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321. (Decisione)

Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo II: DEL PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE Capo I: DISPOSIZIONI COMUNI Capo II: DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL PRETORE Capo III: DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE DI PACE Capo II: DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL CONCILIATORE (1) 321. (1) (Decisione)

Art. 321. (1) (Decisione)

1. Il giudice di pace, quando ritiene matura la causa per la decisione, invita le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa.

2. La sentenza è depositata in cancelleria entro quindici giorni dalla discussione.
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(1) Articolo da ultimo così modificato dall'art. 30, L. 21 novembre 1991, n. 374.

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Giurisprudenza:

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321. (Decisione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - controversie assoggettate - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 21418 del 07/08/2008
Art. 3 legge n. 102 del 2006 - Rinvio alle norme processuali relative al rito del lavoro per le cause di risarcimento danni da morte o lesioni derivanti da fatti di circolazione stradale - Applicazione del rito del lavoro nei procedimenti instaurati davanti al giudice di pace - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Applicabilità della suddetta norma solo per le indicate cause appartenenti alla competenza del Tribunale - Sussistenza. Il rinvio alle norme processuali riguardanti il rito del lavoro, stabilito nell'art. 3 della legge n. 102 del 2006 per le cause di risarcimento danni da morte o lesioni derivanti da fatti di circolazione stradale, non si applica alle controversie instaurate davanti al giudice di pace, in quanto già regolate, ai sensi degli artt. 319, 320, 321 e 322 cod. proc. civ., da un procedimento speciale ispirato dagli stessi obiettivi di concentrazione e celerità propri del rito del lavoro e senza che il citato art. 3 contenga un'espressa previsione- come imposto, in via generale, dall'art. 311 cod. proc. civ.- di estensione del rito del lavoro anche al procedimento dinanzi al giudice di pace. Pertanto, alla stregua dell' "intentio legis" sottesa alla suddetta norma di cui all'art. 3 della legge n. 102 del 2006, si deve ritenere che la stessa sia riferita solo all'ipotesi di causa riguardante la specificata materia quando ricadono nella competenza del Tribunale. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 21418 del 07/08/2008  ...
321. (Decisione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - controversie assoggettate - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 21418 del 07/08/2008
Art. 3 legge n. 102 del 2006 - Rinvio alle norme processuali relative al rito del lavoro per le cause di risarcimento danni da morte o lesioni derivanti da fatti di circolazione stradale - Applicazione del rito del lavoro nei procedimenti instaurati davanti al giudice di pace - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Applicabilità della suddetta norma solo per le indicate cause appartenenti alla competenza del Tribunale - Sussistenza. Il rinvio alle norme processuali riguardanti il rito del lavoro, stabilito nell'art. 3 della legge n. 102 del 2006 per le cause di risarcimento danni da morte o lesioni derivanti da fatti di circolazione stradale, non si applica alle controversie instaurate davanti al giudice di pace, in quanto già regolate, ai sensi degli artt. 319, 320, 321 e 322 cod. proc. civ., da un procedimento speciale ispirato dagli stessi obiettivi di concentrazione e celerità propri del rito del lavoro e senza che il citato art. 3 contenga un'espressa previsione- come imposto, in via generale, dall'art. 311 cod. proc. civ.- di estensione del rito del lavoro anche al procedimento dinanzi al giudice di pace. Pertanto, alla stregua dell' "intentio legis" sottesa alla suddetta norma di cui all'art. 3 della legge n. 102 del 2006, si deve ritenere che la stessa sia riferita solo all'ipotesi di causa riguardante la specificata materia quando ricadono nella competenza del Tribunale. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 21418 del 07/08/2008  ...
321. (Decisione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - con beneficio di inventario - liquidazione dell'eredità - termine – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13862 del 09/11/2001
Perentorietà - Insussistenza - Proroga - Ammissibilità - Procedimento relativo - Mancata partecipazione di tutte le parti - Esclusione - Fondamento. In tema di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, in caso di proroga del termine assegnato agli eredi per la liquidazione delle attività errie ex art. 500 cod. civ. - proroga che, in assenza di espressa disposizione contraria, ben può essere dall'A.G. disposta in virtù della regola generale di cui agli artt. 742 e 742 - bis cod. proc. civ., nonché della natura non perentoria del termine, desumentesi anche dall'ultimo comma dell'art. 505 cod. civ. secondo cui la decadenza dal beneficio d'inventario può essere fatta valere soltanto dai creditori del defunto e dai legatari -, la mancata partecipazione al procedimento concernente la proroga di soggetti che avevano preso parte al procedimento di assegnazione del termine non dà luogo a nullità per violazione del contraddittorio, ben potendo la parte pretermessa adire il giudice per la revoca o modifica della proroga concessa in sua assenza, stante la non definitività dei provvedimenti concernenti i termini, mentre le altre parti, non verificandosi incapienza, non ne ricevono concreto pregiudizio e non hanno pertanto interesse a dolersene. All'erede accettante con beneficio d'inventario non può pertanto riconoscersi alcuna posizione di diritto soggettivo, sia in ordine alla mancata osservanza da parte degli altri coeredi del termine in questione originariamente assegnato dal giudice che relativamente alla proroga del medesimo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13862 del 09/11/2001  ...

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