738. (Procedimento)

Codice di procedura civile Libro Quarto: DEI PROCEDIMENTI SPECIALI Titolo II: DEI PROCEDIMENTI IN MATERIA DI FAMIGLIA E DI STATO DELLE PERSONE Capo I: DELLA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI Capo II: DELL'INTERDIZIONE, DELL'INABILITAZIONE E DELL'AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO (1) Capo III: DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ASSENZA E ALLA DICHIARAZIONE DI MORTE PRESUNTA Capo IV: DISPOSIZIONI RELATIVE AI MINORI, AGLI INTERDETTI E AGLI INABILITATI Capo V: DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA I CONIUGI Capo VI: DISPOSIZIONI COMUNI AI PROCEDIMENTI IN CAMERA DI CONSIGLIO 738. (Procedimento)

Art. 738. (Procedimento)

1. Il presidente nomina tra i componenti del collegio un relatore, che riferisce in camera di consiglio.

2. Se deve essere sentito il pubblico ministero, gli atti sono a lui previamente comunicati ed egli stende le sue conclusioni in calce al provvedimento del presidente.
Il giudice puo' assumere informazioni.

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Giurisprudenza:

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738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Trattamento della persona - trattamento inumano - detenzione in condizioni non conformi all’art. 3 CEDU
Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - trattamento della persona - trattamento inumano - detenzione in condizioni non conformi all’art. 3 CEDU - rimedio ex art. 35 ter, l. n. 354 del 1975 - natura - conseguenze in tema di riparto dell’onere probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31556 del 06/12/2018 In tema di violazione dell'art. 3 CEDU nei confronti di soggetti detenuti o internati, il rimedio di cui all'art. 35 ter l. n. 354 del 1975 presuppone una responsabilità di tipo contrattuale, derivante dallo stretto rapporto che si instaura tra lo Stato e il detenuto, la quale dà luogo ad una obbligazione indennitaria "ex lege"; pertanto, sotto il profilo del riparto dell'onere probatorio, spetta all'amministrazione penitenziaria, chiamata a rispondere della violazione di obblighi di protezione e di norme di comportamento, provare l'adempimento conforme ai principi della Convenzione, mentre compete al detenuto fornire la dimostrazione del danno lamentato e del nesso causale tra quest'ultimo e il dedotto inadempimento, salva la possibilità di avvalersi, oltre che delle presunzioni e del principio di non contestazione, dei poteri integrativi ed officiosi del giudice propri del rito camerale prescelto dal legislatore, quali, in particolare, il potere di assumere informazioni previsto dall'art. 738, comma 3, c.p.c., che costituisce - in funzione della salvaguardia del principio di effettività della tutela giurisdizionale di diritti di indubbia matrice costituzionale e convenzionale - utile meccanismo riequilibratore nell'ambito di un procedimento caratterizzato da una situazione di squilibrio tra la parte pubblica, titolare della potestà punitiva, e il soggetto privato che la subisce. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31556 del 06/12/2018...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18337 del 19/09/2016
Durata irragionevole del processo amministrativo - Equa riparazione - Richiesta del ricorrente di acquisizione d'ufficio delle istanze di prelievo depositate nel processo presupposto - Omesso esercizio del potere d'iniziativa ad opera del giudice - Conseguenze. In tema di equa riparazione da irragionevole durata del processo amministrativo, ove la parte si sia avvalsa della facoltà - prevista dall'art. 3, comma 5, della l. n. 89 del 2001 - di richiedere l'acquisizione d'ufficio delle istanze di prelievo depositate nel corso del processo presupposto e la corte d'appello non abbia dato corso a tale richiesta, l'omessa produzione di tali atti non può ad essa venire addebitato, dovendosi ritenere precluso al giudice rigettare la domanda per eventuali carenze probatorie che siano superabili con l'esercizio dei poteri d'iniziativa ad esso attribuiti dalla l. n. 89 del 2001. Sez. 6 - 2, Sentenza n. 18337 del 19/09/2016  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10procedimenti speciali - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24965 del 25/11/2011
Procedimenti camerali - Potere del giudice di assumere informazioni - Facoltà - Mancato esercizio - Incensurabilità in cassazione - Fattispecie in tema di equa riparazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24965 del 25/11/2011 In tema di procedimento camerale, il potere riconosciuto al giudice dall'art. 738, secondo comma, cod. proc. civ. costituisce oggetto di una mera facoltà e non di un obbligo, sicché il suo mancato esercizio non determina l'inosservanza delle norme che disciplinano il procedimento camerale e risulta incensurabile in cassazione. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso il decreto della corte di appello, che aveva dichiarato improponibile un ricorso per equa riparazione, giudicando infondata la doglianza secondo cui il giudice non aveva assunto, d'ufficio, informazioni in ordine all'effettiva pendenza del procedimento presupposto, ai fini del decorso del termine decadenziale). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24965 del 25/11/2011  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - processo disciplinare - Reclamo - Mancata comparizione del reclamante - Improcedibilità - Esclusione - Decisione nel merito - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 13434 del 17/06
procedimenti speciali - in genere - Procedimento disciplinare a carico di notai - Reclamo - Mancata comparizione del reclamante - Improcedibilità - Esclusione - Decisione nel merito - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 13434 del 17/06/2011 Nel processo disciplinare a carico del notaio, la mancata comparizione del reclamante nel giudizio d'impugnazione del provvedimento sanzionatorio adottato dalla commissione disciplinare non è causa di improcedibilità del reclamo, non essendo tale conseguenza prevista da alcuna norma espressa, con la conseguenza che il giudice, verificata la ritualità degli atti finalizzata a consentire detta comparizione, deve decidere nel merito il reclamo e non dichiarare improcedibile lo stesso (o, come nella specie, "il non luogo a procedere"). Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 13434 del 17/06/2011  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - In genere. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008
in genere - Riconoscimento dello "status" di rifugiato politico - Procedimento giurisdizionale - Provvedimento finale - Sentenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008 In tema di procedimento giurisdizionale applicabile alla domanda di riconoscimento dello "status" di rifugiato politico, negato dall'autorità amministrativa competente, il provvedimento che definisce i due gradi del giudizio di merito, anche nella vigenza della legge n. 39 del 1990, in considerazione della natura di accertamento giudiziale relativo allo "status" della persona, deve assumere forma di sentenza, così come previsto espressamente nella successiva disciplina procedimentale contenuta nell'art. 35 del dlgs n. 25 del 2008, di attuazione della Direttiva 2005/85/CE, non assumendo rilievo al riguardo l'adozione del rito camerale. Pertanto l'impugnazione davanti alla Corte di Cassazione va proposta mediante ricorso ordinario ai sensi dell'art. 360, primo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008
Riconoscimento dello "status" di rifugiato politico - Diniego dell'autorità amministrativa competente - Domanda giurisdizionale - Rito applicabile nella vigenza dell'art. 1 d.l.n. 416 del 1989 - Procedimento camerale - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008 Nel procedimento giurisdizionale relativo al riconoscimento dello "status" di rifugiato politico, negato dall'autorità amministrativa competente (nella fattiscpecie la Commissione Centrale per il riconoscimento dello "status" di rifugiato), deve essere adottato il rito camerale, anche nel vigore dell'art. 1 del d.l. n. 416 del 1989 convertito nella legge n. 39 del 1990 in quanto l'indicazione contenuta nella norma, al sesto comma, relativa alla proposizione della domanda mediante "ricorso" giurisdizionale evidenzia, pur in difetto di una specifica regolamentazione del rito, l'opzione del legislatore per il modello camerale, anche prima dell'espressa previsione normativa contenuta nell'art. 35 del dlgs n. 25 del 2008 Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27310 del 17/11/2008  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Procedimenti speciali - apertura delle successioni - curatore dell'eredità giacente - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5082 del 09/03/2006
Istanza di liquidazione del compenso - Proposizione nei confronti di tutti gli aventi diritto all'eredità e degli altri soggetti comunque interessati - Necessità - Omissione - Violazione dell'integrità del contraddittorio - Conseguenza - Nullità del decreto di liquidazione giudiziale - Sussistenza - Fattispecie. Il curatore dell'eredità giacente, per ottenere la liquidazione del compenso per l'incarico espletato, deve proporre l'istanza nei confronti degli aventi diritto all'eredità, ovvero, ove i chiamati vi abbiano rinunciato, degli ulteriori successibili, oltre che degli eventuali creditori dell'eredità e dei soggetti comunque interessati a proporre azioni nei confronti dell'eredità medesima, instaurando nei loro riguardi il contraddittorio. In difetto, il procedimento di liquidazione è affetto da nullità, e non produce alcuna efficacia la pronuncia emessa dal giudice competente nei confronti dei contraddittori non sentiti. (Nella specie, la S.C., enunciando il suddetto principio, ha cassato il decreto impugnato ritenendo sussistente la violazione del contraddittorio, poiché, pur risultando dagli atti del procedimento che gli eredi legittimi del "de cuius" avevano rinunciato all'eredità anteriormente alla proposizione del ricorso da parte del curatore dell'eredità giacente per la liquidazione delle sue competenze, il contraddittorio si sarebbe, comunque, dovuto instaurare nei riguardi sia degli eventuali chiamati in rappresentanza degli eredi legittimi rinuncianti, sia dello Stato, chiamato per delazione successiva anche in caso di rinuncia dei chiamati per delazione diretta, oltre che dei creditori, pur esistenti, dell'eredità e, comunque, nei confronti dei soggetti titolari di diritti che li avrebbero legittimati a proporre azioni contro l'eredità giacente). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5082 del 09/03/2006  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) – Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18639 del 22/09/2005
Procedimenti in camera di consiglio - Ammissibilità - Procedimento di riabilitazione del debitore protestato - Inclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18639 del 22/09/2005 Il regolamento di competenza richiesto d'ufficio non costituisce un mezzo d'impugnazione, ma è uno strumento volto a sollecitare alla Corte regolatrice l'individuazione del giudice naturale, precostituito per legge, al quale compete la trattazione, interinale o provvisoria, ma comunque esclusiva, dell'affare: esso è pertanto compatibile con i procedimenti di volontaria giurisdizione, nei conflitti positivi o negativi di competenza, ed è quindi ammissibile anche nel procedimento di riabilitazione di cui all'art. 17 della legge 7 marzo 1996, n. 108, nonostante lo stesso, in caso di reclamo alla corte d'appello avverso il decreto emesso dal presidente del tribunale, si concluda con un provvedimento privo dei caratteri di decisorietà e definitività, e quindi non impugnabile né con il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., né con il regolamento di competenza ad istanza di parte. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18639 del 22/09/2005  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - ammissione della prova - in genere – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10615 del 25/09/1999
Procedimenti in camera di consiglio - Ammissione delle prove - Provvedimento collegiale - Necessità - Ammissione con provvedimento del giudice delegato - Mancato espletamento della prova e rimessione delle parti al collegio - Nullità - Configurabilità- Esclusione - Fattispecie. Nei procedimenti in camera di consiglio è riservata al collegio ogni valutazione sulla ammissibilità e rilevanza delle prove, la cui assunzione può essere delegata ad uno dei suoi componenti; conseguentemente, non è viziato il provvedimento con cui il giudice delegato, dopo aver ammesso la prova testimoniale dedotta dalle parti, all'udienza fissata per l'assunzione non vi proceda e rimetta le parti innanzi al collegio; infatti, tale provvedimento non si sostanzia in una irrituale revoca dell'ordinanza istruttoria per motivi attinenti alla rilevanza e ammissibilità della prova, ma pone rimedio ad un precedente errore, consentendo il pieno esercizio dei poteri istruttori al giudice collegiale, cui sono attribuiti in via esclusiva e che può pertanto anche ritenere superflue le prove dedotte e in precedenza irritualmente ammesse. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10615 del 25/09/1999  ...
738. (Procedimento) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Famiglia - filiazione - filiazione naturale - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2742 del 27/04/1985
Dichiarazione giudiziale di paternità o maternità - ammissibilità dell'azione - procedimento relativo - intervento del pubblico ministero - comunicazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - sufficienza.* Il principio che quando la legge prevede l'intervento obbligatorio del P.m., è sufficiente che lo stesso sia informato del procedimento e posto in grado di parteciparvi, trova applicazione anche nel procedimento di ammissibilità dell'Azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale, con la conseguenza che l'anzidetta esigenza è osservata quando al P.m. sia stata data comunicazione del ricorso introduttivo e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza ancorché lo stesso non intervenga alle udienze e non formuli conclusioni. Ne' al riguardo osta il disposto dell'art. 738, secondo comma, cod. proc. civ., il quale prevede che venga sentito il P.m. (per cui il parere del P.m. è un atto doveroso che non può essere omesso), in quanto quest'ultima disposizione (al pari di quella del successivo art. 740) pur essendo compresa fra quelle comuni ai procedimenti camerali, riguarda soltanto la giurisdizione volontaria e non il procedimento camerale previsto dall'art. 274 che ha natura contenziosa. ( V 1304/83, mass n 426092; ( Conf 3407/84, mass n 435424).* Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2742 del 27/04/1985  ...

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