rigetto della domanda cautelare. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la decisione con la quale il giudice di merito aveva respinto l'opposizione avverso la delibera di cancellazione di una ditta dall'albo delle imprese artigiane doveva intendersi estesa anche alla domanda cautelare volta ad ottenerne la sospensiva). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18491 del 12/07/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Procedimento civile - domanda giudiziale - conclusioni definitive - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18027 del 09/07/2018
Rinunzia della parte ad una domanda - Modalità di detta rinunzia. La rinuncia ad una domanda si può configurare soltanto quando la parte, dopo aver formulato determinate conclusioni nel proprio scritto introduttivo, utilizzi la facoltà di precisazione e modificazione delle stesse prevista dall'art. 183, comma 6, c.p.c. ovvero precisi le conclusioni all'udienza ex art. 189 c.p.c., senza riproporre integralmente le conclusioni originarie, in tal modo evidenziando la propria volontà di abbandonare le domande non espressamente riproposte. Nell'ipotesi in cui, invece, il procuratore della parte non si presenti all'udienza di precisazione delle conclusioni o, presentandosi, non precisi le conclusioni o le precisi in maniera generica, vale la presunzione che la parte medesima abbia voluto tenere ferme le precedenti conclusioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18027 del 09/07/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - sentenza - deliberazione (della) - ordine delle questioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17909 del 06/07/2018
Questioni pregiudiziali e preliminari - Previo esame - Necessità - Inosservanza - Conseguenze - Fattispecie. Nell'esaminare le varie questioni prospettate dalle parti, il giudice è tenuto a dare priorità solo a quelle che, per loro natura e contenuto - come le pregiudiziali e le preliminari - meritano logica e giuridica precedenza mentre, negli altri casi, seppure l'opportunità di un loro coordinamento logico può suggerire una considerazione prioritaria di talune questioni rispetto ad altre ed un particolare ordine di gradualità logica può apparire utile o apprezzabile, è tuttavia da escludere che il rispetto di un qualsiasi ordine prestabilito costituisca una condizione di legittimità della decisione, la quale può affrontare le varie questioni secondo la distribuzione ritenuta più opportuna. (Nella specie, la S.C. ha escluso che i giudici di secondo grado fossero incorsi nel vizio di ultrapetizione nel dichiarare la nullità della notifica dell'atto di citazione in prime cure senza valutare il profilo dell'inosservanza dei termini a comparire, benché con l'appello fossero stati contestati, innanzitutto, la nullità della citazione per mancato rispetto dei suddetti termini e, in via subordinata, l'inesistenza della notifica stessa, con conseguente nullità del procedimento e dell'ordinanza impugnata). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17909 del 06/07/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni - impugnazioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16675 del 25/06/2018
Impugnazione di delibera condominiale - Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato - Annullamento per altra ragione o annullamento di altre delibere adottate nella stessa adunanza – Inammissibilità – Fondamento. La domanda di declaratoria dell'invalidità di una delibera dell'assemblea dei condomini per un determinato motivo non consente al giudice, nel rispetto del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, l'annullamento della medesima delibera per qualsiasi altra ragione attinente a quella questione né, tantomeno, l'annullamento, sia pure per la stessa ragione esplicitata con riferimento alla deliberazione specificamente impugnata, delle altre delibere adottate nella stessa adunanza ma non ritualmente opposte in quanto, ancorché sia redatto un unico processo verbale per l'intera adunanza, l'assemblea pone in essere tante deliberazioni ontologicamente distinte ed autonome fra loro, quante siano le diverse questioni e materie in discussione, con la conseguente astratta configurabilità di separate ragioni di invalidità attinenti all'una o all'altra. (Fattispecie in tema di vizi di vizi di annullabilità della delibera). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16675 del 25/06/2018...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16170 del 19/06/2018
Vizio di omessa pronuncia - Erronea deduzione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. - Rilevanza - Esclusione - Condizioni. In tema di giudizio di cassazione, qualora il vizio di omessa pronuncia sia erroneamente denunciato ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. e non in virtù del n. 4 della medesima disposizione normativa, il motivo proposto non è inammissibile, ove prospetti con chiarezza la questione dell'omessa pronuncia quale specifico vizio processuale della sentenza impugnata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16170 del 19/06/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Procedimento civile - eccezione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15591 del 14/06/2018
Eccezioni in senso stretto - Individuazione - Fattispecie. Costituiscono eccezioni in senso stretto, rilevabili ad istanza di parte, quelle che possono essere sollevate soltanto dalle parti per espressa disposizione di legge ovvero quelle il cui fatto integratore corrisponde all'esercizio di un diritto potestativo azionabile in giudizio dal titolare e, quindi, presuppone una manifestazione di volontà di quest'ultimo per essere produttivo di effetti modificativi, impeditivi o estintivi del rapporto giuridico. (Nella specie, la S.C. ha escluso la natura di eccezione in senso stretto della contestazione concernente l'opponibilità alla curatela fallimentare della quietanza di pagamento del prezzo di vendita di un bene, rilasciata al debitore dalla società "in bonis" poi fallita e munita di data certa, poiché riguardava la valutazione come prova del documento). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15591 del 14/06/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15049 del 11/06/2018
Richiesta di accesso atti procedimento sanzionatorio Consob - Messa a disposizione degli stessi dopo scadenza termini opposizione - Proposizione motivi aggiunti - Remissione in termini - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. In tema di sanzioni amministrative, la tempestiva proposizione del ricorso e l'espressa riserva ivi contenuta in ordine all'eventuale predisposizione di ulteriori motivi di opposizione, fondati su documenti resi accessibili dalla Consob oltre il termine utile per presentare il detto ricorso, sono idonee a legittimare una pronuncia di rimessione in termini per la formulazione di tali ulteriori motivi, purché siano basati sui documenti tardivamente messi a disposizione. Infatti, in sede giurisdizionale deve essere garantito il pieno recupero delle facoltà difensive in concreto pregiudicate nella precedente fase, ancorché non sia equiparabile il principio del "giusto procedimento" a quello del "giusto processo". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto giustificata la rimessione in termini, considerando non imputabile alla parte la mancata conoscenza dei summenzionati documenti, l'accesso ai quali era stato dalla stessa tempestivamente richiesto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15049 del 11/06/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14815 del 07/06/2018
Deduzione di vizi non menzionati in citazione - Inammissibilità - Esclusione - Condizioni - Fondamento. La mera indicazione di ulteriori vizi della cosa appaltata rispetto a quelli indicati in citazione non integra una modifica inammissibile del "petitum" o della "causa petendi", ove dedotta nel termine dell'articolo 183, comma 6, c.p.c., permanendo un chiaro e stabile collegamento con la questione concreta oggetto del contendere. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14815 del 07/06/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Prova civile - onere della prova - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14284 del 04/06/2018
Valutazione delle prove da parte del giudice d'appello - Utilizzazione di elementi di prova non presi in considerazione dal giudice di primo grado - Necessità di specifica deduzione - Esclusione - Principio di acquisizione processuale - Operatività. Il giudice di appello, pur in mancanza di specifiche deduzioni sul punto, deve valutare tutti gli elementi di prova acquisiti, quand'anche non presi in considerazione dal giudice di primo grado, poiché in materia di prova vige il principio di acquisizione processuale, secondo cui le risultanze istruttorie comunque ottenute, e quale che sia la parte ad iniziativa o ad istanza della quale siano formate, concorrono tutte indistintamente alla formazione del convincimento del giudice. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14284 del 04/06/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - decisione del ricorso - cassazione con rinvio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13532 del 30/05/2018
Cassazione con rinvio - Motivi assorbiti - Limiti. Non può essere giustificata una pronunzia di assorbimento rispetto ad uno o più motivi del ricorso, nonostante l'esistenza di un rapporto di interdipendenza con gli altri, ogni qual volta le ragioni per le quali è accolto uno dei motivi non siano tali da escludere che nel giudizio di rinvio possano ripresentarsi le questioni già sollevate con gli altri motivi, venendo in tal caso a mancare l'estremo della superfluità dell'esame della questione, che caratterizza la pronunzia di assorbimento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13532 del 30/05/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13534 del 30/05/2018
Assorbimento - Nozione - Distinzioni - Fattispecie. La figura del cd. assorbimento ricorre, in senso proprio, quando la decisione sulla domanda assorbita diviene superflua, per sopravvenuto difetto di interesse della parte, la quale, con la pronuncia sulla domanda assorbente – rispetto alla quale la questione assorbita si pone in rapporto di esclusione -, ha conseguito la tutela richiesta nel modo più pieno. E', invece, configurabile l'assorbimento in senso improprio quando la decisione cd. assorbente comporta una pronuncia, sulla quale si forma il giudicato, anche sulla questione assorbita, in quanto ad essa legata da un rapporto di implicazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva ritenuto erroneamente assorbita la domanda di garanzia proposta dall'appaltatore - convenuto dalla committente per il risarcimento del danno conseguente ai vizi dell'opera - nei confronti del produttore di materiali utilizzati per l'esecuzione della stessa, a seguito di cessazione della materia del contendere per intervenuta transazione in relazione alla domanda risarcitoria). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13534 del 30/05/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13681 del 30/05/2018
Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione appropriativa - Originaria domanda di risarcimento per la perdita del bene - Integrazione della domanda - Richiesta di risarcimento del danno anche per l’occupazione illegittima - Domanda nuova - Esclusione - Fondamento. In tema di espropriazione per pubblica utilità, la domanda tesa ad ottenere il risarcimento del danno per l'occupazione illegittima in difetto del decreto di occupazione o di esproprio, non è una domanda nuova, essendo implicitamente compreso, nell'originaria domanda risarcitoria, sia il danno per la perdita della proprietà sia quello per l'illegittima occupazione anche delle aree non irreversibilmente trasformate. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13681 del 30/05/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Processo tributario impugnazioni civili - appello - poteri del collegio - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 12275 del 18/05/2018
Processo tributario - Appello - Divieto di "reformatio in peiug" - Sussistenza - Violazione - Conseguenze in sede di legittimità - Cassazione senza rinvio - Fattispecie. Il divieto di "reformatio in peius" - ricavabile dagli artt. 329 e 342 c.p.c. - opera anche nel processo tributario per cui, una volta stabilito il "quantum devolutum" in assenza di impugnazione della parte parzialmente vittoriosa (appello o ricorso incidentale), se la decisione di secondo grado è più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata incorre nel vizio di extrapetizione e deve essere cassata senza rinvio ai sensi dell'art. 382 c.p.c (Fattispecie in cui la sentenza della C.T.R., pur in assenza di appello incidentale dell'ufficio finanziario parzialmente soccombente, aveva riformato la sentenza di primo grado in senso sfavorevole alla contribuente, annullando la riduzione della percentuale dei ricavi operata dalla C.T.P.). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 12275 del 18/05/2018  ...
112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - forma e contenuto - indicazione dei motivi e norme di diritto provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10862 del 07/05/2018
Denuncia del vizio di omessa pronuncia - Riferimento univoco alla nullità della sentenza ex art. 360, comma 1, c.p.c. - Sufficienza - Deduzione di mancanza o insufficienza della motivazione o di violazione di legge - Inammissibilità della censura. Il ricorso per cassazione, avendo ad oggetto censure espressamente e tassativamente previste dall'art. 360, comma 1, c.p.c., deve essere articolato in specifici motivi riconducibili in maniera immediata ed inequivocabile ad una delle cinque ragioni di impugnazione stabilite dalla citata disposizione, pur senza la necessaria adozione di formule sacramentali o l'esatta indicazione numerica di una delle predette ipotesi. Pertanto, nel caso in cui il ricorrente lamenti l'omessa pronuncia, da parte dell'impugnata sentenza, in ordine ad una delle domande o eccezioni proposte, non è indispensabile che faccia esplicita menzione della ravvisabilità della fattispecie di cui al n. 4 del comma 1 dell'art. 360 c.p.c., con riguardo all'art. 112 c.p.c., purché il motivo rechi univoco riferimento alla nullità della decisione derivante dalla relativa omissione, dovendosi, invece, dichiarare inammissibile il gravame allorché sostenga che la motivazione sia mancante o insufficiente o si limiti ad argomentare sulla violazione di legge. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10862 del 07/05/2018  ...

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