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114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte)

Codice di procedura civile Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI Titolo V: DEI POTERI DEL GIUDICE 114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte)

Art. 114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) 

Il giudice, sia in primo grado che in appello, decide il merito della causa secondo equita' quando esso riguarda diritti disponibili delle parti e queste gliene fanno concorde richiesta.

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114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55impugnazioni civili - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014
Fornitura di acqua potabile - Riscossione del credito dovuto a titolo di canone - Sentenza del Giudice di pace - Appellabilità della stessa - Preclusione ex art. 339 cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis") - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014 La sentenza del giudice di pace che accerti la prescrizione del credito relativo al pagamento del canone per l'erogazione del servizio pubblico di fornitura di acqua potabile, avendo ad oggetto un diritto indisponibile del Comune, è resa secondo diritto, indipendentemente dal valore della controversia, sicché è appellabile senza che operino i limiti di cui all'art. 339, ultimo comma, cod. proc. civ., nel testo (applicabile "ratione temporis") successivo la modifica introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Impugnazioni civili – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014
Fornitura di acqua potabile - Riscossione del credito dovuto a titolo di canone - Sentenza del Giudice di pace - Appellabilità della stessa - Preclusione ex art. 339 cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis") - Esclusione - Fondamento. La sentenza del giudice di pace che accerti la prescrizione del credito relativo al pagamento del canone per l'erogazione del servizio pubblico di fornitura di acqua potabile, avendo ad oggetto un diritto indisponibile del Comune, è resa secondo diritto, indipendentemente dal valore della controversia, sicché è appellabile senza che operino i limiti di cui all'art. 339, ultimo comma, cod. proc. civ., nel testo (applicabile "ratione temporis") successivo la modifica introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22759 del 04/10/2013
Giudice di pace - Domanda di risarcimento danni - Riferimento al limite della competenza per valore del giudice di pace - Conseguenze - Appellabilità della sentenza - Limitazione della domanda in sede di precisazione delle conclusioni al tetto stabilito per la decisione secondo equità - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio innanzi al giudice di pace, proposta una domanda di risarcimento del danno con l'espressa quantificazione di esso in euro 988,50, oppure nella somma che risulterà dovuta e comunque entro i limiti della competenza per valore del giudice adìto, deve escludersi che la stessa sia stata contenuta entro il limite stabilito dall'art. 113 cod. proc. civ. per la decisione della causa secondo equità. Ne consegue che la sentenza è impugnabile con l'appello, senza che rilevi, in senso contrario, che l'attore, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia contenuto la domanda entro il suddetto limite, dato che il momento determinante ai fini dell'individuazione della competenza è quello della proposizione della domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22759 del 04/10/2013  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21103 del 16/09/2013
Liquidazione in via equitativa - Presupposti - Giudizio di diritto - Configurabilità - Conseguenze - Limiti all'appellabilità della decisione - Insussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21103 del 16/09/2013 L'esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa, conferito al giudice dagli artt. 1226 e 2056 cod. civ., espressione del più generale potere di cui all'art. 115 cod. proc. civ., dà luogo non già ad un giudizio di equità, ma ad un giudizio di diritto caratterizzato dalla cosiddetta equità giudiziale correttiva od integrativa, con la conseguenza che la sentenza pronunciata dal giudice nell'esercizio di tale potere non è assoggettata ai limiti di appellabilità previsti per le sentenze pronunciate secondo equità dall'art. 339 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21103 del 16/09/2013  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Possesso - Azioni a difesa del possesso - Giudizio possessorio e petitorio -1
21/10/2012 Accertamento di un diritto reale incompatibile con la tutela della situazione di fatto possessoria - Conseguenze - Preclusione dell'azione possessoria - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10588 del 25/06/2012 Civile - Possesso - Azioni a difesa del possesso - Giudizio possessorio e petitorio  Accertamento di un diritto reale incompatibile con la tutela della situazione di fatto possessoria - Conseguenze - Preclusione dell'azione possessoria - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10588 del 25/06/2012Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10588 del 25/06/2012 In tema di concorso tra giudizio possessorio e giudizio petitorio, la riconosciuta titolarità in capo al soggetto convenuto (cosiddetto "spoliator") di un diritto reale incompatibile con il comportamento che il ricorrente ha inteso tutelare con il ricorso possessorio, è idonea a paralizzare la tutela della situazione di fatto inconciliabile con detta statuizione. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza di merito, che aveva deciso di non prendere in esame la domanda possessoria, in ragione della pronuncia, in essa adottata, con cui veniva riconosciuta fondata la domanda del convenuto volta a far dichiarare l'inesistenza della servitù vantata dal possessore ed il conseguente diritto di quest'ultimo di disporre liberamente del proprio bene...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55lavoro - lavoro subordinato - retribuzione - determinazione - minimi salariali - Sentenza determinativa della retribuzione ex art. 36 Cost. - Pronuncia secondo equità - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Appellabilità. Corte di Cass
provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità - Sentenza determinativa della giusta retribuzione ex art. 36 Cost. - Pronuncia secondo equità - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Appellabilità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26985 del 22/12/2009 Il potere di emettere una decisione secondo equità ai sensi dell'art. 114 cod. proc. civ. si differenzia dal potere di determinare, nel processo del lavoro, la retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost., atteso che, nel primo caso, la decisione viene adottata a prescindere dallo stretto diritto e presuppone l'istanza delle parti, mentre, nel secondo, non è necessaria alcuna richiesta delle parti e la decisione viene adottata secondo le norme di diritto alla stregua della normativa vigente, con applicazione, in via parametrica, del contratto collettivo di settore di cui non sia possibile l'applicazione diretta e sul presupposto che la retribuzione di fatto corrisposta si appalesa rispondente ai criteri di adeguatezza e proporzionalità posti dalla norma costituzionale. Ne consegue che la sentenza con la quale è stata determinata la giusta retribuzione è appellabile ai sensi dell'art. 339, primo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26985 del 22/12/2009  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14611 del 23/06/2009
Giudizio secondo equità - Necessità di individuare la norma giuridica applicabile - Esclusione - Comprensibilità del ragionamento seguito per l'individuazione della regola equitativa - Assenza di contrasto con i principi della disciplina legislativa - Necessità. Nel giudizio secondo equità il giudice non ha l'obbligo di individuare preventivamente la norma giuridica astrattamente applicabile nè di applicarla in concreto, mentre ha l'obbligo di rendere comprensibile il procedimento logico-intuitivo seguito per determinare la regola equitativa e di verificare che essa non si ponga in contrasto con i principi sottesi alla disciplina legislativa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14611 del 23/06/2009  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14611 del 23/06/2009
Giudizio secondo equità - Necessità di individuare la norma giuridica applicabile - Esclusione - Comprensibilità del ragionamento seguito per l'individuazione della regola equitativa - Assenza di contrasto con i principi della disciplina legislativa - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14611 del 23/06/2009 Nel giudizio secondo equità il giudice non ha l'obbligo di individuare preventivamente la norma giuridica astrattamente applicabile nè di applicarla in concreto, mentre ha l'obbligo di rendere comprensibile il procedimento logico-intuitivo seguito per determinare la regola equitativa e di verificare che essa non si ponga in contrasto con i principi sottesi alla disciplina legislativa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14611 del 23/06/2009  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25943 del 11/12/2007
Liquidazione in via equitativa - Differenza con il giudizio secondo equità - Giudizio arbitrale - Riconoscimento all'appaltatore di equo compenso per maggior onerosità dell'opera - Mancanza di autorizzazione delle parti a decidere secondo equità - Violazione dell'art. 822 cod. proc. civ. - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25943 del 11/12/2007 Il potere del giudice di merito di valutare il danno in via equitativa, ai sensi dell'art. 1226 cod. civ., non è riconducibile nell'ambito della decisione della causa secondo equità, prevista dall'art. 114 cod. proc. civ., che importa, appunto, la decisione della lite prescindendo dallo stretto diritto, laddove il primo consiste nella possibilità del giudice di ricorrere, anche d'ufficio, a criteri equitativi per raggiungere la prova dell'ammontare del danno risarcibile, integrando così le risultanze processuali che siano insufficienti a detto scopo ed assolvendo l'onere di fornire l'indicazione di congrue, anche se sommarie, ragioni del processo logico in base al quale ha adottato i criteri stessi. Non viola, pertanto, l'art. 822 cod. proc. civ. il lodo arbitrale che riconosca all'appaltatore l'equo compenso per maggior onerosità dell'opera previsto dall'art. 1664, comma 2, cod. civ., non trattandosi di pronuncia secondo equità, per cui non rileva la mancanza di autorizzazione delle parti a decidere in tal senso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25943 del 11/12/2007  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi –Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25943 del 11/12/2007
Liquidazione in via equitativa - Differenza con il giudizio secondo equità - Giudizio arbitrale - Riconoscimento all'appaltatore di equo compenso per maggior onerosità dell'opera - Mancanza di autorizzazione delle parti a decidere secondo equità - Violazione dell'art. 822 cod. proc. civ. - Esclusione. Il potere del giudice di merito di valutare il danno in via equitativa, ai sensi dell'art. 1226 cod. civ., non è riconducibile nell'ambito della decisione della causa secondo equità, prevista dall'art. 114 cod. proc. civ., che importa, appunto, la decisione della lite prescindendo dallo stretto diritto, laddove il primo consiste nella possibilità del giudice di ricorrere, anche d'ufficio, a criteri equitativi per raggiungere la prova dell'ammontare del danno risarcibile, integrando così le risultanze processuali che siano insufficienti a detto scopo ed assolvendo l'onere di fornire l'indicazione di congrue, anche se sommarie, ragioni del processo logico in base al quale ha adottato i criteri stessi. Non viola, pertanto, l'art. 822 cod. proc. civ. il lodo arbitrale che riconosca all'appaltatore l'equo compenso per maggior onerosità dell'opera previsto dall'art. 1664, comma 2, cod. civ., non trattandosi di pronuncia secondo equità, per cui non rileva la mancanza di autorizzazione delle parti a decidere in tal senso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25943 del 11/12/2007  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9641 del 27/04/2006
Procedimenti davanti al giudice di pace - Giudizio di equità - Controversia in tema di contributi condominiali - Principi informatori - Fattispecie. In tema di contributi condominiali, per il caso che la relativa controversia sia devoluta al giudizio di equità del giudice di pace, costituiscono principi informatori della materia quelli che impongono al condominio di corrispondere le spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni, nonchè per la prestazione dei servizi comuni e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza, e ripartite in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, deliberazione e riparto da effettuarsi sulla base del valori millesimali. (La S.C. ha pertanto confermato la sentenza del giudice di pace che aveva accolto la opposizione del condominio al decreto con cui gli era stato ingiunto il pagamento dei contributi condominiali, anche per essere nulla la relativa delibera condominiale, non essendo state ripartite le spese in base alla quota di proprietà di ciascun condomino). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9641 del 27/04/2006  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9641 del 27/04/2006
Procedimenti davanti al giudice di pace - Giudizio di equità - Controversia in tema di contributi condominiali - Principi informatori - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9641 del 27/04/2006 In tema di contributi condominiali, per il caso che la relativa controversia sia devoluta al giudizio di equità del giudice di pace, costituiscono principi informatori della materia quelli che impongono al condominio di corrispondere le spese per la conservazione ed il godimento delle parti comuni, nonchè per la prestazione dei servizi comuni e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza, e ripartite in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, deliberazione e riparto da effettuarsi sulla base del valori millesimali. (La S.C. ha pertanto confermato la sentenza del giudice di pace che aveva accolto la opposizione del condominio al decreto con cui gli era stato ingiunto il pagamento dei contributi condominiali, anche per essere nulla la relativa delibera condominiale, non essendo state ripartite le spese in base alla quota di proprietà di ciascun condomino). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9641 del 27/04/2006  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8075 del 06/04/2006
Giudice di pace - Domanda di risarcimento danni - Riferimento al limite della competenza per valore del giudice di pace - Conseguenze - Appellabilità della sentenza - Limitazione della domanda in sede di precisazione delle conclusioni al tetto stabilito per la decisione secondo equità - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8075 del 06/04/2006 Nel giudizio innanzi al giudice di pace, qualora la domanda avente ad oggetto la richiesta di risarcimento dei danni sia proposta con l'espressa indicazione della quantificazione del danno in euro 988,50, oppure nella somma che risulterà dovuta e comunque entro i limiti della competenza per valore di detto giudice, deve escludersi che la stessa sia stata contenuta entro il limite stabilito dall'art. 113 cod. proc. civ. per la decisione della causa secondo equità e, conseguentemente, la sentenza è impugnabile con l'appello, non con il ricorso per cassazione, non rilevando in contrario che l'attore, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia contenuto la domanda entro detto limite, dato che il momento determinante ai fini dell'individuazione della competenza è quello della proposizione della domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8075 del 06/04/2006  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22895 del 11/11/2005
Presupposti - Differenza dal potere di decidere la causa secondo equità - Potere del giudice - Utilizzabilità - Criteri - Limiti. Il potere di emettere la decisione secondo equità che, a norma dell'art. 114 cod. proc. civ., attiene alla decisione nel merito della controversia e presuppone sempre una concorde richiesta delle parti si distingue dal potere di liquidare in via equitativa il danno, a norma dell'art. 1226 cod. civ., che consiste nella possibilità del giudice di ricorrere, anche d'ufficio, a criteri equitativi per supplire all'impossibilità della prova del danno risarcibile nel suo preciso ammontare. Per pervenire alla valutazione con il criterio equitativo ex art. 1226 cod. civ., è sufficiente che il giudice dia l'indicazione di congrue, anche se sommarie, ragioni del processo logico in base al quale lo ha adottato, restando così non censurabile, in sede di legittimità, l'esercizio di questo potere discrezionale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22895 del 11/11/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - sentenze – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7067 del 05/04/2005
Sentenze del giudice di pace rese secondo equità - Vizi denunziabili - Violazione delle norme in tema di modalità di liquidazione delle spese - Ammissibilità del ricorso - Esclusione. È inammissibile il ricorso per cassazione avverso una sentenza del giudice di pace emessa secondo equità, con il quale si denunzi non la debenza o meno delle spese - cioè la violazione dell'art. 91 cod. proc. civ., norma processuale alla cui osservanza è tenuto anche il giudice di pace - , ma le modalità di liquidazione delle spese stesse (nella fattispecie, in quanto operata) in misura onnicomprensiva, senza distinguere diritti, onorari e spese. Detto ricorso si risolve, infatti, nella denunzia della violazione di norme di carattere sostanziale, ammissibile soltanto nel caso in cui il giudice di pace non abbia osservato i principi informatori della materia, tra i quali non rientrano gli inconvenienti pratici relativi all'inosservanza di specifici criteri da adottare nella liquidazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7067 del 05/04/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - sentenze - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7067 del 05/04/2005
Sentenze del giudice di pace rese secondo equità - Vizi denunziabili - Violazione delle norme in tema di modalità di liquidazione delle spese - Ammissibilità del ricorso - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7067 del 05/04/2005 È inammissibile il ricorso per cassazione avverso una sentenza del giudice di pace emessa secondo equità, con il quale si denunzi non la debenza o meno delle spese - cioè la violazione dell'art. 91 cod. proc. civ., norma processuale alla cui osservanza è tenuto anche il giudice di pace - , ma le modalità di liquidazione delle spese stesse (nella fattispecie, in quanto operata) in misura onnicomprensiva, senza distinguere diritti, onorari e spese. Detto ricorso si risolve, infatti, nella denunzia della violazione di norme di carattere sostanziale, ammissibile soltanto nel caso in cui il giudice di pace non abbia osservato i principi informatori della materia, tra i quali non rientrano gli inconvenienti pratici relativi all'inosservanza di specifici criteri da adottare nella liquidazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7067 del 05/04/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4079 del 25/02/2005
Giudice di pace - Cause di valore fino a lire due milioni - Sentenza pronunciata secondo equità - Menzione di norme di diritto - Irrilevanza - Applicazione di norma di diritto non invocata - Ultrapetizione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4079 del 25/02/2005 Le sentenze del giudice di pace rese in controversie di valore non superiore a euro 1100 (in precedenza due milioni di lire) sono da considerare sempre pronunciate secondo equità per testuale disposizione normativa anche se il giudicante abbia applicato una norma di legge ritenuta corrispondente all'equità, ovvero abbia espressamente menzionato norme di diritto senza alcun riferimento all'equità, dovendosi, in tale ultima ipotesi, presumere implicita la corrispondenza, "sic et simpliciter", della norma giuridica applicata alla regola di equità. Ne consegue che la sentenza del giudice di pace, pronunciata a norma del citato art. 113, comma secondo, cod. proc. civ., non è impugnabile con ricorso per cassazione per violazione dell'art. 112 cod. proc. civ. sotto il profilo che il giudicante avrebbe fatto applicazione di una norma di legge non invocata dalla controparte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4079 del 25/02/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – corte di cassazione Sez. L, Sentenza n. 3348 del 18/02/2005
  Giudice di pace - Controversie di valore non eccedente i due milioni di lire (o la somma equivalente in euro) - Pronuncia secondo equità - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie relativa a compensi spettanti a componenti di commissione tributaria. corte di cassazione Sez. L, Sentenza n. 3348 del 18/02/2005 Nel giudizio innanzi al giudice di pace, la regola prevista dall'art. 114 cod. proc. civ., secondo cui il giudizio equitativo non è compatibile con il carattere indisponibile delle situazioni dedotte in causa, deve necessariamente trovare applicazione anche per l'ipotesi - prevista dall'art. 113 cod. proc. civ. - in cui, per il modesto valore della controversia, non eccedente i due milioni di lire (o la somma corrispondente in euro), è la legge a sottrarre la controversia all'applicazione delle norme di diritto. (Nella specie, in applicazione del principio di diritto di cui in massima, la Corte Cass. ha annullato la decisione del giudice di pace che, decidendo secondo equità, aveva condannato l'amministrazione finanziaria al pagamento, in favore di un componente di commissione tributaria, di una somma pari a quella spettante a titolo di indennità giudiziaria ai magistrati pubblici dipendenti; al riguardo, la Corte Cass. ha qualificato non disponibile la situazione dedotta in giudizio atteso che essa verteva in materia di rapporto di diritto pubblico e di servizio onorario, con obbligazioni di diritto pubblico sottratte alla disponibilità delle parti, essendo l'amministrazione chiamata soltanto a riconoscerle, mediante procedimenti ricognitivi, e non potendo costituirle o modificarne il contenuto, con conseguente impossibilità di decidere il merito della causa secondo equità). corte di cassazione Sez. L, Sentenza n. 3348 del 18/02/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1756 del 28/01/2005
Giudice di pace - Sentenza - Equità - Regime delle impugnazioni - Ricorso per cassazione per violazione di legge - Esperibilità - Limiti - Fattispecie. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 206 del 204, le sentenze del giudice di pace rese secondo equità "ratione valoris" possono essere impugnate con ricorso per cassazione, per violazione di norme di diritto ai sensi dell'art. 360 n. 3 cod. proc. civ., soltanto in relazione alla violazione di "principi informatori" della materia, e cioè di principi ai quali deve ispirarsi la disciplina positiva nel regolare un istituto in attuazione dei principi costituzionali, restando invece preclusa la denunzia di violazione di specifiche norme di diritto sostanziale. (Nella specie, relativa alla asserita violazione dell'art. 2948 cod. civ., ossia di una specifica disciplina di dettaglio dell'istituto della prescrizione, la Corte Cass. ha dichiarato inammissibile l'impugnazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1756 del 28/01/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1278 del 21/01/2005
Servizio comunale di erogazione dell'acqua - Previsione di canone per quota fissa e di canone aggiuntivo presuntivo - Azione di accertamento negativo dell'utente contro il Comune - Avanti al Giudice di pace - Decisione secondo equità - Rigetto della domanda per la quota fissa - Accoglimento per quella presuntiva - Previa disapplicazione della delibera comunale determinativa - Legittimità - Fondamento. In relazione ad una controversia introdotta da un utente del servizio comunale di erogazione dell'acqua nei confronti del Comune erogatore del servizio, per ottenere l'accertamento negativo della debenza sia delle quote di corrispettivo del servizio costituenti il canone dovuto per quota fissa, sia delle somme dovute in eccedenza a titolo di corrispettivo per consumo determinato in via presuntiva con riguardo alla composizione del nucleo familiare dell'utente, il giudice di pace che, nel decidere la controversia secondo equità in ragione del valore del credito, riconosce dovuta la quota fissa e non dovuta quella in eccedenza, correttamente disapplica a questo secondo scopo la deliberazione della Giunta Comunale che ha stabilito le quote presuntive dovute in eccedenza, adducendo come giustificazione l'unilaterale determinazione da parte del Comune dei consumi presuntivi, senza un accordo contrattuale, costituente invece nella specie il presupposto legale della richiesta di somme di denaro in base ad un patto negoziale ed in carenza di potere impositivo. Tale disapplicazione costituisce implicita applicazione dell'art. 23 della Costituzione, dei principi sulle fonti delle obbligazioni, di cui all'art. 1173 cod. civ., e di quelli sulla determinazione del contenuto del contratto sulla base dell'accordo delle parti, di cui all'art. 1321 cod. civ. e pertanto risponde al principio per cui il giudice di pace, anche allorquando procede alla disapplicazione di un atto amministrativo nell'esplicazione della giurisdizione equitativa, deve formulare il giudizio che la giustifica "secundum legem". Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1278 del 21/01/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005
Decisione secondo equità del giudice di pace - Necessario rispetto dei "principi informatori della materia" - Dopo la sent. n. 206 del 2004 della Corte Costituzionale - Significato dell'espressione "principi informatori della materia" - Individuazione - Modalità - Coincidenza con l'espressione "principi regolatori della materia" - Già presente in un'antecedente formulazione dell'art. 113, secondo comma, cod. proc. cv. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005 Nella norma dell'art. 113, secondo comma, cod. proc. civ. quale risultante dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 206 del 2004 - avente natura additiva integrativa di carattere autoapplicativo - l'integrazione apportatavi dal dispositivo della sentenza, nel senso della sua illegittimità "nella parte in cui non prevede che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia", in base al significato semantico dell'espressione "principi informatori della materia" ed alla luce della motivazione della sentenza stessa, in particolare là dove ha ravvisato il contrasto della norma con i principi costituzionali degli artt. 24 e 101, secondo comma, Cost., sotto il profilo che la scelta da parte del giudice di pace della regola equitativa al di fuori della legge scritta (cosiddetta equità sostitutiva) senza quella integrazione appariva arbitraria, mentre non lo è se fatta "alla stregua dei medesimi principi cui si ispira la disciplina positiva", dev'essere intesa nel senso che i "principi informatori" non sono da identificare con i "principi regolatori della materia", cui alludeva la norma dell'art. 113, secondo comma, nel testo novellato dall'art. 9 della l. n. 399 del 1984 ed anteriore alla modifica disposta dall'art. 21 della l. n. 374 del 1991. In particolare, mentre il giudice conciliatore, vigente quella norma, nell'individuare la regola equitativa da applicare al caso concreto aveva il dovere di osservare le norme fondamentali del rapporto dedotto in giudizio, traendole dal complesso delle norme con le quali il legislatore lo aveva disciplinato (in ciò identificandosi "i principi regolatori della materia"), il giudice di pace, a seguito della citata sentenza, non ha il dovere di individuare la regola equitativa traendola da detta disciplina, ma, nell'individuarla, dovrà avere cura che essa non contrasti con i principi - preesistenti alle regole in concreto oggettivamente dettate - cui il legislatore si è ispirato nel porre quella disciplina. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55Provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005
Servizio comunale di erogazione dell'acqua per uso domestico - Controversia di ripetizione di somme pagate dal fruitore in eccedenza rispetto al consumo - Regola equitativa applicata dal giudice di pace - Basata su mancata prova della pattuizione di corrispettivo per Cosiddetto minimo garantito - Violazione dei principi informatori della materia delle obbligazioni contrattuali - Configurabilità - Esclusione. In un giudizio introdotto avanti al giudice di pace da parte del fruitore del servizio comunale di erogazione dell'acqua per uso domestico, per ottenere il riconoscimento della non debenza di somme pagate sulla base di consumo presunto annuale limitatamente a quanto eccedente l'effettivo consumo, l'applicazione da parte del giudice di pace, nel decidere la controversia di una regola equitativa in base alla quale il fruitore del servizio, in tanto può essere tenuto a pagare al Comune il corrispettivo per il cosiddetto "minimo garantito" o "minimo impegnato", in quanto l'ente fornisca la prova scritta che il medesimo abbia accettato esplicitamente la relativa clausola contrattuale, con la conseguenza che in difetto il fruitore è tenuto al pagamento solo del corrispettivo del consumo effettivo, non contraddice i principi informatori applicabili alla materia delle obbligazioni contrattuali, rilevanti in relazione alla fattispecie (principio affermato dalla Suprema Corte in relazione a ricorso introdotto anteriormente alla sent. n. 206 del 2004 della Corte Costituzionale e deciso con la sua applicazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005  ...
114. (Pronuncia secondo equità a richiesta di parte) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online riga_9_55provvedimenti del giudice civile - sentenza - secondo equità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005
Servizio comunale di erogazione dell'acqua per uso domestico - Controversia di ripetizione di somme pagate dal fruitore in eccedenza rispetto al consumo - Regola equitativa applicata dal giudice di pace - Basata su mancata prova della pattuizione di corrispettivo per Cosiddetto minimo garantito - Violazione dei principi informatori della materia delle obbligazioni contrattuali - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005 In un giudizio introdotto avanti al giudice di pace da parte del fruitore del servizio comunale di erogazione dell'acqua per uso domestico, per ottenere il riconoscimento della non debenza di somme pagate sulla base di consumo presunto annuale limitatamente a quanto eccedente l'effettivo consumo, l'applicazione da parte del giudice di pace, nel decidere la controversia di una regola equitativa in base alla quale il fruitore del servizio, in tanto può essere tenuto a pagare al Comune il corrispettivo per il cosiddetto "minimo garantito" o "minimo impegnato", in quanto l'ente fornisca la prova scritta che il medesimo abbia accettato esplicitamente la relativa clausola contrattuale, con la conseguenza che in difetto il fruitore è tenuto al pagamento solo del corrispettivo del consumo effettivo, non contraddice i principi informatori applicabili alla materia delle obbligazioni contrattuali, rilevanti in relazione alla fattispecie (principio affermato dalla Suprema Corte in relazione a ricorso introdotto anteriormente alla sent. n. 206 del 2004 della Corte Costituzionale e deciso con la sua applicazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 382 del 11/01/2005  ...

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