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299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione)

Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo I: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo II: DELL'ISTRUZIONE DELLA CAUSA Capo III: DELLA DECISIONE DELLA CAUSA Capo III BIS: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE Capo III-ter: DEI RAPPORTI TRA COLLEGIO E GIUDICE MONOCRATICO (1) Capo IV: DELL'ESECUTORIETÀ E DELLA NOTIFICAZIONE DELLE SENTENZE Capo V: DELLA CORREZIONE DELLE SENTENZE E DELLE ORDINANZE Capo VI: DEL PROCEDIMENTO IN CONTUMACIA Capo VII: DELLA SOSPENSIONE, INTERRUZIONE ED ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione I: DELLA SOSPENSIONE DEL PROCESSO Sezione II: DELL'INTERRUZIONE DEL PROCESSO 299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione)

Art. 299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione)

Se prima della costituzione in cancelleria o all'udienza davanti al giudice istruttore, sopravviene la morte oppure la perdita della capacità di stare in giudizio di una delle parti o del suo rappresentante legale o la cessazione di tale rappresentanza, il processo è interrotto, salvo che coloro ai quali spetta di proseguirlo si costituiscano volontariamente, oppure l'altra parte provveda a citarli in riassunzione, osservati i termini di cui all'articolo 163-bis.

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Giurisprudenza:

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299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Fallimento - cessazione - chiusura del fallimento - Giudizio di cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. . 4514 del 14/02/2019
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - cessazione - chiusura del fallimento - Giudizio di cassazione - Decreto di chiusura del fallimento non ancora definitivo al momento della notifica del relativo ricorso - Legittimazione processuale del curatore fallimentare - Sussistenza - Subingresso del fallito nel giudizio pendente - Esclusione - Fondamento. In tema di giudizio di cassazione, sussiste la legittimazione processuale del curatore fallimentare se, al momento della notifica del ricorso, il decreto di chiusura del fallimento non sia ancora definitivo; così come nell'ipotesi in cui la legittimazione del curatore venga meno nella pendenza del giudizio, in quanto in esso non trovano applicazione gli artt. 299 e 300 c.p.c., nè trova applicazione il principio generale secondo cui la chiusura del fallimento fa cessare la legittimazione processuale del curatore, con il conseguente sub ingresso del fallito, tornato "in bonis", nei procedimenti pendenti al momento della chiusura. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. . 4514 del 14/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_299, Cod_Proc_Civ_art_300...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Interruzione del processo - perdita della capacità processuale di una delle parti - cancellazione della società dal registro delle imprese
Procedimento civile - interruzione del processo - perdita della capacità processuale di una delle parti - cancellazione della società dal registro delle imprese - evento interruttivo ex art. 299 c.p.c. - evento non dichiarato dal difensore - conseguenze in fase di gravame – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 30341 del 23/11/2018 La cancellazione della società dal registro delle imprese dà luogo a un fenomeno estintivo che priva la stessa della capacità di stare in giudizio, costituendo un evento interruttivo la cui rilevanza processuale è peraltro subordinata, ove la parte sia costituita a mezzo di procuratore, stante la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, dalla dichiarazione in udienza ovvero dalla notificazione dell'evento alle altre parti; a tale principio consegue che: a) la notificazione della sentenza fatta a detto procuratore, ex art. 285 c.p.c., è idonea a far decorrere il termine per l'impugnazione nei confronti della società cancellata; b) il medesimo procuratore, qualora originariamente munito di procura alla lite valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione - ad eccezione del ricorso per cassazione, per cui è richiesta la procura speciale - in rappresentanza della società; c) è ammissibile la notificazione dell'impugnazione presso detto procuratore, ai sensi dell'art. 330, comma 1, c.p.c., senza che rilevi la conoscenza "aliunde" di uno degli eventi previsti dall'art. 299 c.p.c. da parte del notificante. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto ammissibile il ricorso per cassazione promosso dal difensore munito di mandato a tal fine conferito dalla società con procura speciale sottoscritta prima dell'estinzione dell'ente a seguito della cancellazione dal registro delle imprese). Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 30341 del 23/11/2018...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Interruzione del processo - morte della parte in genere - appello
Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte - in genere - appello – raggiungimento maggiore età della parte costituita a mezzo di procuratore in pendenza del termine per impugnare - omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - effetti - ultrattività del mandato alla lite - configurabilità - effetti - stabilizzazione della posizione giuridica della parte colpita dall'evento – condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30009 del 21/11/2018 Nel caso in cui, in pendenza del termine per proporre appello, il minore costituitosi in giudizio a mezzo del proprio legale rappresentante raggiunga la maggiore età, l'omessa dichiarazione o notificazione di tale evento da parte del procuratore comporta, in virtù della regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica di quest'ultima rispetto alle altre parti ed al giudice, tanto nella fase attiva, quanto nella fase di riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione, la quale va notificata presso il procuratore della parte costituita in primo grado e successivamente divenuta maggiorenne. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30009 del 21/11/2018  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Subentro del fallito tornato "in bonis"
Procedimento civile - interruzione del processo - in genere - chiusura del fallimento - effetti processuali - procedimenti pendenti - subentro del fallito tornato "in bonis" - configurabilità- sussistenza - giudizio di cassazione - applicabilità del principio - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25603 del 12/10/2018 >>> In tema di procedimento civile, la chiusura del fallimento, determinando la cessazione degli organi fallimentari e il rientro del fallito nella disponibilità del suo patrimonio, fa venir meno la legittimazione processuale del curatore, determinando il subentrare dello stesso fallito tornato "in bonis" al curatore nei procedimenti pendenti all'atto della chiusura; tale principio, peraltro, non vale per il giudizio di cassazione, che è caratterizzato dall'impulso d'ufficio ed al quale non sono perciò applicabili le norme di cui agli artt. 299 e 300 c.p.c., sicché non è consentito il deposito ai sensi dell'art. 372c.p.c. di documenti attestanti la chiusura del fallimento. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25603 del 12/10/2018...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Morte o perdita della capacità della parte costituita a mezzo di procuratore
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - luogo di notificazione – presso il procuratore costituito - morte o perdita della capacità della parte costituita a mezzo di procuratore - omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - ultrattività del mandato - configurabilità - conseguenze -notifica dell'appello al procuratore della parte deceduta - ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 24845 del 09/10/2018 >>> In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest'ultimo comporta, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione; ne consegue che è ammissibile la notificazione dell'appello presso il procuratore della parte costituita in primo grado e deceduta successivamente. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 24845 del 09/10/2018...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Morte del difensore della parte
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini – interruzione - termine breve d'impugnazione - pendenza - morte del difensore della parte - conseguenze - omessa rinnovazione della notificazione della sentenza - termine di cui all'art. 327 c.p.c. - decorrenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24799 del 09/10/2018 >>> In caso di morte del difensore della parte durante la decorrenza del termine per impugnare, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 41 del 1986, opera la disciplina dell'art. 328, comma 1, c.p.c., secondo cui detto termine si interrompe e comincia a decorrere di nuovo dal giorno in cui è rinnovata la notificazione della sentenza, mentre, se tale rinnovazione non viene eseguita, l'impugnazione deve essere proposta nel termine previsto dall'art. 327 c.p.c., decorrente dalla pubblicazione della sentenza, e non dall'evento interruttivo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24799 del 09/10/2018...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Evento interruttivo - verificazione in appello
Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - in genere - evento interruttivo - verificazione in appello dopo la notifica e prima della costituzione in giudizio - art. 299 c.p.c. - applicabilità - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 22944 del 26/09/2018 >>> Nel processo tributario, l'evento con valenza interruttiva che si sia verificato dopo la notifica dell'atto di appello ma prima della scadenza del termine per la costituzione in giudizio, determina l'automatica interruzione del giudizio ai sensi dell'art. 299 c.p.c., norma applicabile nel processo tributario in virtù del richiamo generale operato dall'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 22944 del 26/09/2018...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20964 del 22/08/2018
Morte o perdita della capacità della parte costituita a mezzo di procuratore - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - Ultrattività del mandato alla lite - Effetti - Notificazione della sentenza e dell'impugnazione al suddetto procuratore, e sua legittimazione ad impugnare - Condizioni e limiti. La morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, dallo stesso non dichiarate in udienza o notificate alle altre parti, comportano, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che: a) la notificazione della sentenza fatta a detto procuratore, ex art. 285 c.p.c., è idonea a far decorrere il termine per l'impugnazione nei confronti della parte deceduta o del rappresentante legale di quella divenuta incapace; b) il medesimo procuratore, qualora originariamente munito di procura alla lite valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione - ad eccezione del ricorso per cassazione, per cui è richiesta la procura speciale - in rappresentanza della parte che, deceduta o divenuta incapace, va considerata, nell'ambito del processo, tuttora in vita e capace; c) è ammissibile la notificazione dell'impugnazione presso di lui, ai sensi dell'art. 330, comma 1, c.p.c., senza che rilevi la conoscenza "aliunde" di uno degli eventi previsti dall'art. 299 c.p.c. da parte del notificante. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20964 del 22/08/2018  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20638 del 08/08/2018
Morte della parte nel corso del giudizio - Costituzione degli eredi mediante conferimento di procura a margine della comparsa conclusionale - Validità - Fondamento. In ragione della natura esclusivamente processuale dell'atto contenente il mandato alle liti, la procura apposta sulla comparsa conclusionale con cui un soggetto, subentrando quale successore alla parte deceduta nel corso del processo, si costituisca in giudizio, è valida quando sia idonea al raggiungimento dello scopo, indipendentemente dall'osservanza delle forme di cui all'art. 83 c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20638 del 08/08/2018  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15066 del 11/06/2018
Morte della parte - Erede già in giudizio in nome proprio - Automatica assunzione qualità di erede - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie. Nell'ipotesi di morte della parte costituita e di dichiarazione dell'evento interruttivo resa in udienza dal suo procuratore o da questi notificata alle altre parti, la mera circostanza che uno dei successori sia parte del giudizio in nome proprio al momento del decesso, sia pure in una posizione di sostanziale coincidenza di interessi e di linea difensiva con il defunto, non comporta che egli assuma automaticamente la qualità di erede dello stesso né al fine dell'impedimento dell'evento interruttivo, né con riguardo alla coltivazione delle domande proposte dal "de cuius". (Nella specie, la S.C. ha escluso che il figlio della parte deceduta in corso di causa, presente nel processo in nome proprio, avesse accettato tacitamente l'eredità ex art. 476 c.c. con la semplice proposizione di appello contro la decisione di primo grado, non avendo speso la qualità di erede del genitore). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15066 del 11/06/2018  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20832 del 14/10/2016
Procura speciale alle liti conferita dopo la notifica del ricorso - Decesso del conferente - Deposito della procura dopo detto evento - Principio di ultrattività del mandato - Conseguenze. In virtù del principio di ultrattività del mandato alle liti, la procura speciale conferita dopo la notifica del ricorso per cassazione e, quindi, in pendenza della relativa fase di giudizio, resta valida ed efficace anche nel caso di decesso del conferente, indipendentemente dalla circostanza che il deposito in giudizio dell'atto sia avvenuto in un momento successivo a tale evento, trattandosi di una attività di mera documentazione dell'avvenuto conferimento del mandato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20832 del 14/10/2016  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - termine annuale dalla pubblicazione della sentenza – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18759 del 23/09/2016
Dichiarazione di fallimento di una parte intervenuta trascorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza - Proroga del termine - Fattispecie. L'art. 328, ultimo comma, c.p.c., secondo il quale il termine annuale di cui all'art. 327 c.p.c. è prorogato qualora, trascorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, sia sopravvenuto uno degli eventi contemplati dall'art. 299 c.p.c., si applica anche nel caso della perdita della capacità di stare in giudizio a seguito del fallimento di una delle parti. (Fattispecie relativa a giudizio introdotto anteriormente alla l. n. 69 del 2009). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18759 del 23/09/2016  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18333 del 19/09/2016
Estinzione del giudizio contabile presupposto per mancata riassunzione - Incidenza ai fini della liquidazione dell'indennizzo - Esclusione - Fondamento. In materia di equa riparazione, la dichiarazione di estinzione del giudizio contabile presupposto per mancata riassunzione in esito all'interruzione per decesso della parte o del difensore non esclude la sussistenza del danno non patrimoniale in quanto, diversamente, verrebbe attribuita rilevanza ad una circostanza sopravvenuta, quale l'estinzione, sorta successivamente al superamento del limite di durata ragionevole del processo. Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18333 del 19/09/2016  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17199 del 19/08/2016
Omessa interruzione - Rilevabilità d'ufficio - Esclusione - Deducibilità ad opera della parte non colpita dall'evento interruttivo - Esclusione - Fondamento. Le norme che disciplinano l'interruzione del processo sono preordinate alla tutela della parte colpita dal relativo evento, la quale è l'unica legittimata a dolersi dell'irrituale continuazione del processo nonostante il verificarsi della causa interruttiva, sicché la mancata interruzione del processo non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, né essere eccepita dall'altra parte come motivo di nullità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17199 del 19/08/2016  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Interruzione del processo - morte della parte Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 710 del 18/01/2016
Morte o perdita della capacità della parte costituita a mezzo di procuratore - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - Ultrattività del mandato - Configurabilità - Effetti - Stabilizzazione della posizione giuridica della parte colpita dall'evento - Modificabilità - Condizioni. In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo comporta, per la regola dell'ultrattività del mandato, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il procuratore, già munito di procura valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l'evento, o se, rimasta la parte contumace, esso sia documentato dall'altra parte o notificato o certificato dall'ufficiale giudiziario ex art. 300, comma 4, c.p.c. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 710 del 18/01/2016  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19139 del 28/09/2015
Dichiarazione di evento interruttivo ex art. 300 c.p.c. - Richiesta del procuratore, contenuta nella comparsa conclusionale, di fissazione di udienza per l'eventuale dichiarazione dell'evento - Efficacia interruttiva - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19139 del 28/09/2015 La dichiarazione, da parte del procuratore, di uno degli eventi che, a norma dell'art. 300 c.p.c., comportano l'interruzione del processo, deve essere finalizzata al conseguimento di tale effetto o corredata dei necessari requisiti formali (quali la formulazione in udienza o in atto notificato alle altre parti), sicché non determina interruzione del processo la dichiarazione contenuta nella comparsa conclusionale, nella quale il difensore si sia limitato a chiedere la fissazione di apposita udienza istruttoria, riservandosi in tale sede di dichiarare l'evento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19139 del 28/09/2015    ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile – riassunzione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18454 del 21/09/2015
Parte contumace - Diritto alla comunicazione del differimento dell'udienza di riassunzione - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18454 del 21/09/2015 In caso di riassunzione di un processo dichiarato interrotto la parte rimasta contumace non ha diritto a ricevere alcuna comunicazione del rinvio d'ufficio dell'udienza fissata per la riassunzione sebbene disposto per la proclamata astensione dal lavoro del personale di cancelleria, senza che assuma rilievo, in senso contrario, che l'avvenuta formale declaratoria della contumacia sia stata compiuta nell'udienza ancora successiva, trattandosi di atto meramente accertativo. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18454 del 21/09/2015    ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile – riassunzione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18454 del 21/09/2015
Parte contumace - Diritto alla comunicazione del differimento dell'udienza di riassunzione - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18454 del 21/09/2015 In caso di riassunzione di un processo dichiarato interrotto la parte rimasta contumace non ha diritto a ricevere alcuna comunicazione del rinvio d'ufficio dell'udienza fissata per la riassunzione sebbene disposto per la proclamata astensione dal lavoro del personale di cancelleria, senza che assuma rilievo, in senso contrario, che l'avvenuta formale declaratoria della contumacia sia stata compiuta nell'udienza ancora successiva, trattandosi di atto meramente accertativo. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18454 del 21/09/2015    ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10notificazione dell'atto di impugnazione - interruzione del processo - perdita della capacità processuale di una delle parti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15724 del 27/07/2015
Ultrattività del mandato alla lite - Cancellazione di società dal registro delle imprese dopo la sentenza d'appello, in pendenza del termine ex art. 327 c.p.c. - Applicabilità - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15724 del 27/07/2015 Il principio dell'ultrattività del mandato alla lite, per cui il difensore continua a rappresentare la parte come se l'evento non si fosse verificato, si applica anche quando, avvenuta la cancellazione della società dal registro delle imprese successivamente alla emissione della sentenza d'appello e in pendenza del termine per proporre ricorso per cassazione, non ne sia possibile, per tale ragione, la sua declaratoria, né il procuratore della società estinta abbia inteso notificare l'evento stesso alla controparte, sicché quest'ultima, legittimamente, può notificare alla società, pur cancellata ed estinta, il ricorso per cassazione presso il domicilio del suddetto difensore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15724 del 27/07/2015    ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13329 del 30/06/2015
Procura a margine o in calce - Apposizione su atti diversi dal ricorso o dal controricorso - Esclusione - Conseguenze - Nomina di nuovo difensore - Rilascio di procura su atto redatto dal nuovo difensore - Inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13329 del 30/06/2015 Nel giudizio di cassazione, la procura speciale può essere rilasciata a margine o in calce solo del ricorso o del controricorso trattandosi degli unici atti indicati, con riferimento al giudizio di legittimità, dall'art. 83, terzo comma, cod. proc. civ., sicché, ove non sia rilasciata in occasione di tali atti, il conferimento deve avvenire, ai sensi del secondo comma del citato articolo, con atto pubblico o con scrittura privata autenticata che facciano riferimento agli elementi essenziali del giudizio, quali l'indicazione delle parti e della sentenza impugnata, senza che ad una diversa conclusione possa pervenirsi nel caso in cui sopraggiunga la sostituzione del difensore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13329 del 30/06/2015  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - per il fallito - rapporti processuali – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11854 del 09/06/2015
Fallito tornato "in bonis" - Giudizio promosso dal curatore fallimentare - Sostituzione del primo al secondo - Conflitto di interessi - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11854 del 09/06/2015 La pubblica funzione svolta dal curatore fallimentare nell'ambito dell'amministrazione della giustizia esclude che possa configurarsi un contrasto di interessi tra lo stesso ed il fallito, sicchè quest'ultimo, una volta tornato "in bonis", potrà solo sostituirsi al primo nel giudizio da lui intrapreso, nel punto e nello stato in cui esso si trova, accettandolo come tale e senza poter invalidare quanto sia stato legittimamente compiuto dal curatore medesimo allorquando questi lo rappresentava. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11854 del 09/06/2015  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - interruzione – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10226 del 19/05/2015
Decorrenza del termine breve - Interruzione e decorrenza di nuovo termine - Morte della parte notificante - Applicabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10226 del 19/05/2015 Ai sensi dell'art. 328 cod. proc. civ. - nonostante l'imprecisa formulazione della rubrica dell'articolo - l'interruzione del termine di impugnazione previsto dall'art. 325 cod. proc. civ., con la conseguente decorrenza di un nuovo termine, si verifica non soltanto nel caso in cui la morte riguardi la parte alla quale la sentenza sia stata notificata, ma anche nel caso in cui il suddetto evento riguardi la parte notificante. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto inammissibile il gravame proposto al'Agenzia delle Entrate decorsi trentadue giorni dopo la notifica della sentenza di primo grado, effettuata dalla parte privata, deceduta due giorni dopo avere posto in essere la notificazione). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10226 del 19/05/2015  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11382 del 22/05/2014
Da parte del difensore munito di procura speciale - Decesso dell'institore che ha sottoscritto la procura speciale per il ricorso per cassazione, prima della notifica di quest'ultimo - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11382 del 22/05/2014 Il principio che nega alla morte o alla perdita della capacità della parte o del difensore effetti giuridici nel giudizio in cassazione, caratterizzato dall'impulso di ufficio e perciò sottratto alle disposizioni degli artt. 299 e 300 cod. proc. civ., è applicabile solo dopo che, con la notifica del ricorso, si è instaurato il rapporto processuale dinanzi alla Corte di cassazione perché, fino a questo momento, vi è invece l'esigenza della presenza di tutti i requisiti della impugnazione, con conseguente inammissibilità del ricorso nel caso di decesso dell'institore, che ha sottoscritto la procura speciale, prima della esecuzione della notifica, dato che, ai sensi dell'art. 1722 cod. civ., tale evento, al pari della morte del difensore, estingue la procura privandola di ogni effetto. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 11382 del 22/05/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9000 del 06/05/2015
Riassunzione del processo mediante atto di citazione - Possibilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9000 del 06/05/2015 Per la valida riassunzione del processo sospeso o interrotto, l'istante può utilizzare, anziché la comparsa o il ricorso al giudice per la fissazione dell'udienza di prosecuzione, la citazione della parte ad udienza fissa, la cui idoneità al raggiungimento dello scopo previsto nell'art. 297 cod. proc. civ. resta condizionata all'avvenuta notifica dell'atto alla controparte prima della scadenza del termine perentorio entro il quale va promossa la prosecuzione del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9000 del 06/05/2015  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26495 del 17/12/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Conseguenze processuali - Evento non dichiarato dal difensore - Ultrattività del mandato - Ricorso per cassazione notificato al difensore della società estinta costituito nei gradi di merito - Ammissibilità. La cancellazione della società dal registro delle imprese priva la stessa, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società cancellata, della capacità di stare in giudizio. Tuttavia, ove l'evento estintivo si verifichi nel corso del giudizio di secondo grado, prima che la causa sia trattenuta per la decisione e senza che lo stesso sia stato dichiarato, né notificato, dal procuratore della società medesima, ai sensi dell'art. 300 cod. proc. civ., per il principio dell'"ultrattività del mandato", il suddetto difensore continua a rappresentare la parte come se l'evento non si fosse verificato, sicché il ricorso per cassazione notificato alla (pur estinta) società contribuente, presso il difensore costituito nei gradi di merito, risulta ritualmente proposto. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26495 del 17/12/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - appello – Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione della società - Conseguenze - Appello proposto dalla (o contro la) società in epoca successiva - Inammissibilità - Sussistenza - Nullità - Esclusione - Fondamento. La cancellazione dal registro delle imprese comporta l'estinzione della società, privandola della capacità processuale. Ne consegue che l'appello successivo al verificarsi della cancellazione deve provenire (o essere indirizzato) dai soci (o nei confronti dei soci) succeduti alla società estinta, a pena di inammissibilità, non potendo ritenersi nullo un giudizio (o grado di giudizio) che, per l'inesistenza di uno dei soggetti del rapporto processuale che si vorrebbe instaurare, si rivela strutturalmente inidoneo a realizzare il proprio scopo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10 Impugnazioni civili - appello - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione della società - Conseguenze - Appello proposto dalla (o contro la) società in epoca successiva - Inammissibilità - Sussistenza - Nullità - Esclusione - Fondamento. La cancellazione dal registro delle imprese comporta l'estinzione della società, privandola della capacità processuale. Ne consegue che l'appello successivo al verificarsi della cancellazione deve provenire (o essere indirizzato) dai soci (o nei confronti dei soci) succeduti alla società estinta, a pena di inammissibilità, non potendo ritenersi nullo un giudizio (o grado di giudizio) che, per l'inesistenza di uno dei soggetti del rapporto processuale che si vorrebbe instaurare, si rivela strutturalmente inidoneo a realizzare il proprio scopo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10impugnazioni civili - appello - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione della società - Conseguenze - Appello proposto dalla (o contro la) società in epoca successiva - Inammissibilità - Sussistenza - Nullità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014 La cancellazione dal registro delle imprese comporta l'estinzione della società, privandola della capacità processuale. Ne consegue che l'appello successivo al verificarsi della cancellazione deve provenire (o essere indirizzato) dai soci (o nei confronti dei soci) succeduti alla società estinta, a pena di inammissibilità, non potendo ritenersi nullo un giudizio (o grado di giudizio) che, per l'inesistenza di uno dei soggetti del rapporto processuale che si vorrebbe instaurare, si rivela strutturalmente inidoneo a realizzare il proprio scopo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 25275 del 28/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - ammissibilità ed inammissibilità – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 24801 del 21/11/2014
Decesso della parte successivo alla sentenza di primo grado - Notificazione agli eredi precedentemente costituiti - Corretta instaurazione del contraddittorio - Mancata specificazione della loro qualifica - Irrilevanza - Fondamento. Nell'ipotesi di decesso di una parte in epoca successiva alla sentenza di primo grado, il contraddittorio in appello s'instaura regolarmente ove si proceda, oltre che all'erronea notifica nei confronti del "de cuius", alla corretta notifica nei confronti delle altre parti costituite, sia pure senza richiami alla loro qualità di successori della parte deceduta, in quanto l'inosservanza di tale onere di specificazione non ha effetti invalidanti qualora siano stati evocati in giudizio tutti i soggetti rimasti come unici legittimati passivi sul piano processuale. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 24801 del 21/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Società - di persone fisiche - società in nome collettivo - scioglimento - liquidazione - liquidatori - cancellazione della società – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione della società - Conseguenze - Capacità di stare in giudizio della società estinta e rapporti processuali pendenti - Inammissibilità dell'impugnazione proposta da o contro la società estinta - Fattispecie. La cancellazione dal registro delle imprese comporta l'estinzione della società e la priva della capacità processuale, sicché, qualora l'estinzione intervenga in pendenza di un giudizio di cui la società è parte, si produce un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ.. Ne consegue che, qualora siffatto evento non sia stato fatto constare processualmente nei modi di legge, nondimeno l'eventuale impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve, a pena d'inammissibilità, provenire dai soci o essere nei loro confronti indirizzata, posto che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può, comunque, eccedere il giudizio nel quale l'evento interruttivo è occorso e che la legittimazione processuale, attiva e passiva, si trasferisce automaticamente, ex art. 110 cod. proc. civ., per effetto della vicenda estintiva, in capo ai predetti soci, tra i quali viene in rilievo una situazione di litisconsorzio necessario, a prescindere dalla scindibilità o meno del rapporto sostanziale. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto nei confronti della società cancellata, anziché degli ex soci, escludendo la sanatoria per effetto dell'avvenuta costituzione di alcuni di questi ultimi, non desumendosi dalle difese delle parti la presenza in giudizio dell'intera compagine sociale). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10 Società - di persone fisiche - società in nome collettivo - scioglimento - liquidazione - liquidatori - cancellazione della società – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione della società - Conseguenze - Capacità di stare in giudizio della società estinta e rapporti processuali pendenti - Inammissibilità dell'impugnazione proposta da o contro la società estinta - Fattispecie. La cancellazione dal registro delle imprese comporta l'estinzione della società e la priva della capacità processuale, sicché, qualora l'estinzione intervenga in pendenza di un giudizio di cui la società è parte, si produce un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ.. Ne consegue che, qualora siffatto evento non sia stato fatto constare processualmente nei modi di legge, nondimeno l'eventuale impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve, a pena d'inammissibilità, provenire dai soci o essere nei loro confronti indirizzata, posto che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può, comunque, eccedere il giudizio nel quale l'evento interruttivo è occorso e che la legittimazione processuale, attiva e passiva, si trasferisce automaticamente, ex art. 110 cod. proc. civ., per effetto della vicenda estintiva, in capo ai predetti soci, tra i quali viene in rilievo una situazione di litisconsorzio necessario, a prescindere dalla scindibilità o meno del rapporto sostanziale. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto nei confronti della società cancellata, anziché degli ex soci, escludendo la sanatoria per effetto dell'avvenuta costituzione di alcuni di questi ultimi, non desumendosi dalle difese delle parti la presenza in giudizio dell'intera compagine sociale). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10società - di persone fisiche - società in nome collettivo - scioglimento - liquidazione - liquidatori - cancellazione della società – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014
Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione della società - Conseguenze - Capacità di stare in giudizio della società estinta e rapporti processuali pendenti - Inammissibilità dell'impugnazione proposta da o contro la società estinta - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014 La cancellazione dal registro delle imprese comporta l'estinzione della società e la priva della capacità processuale, sicché, qualora l'estinzione intervenga in pendenza di un giudizio di cui la società è parte, si produce un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ.. Ne consegue che, qualora siffatto evento non sia stato fatto constare processualmente nei modi di legge, nondimeno l'eventuale impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve, a pena d'inammissibilità, provenire dai soci o essere nei loro confronti indirizzata, posto che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può, comunque, eccedere il giudizio nel quale l'evento interruttivo è occorso e che la legittimazione processuale, attiva e passiva, si trasferisce automaticamente, ex art. 110 cod. proc. civ., per effetto della vicenda estintiva, in capo ai predetti soci, tra i quali viene in rilievo una situazione di litisconsorzio necessario, a prescindere dalla scindibilità o meno del rapporto sostanziale. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto nei confronti della società cancellata, anziché degli ex soci, escludendo la sanatoria per effetto dell'avvenuta costituzione di alcuni di questi ultimi, non desumendosi dalle difese delle parti la presenza in giudizio dell'intera compagine sociale). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 23574 del 05/11/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10 Civile - interruzione del processo - perdita della capacità processuale di una delle parti - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23141 del 31/10/2014
Cancellazione di società dal registro delle imprese - Estinzione della persona giuridica - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera del procuratore costituito - Effetti - Ultrattività del mandato alla lite - Configurabilità - Conseguenze. La cancellazione della società dal registro delle imprese dà luogo ad un fenomeno estintivo che priva la società stessa della capacità di stare in giudizio, determinando così - qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte costituita - un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ., la cui omessa dichiarazione o notificazione, ad opera del procuratore, comporta, in applicazione della regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte, risultando così stabilizzata la sua posizione giuridica (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano i soci successori della società, ovvero se il procuratore costituito per la società, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza l'evento o lo notifichi alle altre parti, o ancora se, in caso di contumacia, tale evento sia documentato dall'altra parte o notificato o certificato dall'ufficiale giudiziario ex art. 300, quarto comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23141 del 31/10/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - perdita della capacità processuale di una delle parti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23141 del 31/10/2014
Cancellazione di società dal registro delle imprese - Estinzione della persona giuridica - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera del procuratore costituito - Effetti - Ultrattività del mandato alla lite - Configurabilità - Conseguenze. La cancellazione della società dal registro delle imprese dà luogo ad un fenomeno estintivo che priva la società stessa della capacità di stare in giudizio, determinando così - qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte costituita - un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ., la cui omessa dichiarazione o notificazione, ad opera del procuratore, comporta, in applicazione della regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte, risultando così stabilizzata la sua posizione giuridica (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano i soci successori della società, ovvero se il procuratore costituito per la società, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza l'evento o lo notifichi alle altre parti, o ancora se, in caso di contumacia, tale evento sia documentato dall'altra parte o notificato o certificato dall'ufficiale giudiziario ex art. 300, quarto comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23141 del 31/10/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15295 del 04/07/2014
Morte o perdita della capacità della parte costituita a mezzo di procuratore - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - Effetti - Ultrattività del mandato alla lite - Configurabilità - Effetti - Stabilizzazione della posizione giuridica della parte colpita dall'evento - Modificabilità - Condizioni. In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest'ultimo comporta, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il suo procuratore, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l'evento, o se, rimasta la medesima parte contumace, esso sia documentato dall'altra parte o notificato o certificato dall'ufficiale giudiziario ex art. 300, quarto comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15295 del 04/07/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15295 del 04/07/2014
La morte o la perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, dallo stesso non dichiarate in udienza o notificate alle altre parti, comportano, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che: a) la notificazione della sentenza fatta a detto procuratore, ex art. 285 cod. proc. civ., è idonea a far decorrere il termine per l'impugnazione nei confronti della parte deceduta o del rappresentante legale di quella divenuta incapace; b) il medesimo procuratore, qualora originariamente munito di procura alla lite valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione - ad eccezione del ricorso per cassazione, per cui è richiesta la procura speciale - in rappresentanza della parte che, deceduta o divenuta incapace, va considerata, nell'ambito del processo, tuttora in vita e capace; c) è ammissibile la notificazione dell'impugnazione presso di lui, ai sensi dell'art. 330, primo comma, cod. proc. civ., senza che rilevi la conoscenza "aliunde" di uno degli eventi previsti dall'art. 299 cod. proc. civ. da parte del notificante. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15295 del 04/07/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10 Civile - interruzione del processo - morte della parte - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.15295 del 04/07/2014
Morte o perdita della capacità della parte costituita a mezzo di procuratore - Omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - Effetti - Ultrattività del mandato alla lite - Configurabilità - Effetti - Stabilizzazione della posizione giuridica della parte colpita dall'evento - Modificabilità - Condizioni. In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l'omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest'ultimo comporta, giusta la regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione. Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il suo procuratore, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l'evento, o se, rimasta la medesima parte contumace, esso sia documentato dall'altra parte o notificato o certificato dall'ufficiale giudiziario ex art. 300, quarto comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.15295 del 04/07/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10 Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.11382 del 22/05/2014
Da parte del difensore munito di procura speciale - Decesso dell'institore che ha sottoscritto la procura speciale per il ricorso per cassazione, prima della notifica di quest'ultimo - Conseguenze. Il principio che nega alla morte o alla perdita della capacità della parte o del difensore effetti giuridici nel giudizio in cassazione, caratterizzato dall'impulso di ufficio e perciò sottratto alle disposizioni degli artt. 299 e 300 cod. proc. civ., è applicabile solo dopo che, con la notifica del ricorso, si è instaurato il rapporto processuale dinanzi alla Corte di cassazione perché, fino a questo momento, vi è invece l'esigenza della presenza di tutti i requisiti della impugnazione, con conseguente inammissibilità del ricorso nel caso di decesso dell'institore, che ha sottoscritto la procura speciale, prima della esecuzione della notifica, dato che, ai sensi dell'art. 1722 cod. civ., tale evento, al pari della morte del difensore, estingue la procura privandola di ogni effetto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.11382 del 22/05/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014
Cancellazione di s.r.l. dal registro delle imprese - Sentenza pronunciata contro la società già estinta - Ricorso proposto dall'assegnatario dei beni sociali non qualificatosi come ex socio - Inammissibilità - Fondamento. La cancellazione della società dal registro delle imprese, determinandone l'estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, e l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione proposto da chi si sia qualificato come mero assegnatario dei beni sociali, senza che possa avere rilievo sanante la prospettazione della qualità di ex socio della società estinta, contenuta soltanto nella memoria depositata dal ricorrente ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014
Cancellazione di s.r.l. dal registro delle imprese - Sentenza pronunciata contro la società già estinta - Ricorso proposto dall'assegnatario dei beni sociali non qualificatosi come ex socio - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014 La cancellazione della società dal registro delle imprese, determinandone l'estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, e l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione proposto da chi si sia qualificato come mero assegnatario dei beni sociali, senza che possa avere rilievo sanante la prospettazione della qualità di ex socio della società estinta, contenuta soltanto nella memoria depositata dal ricorrente ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014
Cancellazione di s.r.l. dal registro delle imprese - Sentenza pronunciata contro la società già estinta - Ricorso proposto dall'assegnatario dei beni sociali non qualificatosi come ex socio - Inammissibilità - Fondamento. La cancellazione della società dal registro delle imprese, determinandone l'estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, e l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione proposto da chi si sia qualificato come mero assegnatario dei beni sociali, senza che possa avere rilievo sanante la prospettazione della qualità di ex socio della società estinta, contenuta soltanto nella memoria depositata dal ricorrente ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6468 del 19/03/2014...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.3323 del 13/02/2014
Giudizio di cassazione - Eventi interruttivi afferenti alla parte - Cancellazione della società dal registro delle imprese - Interruzione del giudizio - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio di cassazione, che è dominato dall'impulso di ufficio, non sono applicabili le comuni cause interruttive previste dalla legge in generale, sicché la cancellazione dal registro delle imprese della società resistente, in data successiva alla proposizione del ricorso ed alla stessa costituzione in giudizio della società, non determina l'interruzione del processo. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.3323 del 13/02/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - riassunzione - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2329 del 03/02/2014
Morte del difensore dopo la pubblicazione della sentenza di rinvio - Interruzione del processo - Esclusione - Fondamento. La morte del difensore, che aveva rappresentato la parte nel giudizio di cassazione, intervenuta dopo la pubblicazione della sentenza che ha cassato con rinvio la decisione impugnata non determina l'interruzione del processo, il quale deve essere riassunto nel termine di un anno (come previsto dall'art. 392 cod. proc. civ., prima della riduzione del termine a tre mesi disposto dalla legge n. 69 del 2009), atteso che l'ampiezza di tale termine esclude la configurabilità di una lesione del diritto di difesa e rende possibile alle parti di assolvere l'onere di informarsi e di attivarsi con diligenza, come ad esse imposto dalla disciplina del processo al fine di assicurarne la ragionevole durara. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2329 del 03/02/2014  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - cessazione - chiusura del fallimento – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013
Chiusura del fallimento - Effetti processuali - Procedimenti pendenti - Subentro del fallito tornato "in bonis" - Configurabilità - Giudizio di cassazione - Applicabilità del principio - Sussistenza. Nel giudizio di cassazione, così come è consentito al successore a titolo universale di una delle parti già costituite di proseguire il procedimento (atteso che l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso), a maggior ragione deve ritenersi possibile la prosecuzione del processo iniziato dal curatore fallimentare da parte dell'imprenditore tornato "in bonis", visto che la chiusura del fallimento, pur privando il curatore della capacità di stare in giudizio, non comporta una successione nel processo, bensì il mero riacquisto della capacità processuale in capo al soggetto già dichiarato fallito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10fallimento - cessazione - chiusura del fallimento - in genere –chiusura del fallimento - effetti processuali - procedimenti pendenti - subentro del fallito tornato "in bonis" - configurabilità - giudizio di cassazione - applicabilità del principio - sussi
interruzione del processo - in genere - chiusura del fallimento - effetti processuali - procedimenti pendenti - subentro del fallito tornato "in bonis" - configurabilità - giudizio di cassazione - applicabilità del principio - sussistenza. corte di cassazione sez. 3, sentenza n. 21729 del 23/09/2013 Nel giudizio di cassazione, così come è consentito al successore a titolo universale di una delle parti già costituite di proseguire il procedimento (atteso che l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso), a maggior ragione deve ritenersi possibile la prosecuzione del processo iniziato dal curatore fallimentare da parte dell'imprenditore tornato "in bonis", visto che la chiusura del fallimento, pur privando il curatore della capacità di stare in giudizio, non comporta una successione nel processo, bensì il mero riacquisto della capacità processuale in capo al soggetto già dichiarato fallito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - in genere - chiusura del fallimento – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013
Effetti processuali - Procedimenti pendenti - Subentro del fallito tornato "in bonis" - Configurabilità - Giudizio di cassazione - Applicabilità del principio - Sussistenza. Nel giudizio di cassazione, così come è consentito al successore a titolo universale di una delle parti già costituite di proseguire il procedimento (atteso che l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso), a maggior ragione deve ritenersi possibile la prosecuzione del processo iniziato dal curatore fallimentare da parte dell'imprenditore tornato "in bonis", visto che la chiusura del fallimento, pur privando il curatore della capacità di stare in giudizio, non comporta una successione nel processo, bensì il mero riacquisto della capacità processuale in capo al soggetto già dichiarato fallito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 21517 del 20/09/2013
Cancellazione dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione - Conseguenze sulla capacità di stare in giudizio ed i rapporti processuali pendenti - Rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci - Necessità - Ragioni - Fattispecie. La cancellazione della società dal registro delle imprese, determinandone l'estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si dà un evento interruttivo, disciplinato dall'art. 299 cod. proc. civ., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell'art. 110 cod. proc. civ.; qualora l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l'evento estintivo è occorso. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto correttamente eseguita la rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci di una società di capitali, cancellata dal registro delle imprese nel corso del giudizio di cassazione). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 21517 del 20/09/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10società - di capitali - in genere - cancellazione dal registro delle imprese - effetti - estinzione - conseguenze sulla capacità di stare in giudizio ed i rapporti processuali pendenti - rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci - necessità
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - in genere - cancellazione dal registro delle imprese - effetti - estinzione - conseguenze sulla capacità di stare in giudizio ed i rapporti processuali pendenti - rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci - necessità - ragioni - fattispecie. corte di cassazione sez. 5, sentenza n. 21517 del 20/09/2013 La cancellazione della società dal registro delle imprese, determinandone l'estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si dà un evento interruttivo, disciplinato dall'art. 299 cod. proc. civ., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell'art. 110 cod. proc. civ.; qualora l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l'evento estintivo è occorso. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto correttamente eseguita la rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci di una società di capitali, cancellata dal registro delle imprese nel corso del giudizio di cassazione). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 21517 del 20/09/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 21517 del 20/09/2013
Cancellazione dal registro delle imprese - Effetti - Estinzione - Conseguenze sulla capacità di stare in giudizio ed i rapporti processuali pendenti - Rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci - Necessità - Ragioni - Fattispecie. La cancellazione della società dal registro delle imprese, determinandone l'estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si dà un evento interruttivo, disciplinato dall'art. 299 cod. proc. civ., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell'art. 110 cod. proc. civ.; qualora l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l'evento estintivo è occorso. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto correttamente eseguita la rinnovazione della notificazione nei confronti dei soci di una società di capitali, cancellata dal registro delle imprese nel corso del giudizio di cassazione). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 21517 del 20/09/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - domanda giudiziale - citazione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013
Notificazione della citazione a persona già deceduta - Conseguenze - Inesistenza della notificazione e nullità insanabile delle sentenze pronunciate - Fondamento. La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta è giuridicamente inesistente, posto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e si estingue con la morte; ne consegue l'insanabile nullità, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, delle sentenze pronunciate nel corso del processo nei confronti del soggetto deceduto prima dell'inizio dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - inesistenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013
Notificazione della citazione a persona già deceduta - Conseguenze - Inesistenza della notificazione e nullità insanabile delle sentenze pronunciate - Fondamento. La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta è giuridicamente inesistente, posto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e si estingue con la morte; ne consegue l'insanabile nullità, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, delle sentenze pronunciate nel corso del processo nei confronti del soggetto deceduto prima dell'inizio dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - inesistenza – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013
Notificazione della citazione a persona già deceduta - Conseguenze - Inesistenza della notificazione e nullità insanabile delle sentenze pronunciate - Fondamento. La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta è giuridicamente inesistente, posto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e si estingue con la morte; ne consegue l'insanabile nullità, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, delle sentenze pronunciate nel corso del processo nei confronti del soggetto deceduto prima dell'inizio dello stesso. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - inesistenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013
Notificazione della citazione a persona già deceduta - Conseguenze - Inesistenza della notificazione e nullità insanabile delle sentenze pronunciate - Fondamento. La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta è giuridicamente inesistente, posto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e si estingue con la morte; ne consegue l'insanabile nullità, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, delle sentenze pronunciate nel corso del processo nei confronti del soggetto deceduto prima dell'inizio dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - inesistenza - notificazione della citazione a persona già deceduta - conseguenze - inesistenza della notificazione e nullità insanabile delle sentenze pronunciate - fondamento
domanda giudiziale - citazione - in genere - notificazione della citazione a persona già deceduta - conseguenze - inesistenza della notificazione e nullità insanabile delle sentenze pronunciate - fondamento. corte di cassazione sez. 2, sentenza n. 14360 del 06/06/2013 La notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado effettuata ad una persona già deceduta è giuridicamente inesistente, posto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita e si estingue con la morte; ne consegue l'insanabile nullità, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, delle sentenze pronunciate nel corso del processo nei confronti del soggetto deceduto prima dell'inizio dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14360 del 06/06/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10società - di persone fisiche - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11344 del 13/05/2013
Ricorso per cassazione proposto nei confronti di società di accomandita semplice cancellata dal registro delle imprese - Conseguenze - Inammissibilità dell'impugnazione - Sussistenza - Costituzione operata dai soci della società - Effetti per la società cancellata e gli altri intimati - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11344 del 13/05/2013 È inammissibile il ricorso per cassazione proposto nei confronti di una società in accomandita semplice cancellata dal registro delle imprese in data antecedente al deposito della sentenza impugnata, senza che possa riconoscersi alcun effetto sanante alla costituzione tardivamente operata dai rispettivi soci, la quale rimane a sua volta inammissibile ove la posizione della società (nella specie, volta a dedurre l'illegittimità dell'aggiudicazione ad un terzo di un contratto a seguito di un pubblico incanto, in violazione della prelazione spettante alla società stessa) non sia suscettibile di trasferimento in favore dei soci, pur valendo essa come efficace intervento nel giudizio di legittimità ai fini dell'integrità del rapporto processuale validamente instaurato dal ricorrente nei confronti di altri intimati.  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Enti pubblici - soppressione ed estinzione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013
Soppressione "ex lege" di un ente pubblico costituito in giudizio - Mancata dichiarazione o notificazione del procuratore costituito - Conoscibilità "aliunde" dell'evento - Irrilevanza - Conseguenze. La soppressione di un ente pubblico, con il trasferimento dei relativi rapporti giuridici ad un altro ente, determina l'interruzione automatica del processo, ai sensi dell'art. 299 cod. proc. civ., soltanto ove intervenga tra la notificazione della citazione e la costituzione in giudizio, trovando altrimenti applicazione l'art. 300 cod. proc. civ. che impone, ai fini della interruzione, la corrispondente dichiarazione in udienza del procuratore costituito per la parte interessata dall'evento (configurabile non come mera dichiarazione di scienza, ma come vera e propria manifestazione di volontà diretta a provocare la predetta interruzione) o la notifica di quest'ultimo alle altre parti. Pertanto, in assenza di una siffatta dichiarazione entro la chiusura della discussione, la posizione della parte rappresentata resta stabilizzata, rispetto alle altre parti ed al giudice, quale persona giuridica ancora esistente, con correlativa ultrattività della procura "ad litem", nessun rilievo assumendo, ai fini suddetti, la conoscenza dell'evento "aliunde" acquisita, ancorché evincibile da un provvedimento legislativo che ha disposto quella soppressione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10società - di capitali - in genere - cancellazione della società dal registro delle imprese - effetti - estinzione della società - conseguenze - in ordine alla capacità di stare in giudizio della società estinta e ai suoi rapporti processuali pendenti. Cor
società - di persone fisiche - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) - cancellazione della società dal registro delle imprese - effetti - estinzione della società - conseguenze - in ordine alla capacità di stare in giudizio della società estinta e ai suoi rapporti processuali pendenti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 6070 del 12/03/2013 La cancellazione della società dal registro delle imprese, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società cancellata, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio (con la sola eccezione della "fictio iuris" contemplata dall'art. 10 legge fall.); pertanto, qualora l'estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. cod. proc. civ., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell'art. 110 cod. proc. civ.; qualora l'evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l'impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l'evento estintivo è occorso. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 6070 del 12/03/2013  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - perdita della capacità processuale di una delle parti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13190 del 26/07/2012
Cessazione dello stato di liquidazione coatta amministrativa - Effetti - Perdita della capacità processuale del commissario liquidatore - Conseguenze. La cessazione dello stato di liquidazione coatta amministrativa di una impresa assicuratrice, in conseguenza dell'annullamento giurisdizionale del d.m. di messa in liquidazione, determina il venir meno, con effetto "ex nunc" della capacità processuale del commissario liquidatore, con la conseguenza che i giudizi in cui questi sia parte devono essere dichiarati interrotti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13190 del 26/07/2012  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7789 del 17/05/2012
"Riapertura dell'istruzione" ex art. 300, quinto comma, cod. proc. civ. - Nozione - Regresso a fase processuale in cui può svolgersi attività istruttoria - Svolgimento effettivo di tale attività - Irrilevanza - Ragioni - Fattispecie relativa a causa trattenuta in decisione e rimessa sul ruolo "per chiarimenti". In tema di interruzione del processo, si ha "riapertura dell'istruzione", ai sensi dell'art. 300, quinto comma, cod. proc. civ., con la conseguente rilevanza degli eventi interruttivi successivi alla chiusura della discussione, quando il procedimento regredisce dalla fase decisoria ad una fase precedente, in cui può svolgersi attività istruttoria, a prescindere dalla circostanza che quest'ultima abbia effettivamente luogo; pertanto, allorchè il tribunale, in composizione monocratica, dopo aver trattenuto la causa in decisione, fissi una nuova udienza davanti a sé "per chiarimenti" (che costituiscono attività istruttoria) e vi riceva la dichiarazione del procuratore circa l'avvenuto decesso del cliente, deve constatare l'interruzione del processo, restando irrilevante che in tale udienza sia effettivamente svolta attività istruttoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7789 del 17/05/2012  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10tributi (in generale) - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - in genere – società cancellata dal registro delle imprese - estinzione - conseguenze - inammissibilità del giudizio di impugnazione pr
società - di capitali - società per azioni - scioglimento - liquidazione - liquidatori - cancellazione della società - in genere - società cancellata dal registro delle imprese - estinzione - conseguenze - inammissibilità del giudizio di impugnazione proposto dopo l'estinzione della società. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 7676 del 16/05/2012 impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - in genere - società cancellata dal registro delle imprese - estinzione - conseguenze - inammissibilità del giudizio di impugnazione proposto dopo l'estinzione della società. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 7676 del 16/05/2012 L'estinzione della società a seguito di cancellazione determina, nei processi in corso nei confronti dell'ente, l'applicazione delle regole generali dettate dagli artt. 299 e seguenti cod. proc. civ., poiché essa costituisce vicenda equiparabile alla morte della parte persona fisica. Ne consegue che, per difetto assoluto della "giusta parte" processuale, è inammissibile l'impugnazione proposta nei confronti di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese nelle more del processo. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 7676 del 16/05/2012  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 7676 del 16/05/2012
Società cancellata dal registro delle imprese - Estinzione - Conseguenze - Inammissibilità del giudizio di impugnazione proposto dopo l'estinzione della società. L'estinzione della società a seguito di cancellazione determina, nei processi in corso nei confronti dell'ente, l'applicazione delle regole generali dettate dagli artt. 299 e seguenti cod. proc. civ., poiché essa costituisce vicenda equiparabile alla morte della parte persona fisica. Ne consegue che, per difetto assoluto della "giusta parte" processuale, è inammissibile l'impugnazione proposta nei confronti di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese nelle more del processo. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 7676 del 16/05/2012  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2895 del 24/02/2012
Rimessione della causa sul ruolo per il deposito dei fascicoli di parte - Riapertura dell'istruzione - Configurabilità - Conseguenze - Evento interruttivo verificatosi o notificato dopo il passaggio in decisione - Interruzione - Ammissibilità. In tema di interruzione del processo, l'ordinanza con cui il giudice, dopo aver assunto la causa in decisione, rimette la causa sul ruolo per consentire alle parti il deposito in cancelleria dei rispettivi fascicoli, con successiva nuova precisazione delle conclusioni, costituisce riapertura dell'istruzione, agli effetti dell'art. 300, quinto comma, cod. proc. civ., e perciò consente al procuratore della parte di rendere la dichiarazione di alcuno degli eventi interruttivi, previsti dall'art. 299 cod. proc. civ., avveratosi dopo il passaggio in decisione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2895 del 24/02/2012  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.10016 del 06/05/2011
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità solo al deposito in cancelleria del ricorso - Affermazione - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Rinnovazione della notifica - Necessità - Inosservanza del termine ex art. 305 cod. proc. civ. - Ininfluenza - Estensibilità dei principi applicabili per il ricorso in appello e per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo - Esclusione - Fondamento. In tema di riassunzione, il meccanismo per la riattivazione del rapporto processuale interrotto si realizza distinguendo il momento della rinnovata "editio actionis" da quello della "vocatio in jus", sicché, una volta eseguito tempestivamente il deposito del ricorso in cancelleria, il termine di sei mesi di cui all'art. 305 cod. proc. civ. non ha alcun ruolo nella successiva notifica dell'atto volta a garantire il corretto ripristino del contraddittorio. Ne consegue che, ove la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza sia viziata od inesistente, l'assegnazione di un ulteriore termine da parte del giudice per la rinnovazione della notifica e il compimento del relativo adempimento prescindono dal rispetto delle indicazioni di cui all'art. 305 cod. proc. civ. rispondendo alla sola necessità di assicurare il rispetto delle regole proprie della "vocatio in jus", senza che siano estensibili i principi applicabili per il ricorso in appello nel rito del lavoro e per il procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo - che, alla stregua del principio della ragionevole durata del processo ex art. 111, secondo comma, Cost., postulano che la notificazione avvenga nei termini di legge senza possibilità per il giudice di assegnare un termine per la rinnovazione - rispondendo la situazione ad una differente "ratio legis". Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.10016 del 06/05/2011  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Fallimento - effetti - per il fallito - incapacità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5226 del 04/03/2011
Legittimazione processuale del fallito - Difetto - Eccezione della controparte o rilievo di ufficio - Ammissibilità - Esclusione - Conseguenze - Inefficacia di acquisto immobiliare per revocabilità dell'atto ex art. 67 legge fall. - Omessa instaurazione del rapporto processuale nei confronti del curatore del terzo subacquirente - Inopponibilità della pronuncia - Fondamento. La perdita della capacità processuale del fallito, a seguito della dichiarazione di fallimento, non è assoluta, ma relativa alla massa dei creditori, alla quale soltanto - e per essa al curatore - è consentito eccepirla, con la conseguenza che, se il curatore rimane inerte e il fallito agisce per proprio conto, la controparte non è legittimata a proporre l'eccezione, nè il giudice può rilevare d'ufficio il difetto di capacità, e il processo continua validamente tra le parti originarie, tra le quali soltanto avrà efficacia la sentenza finale (salva la facoltà del curatore di profittare dell'eventuale risultato utile del giudizio in forza del sistema di cui agli artt. 42 e 44 legge fall.); pertanto, nel caso di pronuncia di revocatoria ex art. 67 legge fall. della vendita, effettuata da società poi fallita nei confronti di altra società, con rivendita del bene ad ulteriore società, a sua volta dichiarata fallita e rimasta contumace, come curatela, senza comunicazione in giudizio del fallimento nè interruzione ex art. 300 cod. proc. civ., la predetta sentenza deve intendersi resa nei confronti dei soggetti originariamente convenuti, non esplicando effetto nei confronti del curatore del fallimento della società subacquirente. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5226 del 04/03/2011  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - morte della parte - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2433 del 02/02/2011
Morte della parte tra l'emissione di sentenza non definitiva e l'udienza di prosecuzione del giudizio - Dichiarazione degli eredi legittimi (figli), già costituiti in giudizio in sostituzione di altra parte (madre, pure deceduta), di voler continuare il giudizio anche in sostituzione dell'altro genitore - Interruzione automatica del processo - Esclusione - Conseguenze - Legittimazione passiva in grado di appello - Sussistenza. Per il disposto degli artt. 299 e 300, secondo comma, cod. proc. civ. la morte della parte (avvenuta tra l'emissione della sentenza non definitiva e l'udienza di prosecuzione del giudizio) non determina l'interruzione del processo ove gli unici eredi legittimi (i figli, già costituiti in giudizio in sostituzione della madre, deceduta anteriormente) dichiarino con apposito atto ex art. 300 cod. proc. civ. di voler continuare il processo anche in sostituzione dell'altro genitore deceduto. Ne consegue che il contraddittorio in grado di appello si instaura legittimamente e integralmente nei confronti degli aventi interesse e titolo ove (come nella specie è avvenuto) si proceda (oltre che ad una notifica, non dovuta, nei confronti della parte deceduta) alla corretta notifica nei confronti delle parti costituite, senza alcun richiamo o specificazione della loro qualità di successori a titolo particolare di alcuno o entrambi i genitori, dal momento che tale obbligo non può ritenersi sussistente in seguito alla prosecuzione volontaria del processo e alla novazione soggettiva del rapporto processuale. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2433 del 02/02/2011  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1900 del 27/01/2011
Termine ex art. 305 cod. proc. Civ. - Riferibilità solo al deposito in cancelleria del ricorso - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Rinnovazione della notifica - Necessità - Inosservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti - Difficoltà della parte nell'individuare il soggetto passivamente legittimato - Conseguenze - Onere di attivazione presso il giudice per i necessari adempimenti al riguardo - Condizioni - Fattispecie. In tema di riassunzione, una volta eseguito tempestivamente il deposito del ricorso in cancelleria, il termine di sei mesi di cui all'art. 305 cod. proc. civ. non ha alcun ruolo nella successiva notifica dell'atto volta a garantire il corretto ripristino del contraddittorio, con la conseguenza che il vizio o la mancanza della notifica impongono al giudice di ordinarne la rinnovazione in applicazione analogica dell'art. 291 cod. proc. civ. entro un termine perentorio, il cui mancato rispetto determina l'estinzione del giudizio ai sensi del combinato disposto degli artt. 291, ultimo comma, e 307, terzo comma, cod. proc. civ. Tuttavia, detta estinzione non potrà essere dichiarata ove la parte riassumente si sia adeguatamente e tempestivamente attivata nel richiedere al giudice (assolvendoli sotto il suo diretto controllo) i necessari adempimenti nei termini assentiti per il completamento del subprocedimento notificatorio nei casi di obiettiva difficoltà nell'individuazione del soggetto passivamente legittimato alla prosecuzione del giudizio o di altri oggettivi ostacoli di natura processuale, ad essa parte non imputabili, che risultino indispensabili per la corretta e definitiva individuazione di tale soggetto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato estinto il giudizio per non aver la parte provveduto a notificare, nel termine giudizialmente assegnatogli, il ricorso in riassunzione, tempestivamente depositato, ed il decreto di fissazione d'udienza, nonostante essa avesse la necessità di accertare l'esistenza di eredi effettivi della controparte deceduta, con conseguente instaurazione di "actio interrogatoria" ex art. 481 cod. civ. e successiva necessaria richiesta della nomina del curatore dell'eredità giacente). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1900 del 27/01/2011  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010
Procura a margine o in calce - Apposizione su atti diversi dal ricorso o dal controricorso - Ammissibilità - Esclusione - Nomina di nuovo difensore da parte degli eredi del ricorrente deceduto - Rilascio di procura su atto redatto dal nuovo difensore - Inammissibilità. Nel giudizio di cassazione la procura speciale non può essere rilasciata a margine o in calce di atti diversi dal ricorso o dal controricorso, poiché l'art. 83, terzo comma, cod. proc. civ., nell'elencare gli atti in margine o in calce ai quali può essere apposta la procura speciale, indica, con riferimento al giudizio di cassazione, soltanto quelli suindicati. Pertanto, se la procura non è rilasciata in occasione di tali atti, è necessario il suo conferimento nella forma prevista dal secondo comma del citato articolo, cioè con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, facenti riferimento agli elementi essenziali del giudizio, quali l'indicazione delle parti e della sentenza impugnata. Nè a una conclusione diversa può pervenirsi nel caso in cui sopraggiunga la sostituzione del difensore nominato con il ricorso, da parte degli eredi del ricorrente deceduto nelle more del giudizio, non rispondendo alla disciplina del medesimo giudizio di cassazione, dominato dall'impulso d'ufficio a seguito della sua instaurazione con la notifica e il deposito del ricorso e non soggetto agli eventi di cui agli artt. 299 e seguenti cod. proc. civ., il deposito di un atto redatto dal nuovo difensore (nella specie denominato "atto di costituzione") su cui possa essere apposta la procura speciale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010
Procura a margine o in calce - Apposizione su atti diversi dal ricorso o dal controricorso - Ammissibilità - Esclusione - Nomina di nuovo difensore da parte degli eredi del ricorrente deceduto - Rilascio di procura su atto redatto dal nuovo difensore - Inammissibilità. Nel giudizio di cassazione la procura speciale non può essere rilasciata a margine o in calce di atti diversi dal ricorso o dal controricorso, poiché l'art. 83, terzo comma, cod. proc. civ., nell'elencare gli atti in margine o in calce ai quali può essere apposta la procura speciale, indica, con riferimento al giudizio di cassazione, soltanto quelli suindicati. Pertanto, se la procura non è rilasciata in occasione di tali atti, è necessario il suo conferimento nella forma prevista dal secondo comma del citato articolo, cioè con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, facenti riferimento agli elementi essenziali del giudizio, quali l'indicazione delle parti e della sentenza impugnata. Nè a una conclusione diversa può pervenirsi nel caso in cui sopraggiunga la sostituzione del difensore nominato con il ricorso, da parte degli eredi del ricorrente deceduto nelle more del giudizio, non rispondendo alla disciplina del medesimo giudizio di cassazione, dominato dall'impulso d'ufficio a seguito della sua instaurazione con la notifica e il deposito del ricorso e non soggetto agli eventi di cui agli artt. 299 e seguenti cod. proc. civ., il deposito di un atto redatto dal nuovo difensore (nella specie denominato "atto di costituzione") su cui possa essere apposta la procura speciale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010
Procura a margine o in calce - Apposizione su atti diversi dal ricorso o dal controricorso - Ammissibilità - Esclusione - Nomina di nuovo difensore da parte degli eredi del ricorrente deceduto - Rilascio di procura su atto redatto dal nuovo difensore - Inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010 Nel giudizio di cassazione la procura speciale non può essere rilasciata a margine o in calce di atti diversi dal ricorso o dal controricorso, poiché l'art. 83, terzo comma, cod. proc. civ., nell'elencare gli atti in margine o in calce ai quali può essere apposta la procura speciale, indica, con riferimento al giudizio di cassazione, soltanto quelli suindicati. Pertanto, se la procura non è rilasciata in occasione di tali atti, è necessario il suo conferimento nella forma prevista dal secondo comma del citato articolo, cioè con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, facenti riferimento agli elementi essenziali del giudizio, quali l'indicazione delle parti e della sentenza impugnata. Nè a una conclusione diversa può pervenirsi nel caso in cui sopraggiunga la sostituzione del difensore nominato con il ricorso, da parte degli eredi del ricorrente deceduto nelle more del giudizio, non rispondendo alla disciplina del medesimo giudizio di cassazione, dominato dall'impulso d'ufficio a seguito della sua instaurazione con la notifica e il deposito del ricorso e non soggetto agli eventi di cui agli artt. 299 e seguenti cod. proc. civ., il deposito di un atto redatto dal nuovo difensore (nella specie denominato "atto di costituzione") su cui possa essere apposta la procura speciale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23816 del 24/11/2010  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10CIVILE - DIFENSORI - MANDATO ALLE LITI (PROCURA) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18485 del 09/08/2010
Morte della parte - Procuratore - Facoltà di continuare a rappresentare la parte - Sussistenza - Limiti - Evento verificatosi dopo il deposito della sentenza di primo grado e prima della proposizione dell'appello - Nuovo mandato da parte degli eredi - Necessità. In tema di interruzione del processo, a norma dell'art. 300, primo e secondo comma. cod. proc. civ., il procuratore ha la facoltà di continuare a rappresentare la parte che gli abbia conferito il mandato, ancorché defunta dopo la costituzione in giudizio, soltanto all'interno della fase processuale in cui l'evento si è verificato. Pertanto, ove la morte della parte sia avvenuta dopo la pubblicazione della sentenza di primo grado e prima della proposizione dell'appello, il difensore della parte defunta non può proporre tale impugnazione in base alla procura rilasciata dalla medesima, ma necessita di un nuovo mandato da parte degli eredi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18485 del 09/08/2010  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Società - fusione - effetti – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10653 del 03/05/2010
Art. 2504 bis cod civ. come modificato dal d.lgs. n. 6 del 2003 - Interruzione del processo - Esclusione. A seguito dell'entrata in vigore del novellato art. 2504-bis cod. civ., la fusione di società, in pendenza di una causa della quale sia parte la società fusa od incorporata, non determina l'interruzione del processo, né quindi la necessità di riassumerlo nei confronti della società incorporante o risultante dalla fusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10653 del 03/05/2010  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Civile - interruzione del processo - riassunzione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6325 del 16/03/2010
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità soltanto al deposito in cancelleria del ricorso - Conseguenze - Vizio della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Inosservanza del relativo termine perentorio - Effetti - Superfluità dell'ordine di rinnovazione - Conseguenze - Fattispecie. Il termine perentorio previsto dall'art. 305 cod. proc. civ. ai fini della riassunzione del giudizio interrotto é riferibile solo al deposito del ricorso in cancelleria, sicché, eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo sulla fissazione successiva, ad opera del giudice, di un ulteriore termine per eseguire la notificazione prescritta dall'art. 303 cod. proc. civ. Ne consegue che, depositato tempestivamente il ricorso in cancelleria e così perfezionatasi la riassunzione, in caso di nullità della notificazione dell'atto riassuntivo, il giudice deve ordinare la rinnovazione della notifica entro un termine perentorio - come previsto dall'art. 291 cod. proc. civ. - il cui mancato rispetto determina l'estinzione del giudizio. Tuttavia, qualora la rinnovazione della notificazione alla parte sia superflua, risultando dall'attività processuale che essa ne ha avuto conoscenza, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo di cui all'art. 111 Cost., deve escludersi l'estinzione del processo nel caso di mancato ordine di rinnovazione della notificazione da parte del tribunale. (Fattispecie nella quale la notifica, avvenuta presso lo studio dell'effettivo difensore e domiciliatario, a mani della segretaria, era destinata ad avvocato avente diverso nome proprio, anche se lo stesso cognome, e il giudice non aveva disposto la rinnovazione, ma solo rinviato la discussione, stante la costituzione del convenuto a mezzo del proprio avvocato con comparsa depositata prima dell'udienza, sia pure per eccepire l'estinzione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6325 del 16/03/2010  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Competenza civile - regolamento di competenza - termini – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 12997 del 05/06/2009
Termine di cui all'art. 47 cod. proc. civ. - Verificazione di un evento interruttivo - Applicabilità analogica dell'art. 328 cod. proc. civ. - Sussistenza - Decorrenza del nuovo termine dalla notificazione della sentenza - Configurabilità - Omessa notificazione - Termine annuale di cui all'art. 327 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento.  Al termine per la proposizione dell'istanza di regolamento di competenza, previsto dall'art. 47, secondo comma, cod. proc. civ., si applica, in via analogica, l'art. 328, primo comma, cod. proc. civ., nel testo risultante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 41 del 1986, con la conseguente interruzione del giudizio, allorchè, pendente tale termine, si verifichi uno degli eventi previsti dalla suddetta norma (nella specie, la sospensione dall'albo professionale del procuratore della parte resistente); in tal caso, il nuovo termine per proporre l'istanza decorre dalla notificazione della sentenza, a cui abbia provveduto la parte non interessata dall'evento, ed in mancanza trova applicazione il termine annuale previsto dall'art. 327 cod. proc. civ., perchè l'avvenuta interruzione elide gli effetti della comunicazione, dovendo dunque la sentenza sulla competenza ritenersi come mai comunicata. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 12997 del 05/06/2009  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 19343 del 15/07/2008
Morte della parte dopo il giudizio di secondo grado - Notifica del ricorso per cassazione al procuratore domiciliatario - Validità - Esclusione - Nullità - Configurabilità - Necessità di nuova notifica agli eredi - Sussistenza - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 19343 del 15/07/2008 Qualora la morte della parte si verifichi dopo la chiusura della discussione nel giudizio di appello e dopo lo stesso deposito della sentenza di secondo grado, la notificazione del ricorso per cassazione al procuratore della medesima è nulla, per omissione o incertezza assoluta nell'indicazione del convenuto (art. 164, in riferimento all'art. 163 nn. 1 e 2 cod.proc.civ.), e sanabile mediante l'ordine di rinnovo della notifica del ricorso personalmente agli eredi dell'originaria controparte, entro il termine perentorio fissato dalla Corte di Cassazione (principio affermato in un caso nel quale, successivamente alla notificazione del ricorso, il procuratore domiciliatario aveva comunicato, con lettera indirizzata alla controparte ed alla Corte, la data di decesso del proprio assistito; documento acquisito dalla Corte per consentire la salvaguardia degli interessi di soggetti, sostanzialmente parti del giudizio). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 19343 del 15/07/2008  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Associazioni e fondazioni - in genere - Norme sulle società - Applicazione analogica - Ammissibilità - Unificazione di associazioni non riconosciute – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1476 del 23/01/2007
Norme sulla fusione - Applicabilità - Ricorso per cassazione proposto da una delle associazioni unificate - Ammissibilità – Fondamento - Società - fusione - effetti - Norme sulle società - Applicazione analogica - Ammissibilità - Unificazione di associazioni non riconosciute. L'associazione non riconosciuta, ancorché sfornita di personalita giuridica, è considerata dall'ordinamento come centro di imputazione di situazioni giuridiche distinto dagli associati, cui sono analogicamente applicabili, in mancanza di diversa previsione di legge o degli accordi associativi, le norme stabilite in materia di associazioni riconosciute o di società. Pertanto, in caso di unificazione di due associazioni non riconosciute può farsi riferimento alle norme sulla fusione, con la conseguenza che la sopravvenuta unificazione non incide sull'ammissibilità del ricorso per cassazione proposto a nome di una delle associazioni unificate in quanto parte del giudizio di merito; infatti, a seguito della nuova formulazione dell'art. 2504 - bis cod. civ., in base al cui primo comma la società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione, la fusione configura una vicenda meramente evolutivo-modificativa del medesimo soggetto giuridico, senza la produzione di alcun effetto successorio ed estintivo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1476 del 23/01/2007  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10civile - interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14854 del 28/06/2006
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità soltanto alla prima delle due fasi del procedimento di riassunzione, consistente nel deposito in cancelleria del ricorso - Affermazione - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Obbligo del giudice - Mancata osservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti. Verificatasi una causa d'interruzione del processo, in presenza di un meccanismo di riattivazione del processo interrotto, destinato a realizzarsi distinguendo il momento della rinnovata "edictio actionis" da quello della "vocatio in ius", il termine perentorio di sei mesi, previsto dall'art. 305 cod. proc. civ., è riferibile solo al deposito del ricorso nella cancelleria del giudice, sicché, una volta eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo, atteso che la fissazione successiva, ad opera del medesimo giudice, di un ulteriore termine, destinato a garantire il corretto ripristino del contraddittorio interrotto nei confronti della controparte, pur presupponendo che il precedente termine sia stato rispettato, ormai ne prescinde, rispondendo unicamente alla necessità di assicurare il rispetto delle regole proprie della "vocatio in ius". Ne consegue che il vizio da cui sia colpita la notifica dell'atto di riassunzione e del decreto di fissazione dell'udienza non si comunica alla riassunzione (oramai perfezionatasi), ma impone al giudice, che rilevi la nullità, di ordinare la rinnovazione della notifica medesima, in applicazione analogica dell'art. 291 cod. proc. civ., entro un termine necessariamente perentorio, solo il mancato rispetto del quale determinerà l'eventuale estinzione del giudizio, per il combinato disposto dello stesso art. 291, ultimo comma, e del successivo art. 307, terzo comma. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14854 del 28/06/2006  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10procedimento civile – interruzione del processo - riassunzione – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14854 del 28/06/2006
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità soltanto alla prima delle due fasi del procedimento di riassunzione, consistente nel deposito in cancelleria del ricorso - Affermazione - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Obbligo del giudice - Mancata osservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14854 del 28/06/2006 Verificatasi una causa d'interruzione del processo, in presenza di un meccanismo di riattivazione del processo interrotto, destinato a realizzarsi distinguendo il momento della rinnovata "edictio actionis" da quello della "vocatio in ius", il termine perentorio di sei mesi, previsto dall'art. 305 cod. proc. civ., è riferibile solo al deposito del ricorso nella cancelleria del giudice, sicché, una volta eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo, atteso che la fissazione successiva, ad opera del medesimo giudice, di un ulteriore termine, destinato a garantire il corretto ripristino del contraddittorio interrotto nei confronti della controparte, pur presupponendo che il precedente termine sia stato rispettato, ormai ne prescinde, rispondendo unicamente alla necessità di assicurare il rispetto delle regole proprie della "vocatio in ius". Ne consegue che il vizio da cui sia colpita la notifica dell'atto di riassunzione e del decreto di fissazione dell'udienza non si comunica alla riassunzione (oramai perfezionatasi), ma impone al giudice, che rilevi la nullità, di ordinare la rinnovazione della notifica medesima, in applicazione analogica dell'art. 291 cod. proc. civ., entro un termine necessariamente perentorio, solo il mancato rispetto del quale determinerà l'eventuale estinzione del giudizio, per il combinato disposto dello stesso art. 291, ultimo comma, e del successivo art. 307, terzo comma. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14854 del 28/06/2006  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Impugnazioni in generale - notificazione - nullità - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7252 del 29/03/2006
Fallimento della parte dopo la sentenza di primo grado - Atto di appello notificato al procuratore anzichè al curatore - Inesistenza - Esclusione - Nullità - Configurabilità - Costituzione del fallimento in appello - Sanatoria ex tunc. Qualora sia intervenuta la dichiarazione di fallimento della parte, nelle more tra la pubblicazione della sentenza di primo grado e la proposizione dell'appello, la notifica dell'atto di appello, effettuata presso il procuratore domiciliatario del fallito "in bonis" anzichè nei confronti del curatore del fallimento, non è inesistente ma nulla, essendo ravvisabile un collegamento tra la figura del curatore e la persona del fallito, e di conseguenza l'avvenuta costituzione del fallimento in appello ha efficacia sanante "ex tunc". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7252 del 29/03/2006  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7252 del 29/03/2006
Fallimento della parte dopo la sentenza di primo grado - Atto di appello notificato al procuratore anzichè al curatore - Inesistenza - Esclusione - Nullità - Configurabilità - Costituzione del fallimento in appello - Sanatoria ex tunc. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7252 del 29/03/2006 Qualora sia intervenuta la dichiarazione di fallimento della parte, nelle more tra la pubblicazione della sentenza di primo grado e la proposizione dell'appello, la notifica dell'atto di appello, effettuata presso il procuratore domiciliatario del fallito "in bonis" anzichè nei confronti del curatore del fallimento, non è inesistente ma nulla, essendo ravvisabile un collegamento tra la figura del curatore e la persona del fallito, e di conseguenza l'avvenuta costituzione del fallimento in appello ha efficacia sanante "ex tunc". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7252 del 29/03/2006  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10interruzione del processo - morte della parte - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6098 del 20/03/2006
Perdita di capacità della parte costituita dichiarato dal suo procuratore in udienza o da questi notificato alle altre parti - Conseguente interruzione automatica del processo - Sussistenza - Volontaria costituzione del successore - Prosecuzione del giudizio - Ammissibilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6098 del 20/03/2006 Per il disposto degli artt. 299 e 300 comma secondo cod. proc. civ.la morte o la perdita di capacità della parte dichiarata in udienza dal suo procuratore o da questi notificata alle altre parti, comporta la conseguenza automatica - indipendentemente cioè dalla successiva pronuncia del giudice che ha valore puramente dichiarativo - dell'interruzione del processo, salvo che coloro ai quali spetta di proseguirlo si costituiscano volontariamente, ovvero l'altra parte provveda a citarli in riassunzione. (Nella specie, posta in liquidazione coatta amministrativa una società assicuratrice, si era costituito in giudizio il liquidatore, senza alcuna opposizione della controparte, che aveva soltanto dichiarato di non accettare il contraddittorio su domande nuove; la S.C. ha respinto il ricorso con il quale una delle parti si doleva della mancata formale interruzione del processo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6098 del 20/03/2006  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10litisconsorzio - necessario - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1887 del 30/01/2006
Morte di una parte nel corso del giudizio - Litisconsorzio necessario processuale tra gli eredi - Sussistenza - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1887 del 30/01/2006 In caso di morte della parte nel corso del processo, tutti i suoi eredi devono partecipare al giudizio nella qualità di litisconsorti necessari. Non può essere dichiarata, pertanto, la nullità dell'atto di riassunzione, per mancanza di uno dei requisiti di cui all'art. 125 disp. att. cod. proc. civ., se il contraddittorio non è stato previamente ritualmente integrato nei confronti di tutti gli eredi della parte deceduta. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1887 del 30/01/2006  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6469 del 25/03/2005
Morte di una parte nel corso del giudizio - Litisconsorzio necessario processuale tra gli eredi - Sussistenza - Conseguenze - Fattispecie. In caso di morte di una delle parti nel corso del giudizio di primo grado, gli eredi, indipendentemente dalla natura del rapporto sostanziale controverso, vengono a trovarsi per tutta la durata del processo in una situazione di litisconsorzio necessario per ragioni processuali, con conseguente configurazione, in fase di gravame, di un'ipotesi di causa inscindibile ai sensi dell'art. 331 cod. proc. civ., rimanendo irrilevante che solo alcuni di essi succedano nel diritto controverso posto a fondamento del rapporto sostanziale oggetto della controversia.(Nella specie, la Corte Cass. ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando inammissibile l'appello, in quanto nel giudizio di merito, pur essendo stata ordinata l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i coeredi del convenuto defunto, l'attore aveva provveduto a notificare l'atto ad uno solo di essi, nel presupposto che, avendo il de cuius donato in suo favore il diritto controverso, egli fosse l'unico legittimato passivo, ed il giudice d'appello, anziché dichiarare inammissibile l'appello, aveva pronunciato nel merito). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6469 del 25/03/2005  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10litisconsorzio - necessario - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6469 del 25/03/2005
Morte di una parte nel corso del giudizio - Litisconsorzio necessario processuale tra gli eredi - Sussistenza - Conseguenze - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6469 del 25/03/2005 In caso di morte di una delle parti nel corso del giudizio di primo grado, gli eredi, indipendentemente dalla natura del rapporto sostanziale controverso, vengono a trovarsi per tutta la durata del processo in una situazione di litisconsorzio necessario per ragioni processuali, con conseguente configurazione, in fase di gravame, di un'ipotesi di causa inscindibile ai sensi dell'art. 331 cod. proc. civ., rimanendo irrilevante che solo alcuni di essi succedano nel diritto controverso posto a fondamento del rapporto sostanziale oggetto della controversia.(Nella specie, la Corte Cass. ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando inammissibile l'appello, in quanto nel giudizio di merito, pur essendo stata ordinata l'integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i coeredi del convenuto defunto, l'attore aveva provveduto a notificare l'atto ad uno solo di essi, nel presupposto che, avendo il de cuius donato in suo favore il diritto controverso, egli fosse l'unico legittimato passivo, ed il giudice d'appello, anziché dichiarare inammissibile l'appello, aveva pronunciato nel merito). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6469 del 25/03/2005  ...
299. (Morte o perdita della capacità prima della costituzione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12780 del 02/09/2003
Costituzione volontaria della vedova - Accettazione tacita dell'eredità - Configurabilità - Condizioni - Rilevanza ai fini della prosecuzione del giudizio - Sussistenza. In caso di decesso della parte costituita in giudizio, la costituzione volontaria, per la prosecuzione dello stesso, da parte della vedova, in assenza di spendita della qualità di erede, può costituire, in relazione all'oggetto del giudizio (nella specie, equo indennizzo), e alle altre circostanze processuali, accettazione tacita dell'eredità ai sensi degli artt. 474 e 476 cod. civ., rilevante ai fini della prosecuzione del giudizio ex art. 299 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 12780 del 02/09/2003  ...

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