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Atto di citazione nullo per mancato rispetto del termine a comparire - Proposizione dell'appello da parte del convenuto contumace in primo grado - Sanatoria della citazione - Sussistenza - Limiti - Nullità della sentenza - Declaratoria - Rimessione in primo grado - Esclusione - La citazione in giudizio nulla, per l'assegnazione di un termine a comparire inferiore a quello previsto dalla legge, ai sensi dell'art. 164 cod. proc. civ. (nella specie per il mancato rispetto della sospensione dei termini processuali, prevista dall'art. 6 del d.l. n. 646 del 1994, convertito nella legge n. 22 del 1995), in mancanza di costituzione del convenuto, e di sanatoria  promossa dal giudice di primo grado ex art. 164, comma 2, cod. proc. civ., è sanata - quanto all'ammissibilità della domanda - dalla interposizione dell'appello da parte del convenuto restato contumace in primo grado; ma tale sanatoria non esclude l'invalidità del giudizio di primo grado, svoltosi in violazione del contraddittorio, e la conseguente nullità della sentenza. Conseguentemente, il giudice di appello deve dichiararla, ma, non potendo rimettere la causa al giudice di primo grado, ai  sensi dell'art. 354 cod. proc. civ., è tenuto a trattare la causa nel merito, rinnovando gli atti dichiarati nulli, quando possibile e  necessario, ai sensi dell'art. 162 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9306 del 08/06/2012

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La domanda - avanzata da Angelo Va.. (cui sono succeduti i suoi eredi, intervenuti nel processo) e dalla Edilmar Sas nei confronti di Giovanni Pe.. - di risarcimento dei danni conseguenti al deflusso delle acque nella proprietà degli attori per effetto di opere edilizie realizzate nella proprietà confinante del Pe.., veniva accolta dal Tribunale di Acqui Terme, nella contumacia del convenuto, in esito all'assunzione di prove testimoniali e all'espletamento di consulenza tecnica. La Corte di appello di Torino, adita dal Pe.. e, in via incidentale, dagli eredi Va.. e dalla Edilmar, rigettava la eccezione di nullità dell'atto di citazione in primo grado, dedotta per il mancato rispetto della sospensione dei termini, prevista dalla legge relativa agli eventi alluvionali che avevano colpito il Comune di Acqui Terme nel mese di novembre del 1994. Nel merito, in parziale accoglimento dell'impugnazione principale, riduceva la misura del risarcimento (sentenza dell'11 ottobre 2005).
2. Avverso la suddetta sentenza Pe.. propone ricorso per cassazione con quattro motivi, esplicati da memoria. Gli eredi di Angelo Va.. e la Edilmar sas, ritualmente intimati, non svolgono difese.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con il primo motivo si deduce la violazione del D.L. 24 novembre 1994, n. 646, art. 6, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 21 gennaio 1995, n. 22, art. 1, comma 1 e del D.L. 2 ottobre 1995, n. 415, art. 3, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 29 novembre 1995, n. 507, art. 1, comma 1, che ha novellato il suddetto art. 6. Tale violazione è messa in relazione con il motivo di appello - riprodotto nel ricorso - con il quale: - si deduceva la nullità della citazione per l'assegnazione di termine a comparire inferiore a quello stabilito dalla legge, con tutte le conseguenze di legge in ordine alfa rinnovazione degli atti di primo grado; si chiedeva articolazione di prova contraria sui capitoli di prova avversari; si articolava prova per testi. In particolare, il ricorrente, rilevato che l'atto di citazione è stato notificato il 14 gennaio 1995 per l'udienza del 24 febbraio 1995, sottolinea l'applicabilità del primo decreto legge, contenente la previsione, per tutti i soggetti residenti o aventi sede operativa nei Comuni interessati, della sospensione dei termini processuali dal 4 novembre del 1994 al 28 febbraio del 1995, e non del secondo decreto legge, che circoscrive, ai soli soggetti che hanno subito rilevanti danni certificati, la sospensione dei termini processuali (dalla stessa data al 31 dicembre 1995).
1.1. Il motivo merita accoglimento.
La Corte di merito, nel rigettare l'eccezione di nullità dell'atto di citazione, sul presupposto che la delimitazione degli aventi diritto alla sospensione dei termini processuali ai soli soggetti che avevano subito gravi danni era stata effettuata dal legislatore in sede di conversione de) primo decreto legge e quindi, con decorrenza dal 21 gennaio 2005, data di entrata in vigore della Legge di Conversione n. 22 del 1995, ha ritenuto che, essendo in quella data cessato il regime di sospensione per tutti, previsto dall'art. 6 del primo decreto legge, e non essendo stati allegati i gravi danni richiesti per l'operatività della sospensione, dalla stessa data ricominciavano a decorrere i termini, nella specie risultando così rispettato quello di 30 giorni (per l'udienza del 25 febbraio 1995) previsto dall'art. 163 bis cod. proc. civ., nella formulazione temporalmente applicabile, precedente alla L. n. 353 del 1990. 1.1.1. Il presupposto da cui parte la Corte di merito è palesemente errato.
La legge di conversione del primo decreto legge non ha modificato sul punto l'art. 6 dello stesso decreto. La modifica all'art. 6 del primo decreto legge, concernente la delimitazione degli aventi diritto alla sospensione dei termini processuali ai soli soggetti che avevano subito gravi danni, è stata, infatti, posta in essere solo con il secondo decreto legge dell'ottobre 1995.
Conseguentemente, essendo vigente all'epoca della notifica dell'atto di citazione e della data fissata per la prima udienza (gennaio- febbraio 1995) l'originaria previsione dell'art. 6 e la generale sospensione dei termini processuali, l'atto di citazione è nullo per l'assegnazione di un termine a comparire inferiore a quello previsto dalla legge (art. 164 cod. proc. civ.).
1.2. Il convenuto, rimasto contumace in primo grado, ha interposto appello, così sanando la nullità della citazione ed escludendo l'inammissibilità della domanda. Tale sanatoria non esclude l'invalidità del giudizio svoltosi in violazione del contraddittorio. Il giudice d'appello deve, pertanto, dichiarare la nullità della sentenza e del giudizio di primo grado. Tuttavia, la dichiarazione di queste nullità non può comportare ia rimessione della causa al giudice di primo grado: sia perché la nullità della citazione non è inclusa tra le tassative ipotesi di regressione del processo, previste dagli artt. 353 e 354 cod. proc. civ., non interpretabili analogicamente in quanto norme eccezionali; sia perché sul principio del doppio grado di giurisdizione, privo di garanzia costituzionale, prevale l'esigenza della ragionevole durata del processo. Quindi, il giudice d'appello, dichiarata la nullità della sentenza e del giudizio di primo grado, è tenuto a trattare la causa nel merito, rinnovando a norma dell'art. 162 cod. proc. civ., gli atti dichiarati nulli, quando sia possibile e necessario. In conformità a Sez. Un. 19 aprile 2010, n. 9217 (relativa ad altra i ipotesi di nullità della citazione) il motivo è accolto in applicazione del seguente principio di diritto:
"La citazione in giudizio nulla, per l'assegnazione di un termine a comparire inferiore a quello previsto dalla legge, ai sensi dell'art. 164 cod. proc. civ., (nella specie per il mancato rispetto della sospensione dei termini processuali, prevista dal D.L. n. 646 del 1994, art. 6, convertito nella L. n. 22 del 1995), in mancanza di costituzione del convenuto, e di sanatoria promossa dal giudice di primo grado ex art. 164 cod. proc. civ., comma 2, è sanata - quanto all'ammissibilità della domanda - dalla interposizione dell'appello da parte del convenuto restato contumace in primo grado; ma tale sanatoria non esclude l'invalidità del giudizio di primo grado, svoltosi in violazione del contraddittorio, e la conseguente nullità della sentenza. Conseguentemente, il giudice di appello deve dichiararla, ma, non potendo rimettere la causa al giudice di primo grado, ai sensi dell'art. 354 cod. proc. civ., è tenuto a trattare la causa nel merito, rinnovando gli atti dichiarati nulli, quando possibile e necessario, ai sensi dell'art. 162 cod. proc. civ.". 5. In accoglimento del primo motivo ricorso, pertanto, la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla Corte d'appello di Torino, in diversa composizione, che, dichiarata la nullità del giudizio di primo grado, deciderà nel merito, previa eventuale rinnovazione degli atti nulli, e liquiderà le spese del presente processo. 2. Gli altri motivi di ricorso, concernenti il merito della controversia, sono assorbiti dall'accoglimento del primo. P.Q.M.
LA CORTE DI CASSAZIONE
accoglie il primo motivo di ricorso e dichiara assorbiti gli altri;
cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese processuali del giudizio di cassazione, alla Corte di appello di Torino, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, previa riconvocazione del Collegio, il 4 maggio 2012.
Depositato in Cancelleria il 8 giugno 2012

 
 

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Avvocati - Convegni in videoconferenza di gruppo

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15 Gennaio 2019 - Avvocati - Convegno in Videoconferenza di gruppo

15 Gennaio 2019 h.13.30/16.30 - La legge sul fine vita: i nuovi compiti per l'Avvocato -  Relatori  Avv. Pier Giorgio Avvisati, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Latina - Avv. Giulia Facchini, Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni Membro delegazione CNF presso il CCBE  - Convegno in Videoconferenza di gruppo accreditato da parte del C.N.F. – due crediti formativi -1 ordinario  e 1 di deontologia 

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29 Gennaio 2019 - Avvocati - Convegno in Videoconferenza di gruppo in fase di accreditamento da parte del C.N.F.

29 Gennaio 2019 h.13.30/16.30 - Informatica giuridica e Diritto dell'Informatica - PCT - Il Processo Civile Telematico  – focus sulla normativa e sulla giurisprudenza - Videoconferenza di gruppo in fase di accreditamento da parte del C.N.F. – due crediti formativi

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26 Febbraio 2019 - La notifica in proprio L. 53/1994 - Convegno in Videoconferenza di gruppo in fase di accreditamento da parte del C.N.F.

26 Febbraio 2019 h. 13.30/16.30 - La notifica in proprio L. 53/1994 - Videoconferenza di gruppo in fase di accreditamento da parte del C.N.F. – due crediti formativi ordinari

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Scuola forense (avvocati, magistrati)

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Esame avvocati 2018 - tracce pareri civile e penale - Atto giudiziario in materia di diritto civile -  Atto giudiziario in materia di diritto penale - Atto giudiziario in materia di diritto amministrativo

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Video presentazione CORSO “TEMI, TRACCE & LEZIONI FRONTALI” - preparazione Concorso Magistratura ordinaria 2019 – Scuola Forense Foroeuropeo - Concorso, per esami, a 330 posti di magistrato ordinario (pubblicato nella G.U. n. 91 del 16 novembre 2018)

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Massime corte di cassazione

Professioni intellettuali - iscrizione in albi o elenchi

Lavoro - lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni) - contratto d'opera (nozione, caratteri, differenze dall'appalto, distinzioni) - professioni intellettuali - in genere - prestazione che non richiede iscrizione in appositi albi o elenchi - soggetto tenuto al compimento dell'attività professionale - società di capitali - qualificazione del contratto come appalto di servizi o lavoro autonomo - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26264 del 18/10/2018

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Indennità ex art. 32 - spettanza

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere - indennità ex art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 - rivalutazione monetaria ed interessi legali - spettanza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26234 del 18/10/2018

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Determinazione convenzionale "per relationem"

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - interessi ultralegali - convenzione - determinazione convenzionale "per relationem" - ammissibilità - requisiti - univocità- riferimento alle condizioni usualmente praticate - ammissibilità - condizioni - esistenza di discipline vincolanti su scala nazionale - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26173 del 18/10/2018

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Domanda del coerede nei confronti degli altri

Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - impresa familiare - iniziale domanda del coerede nei confronti degli altri al fine di conseguire una quota dell'azienda - successiva richiesta diretta a conseguire gli utili ancora dovuti al momento della cessazione del rapporto di collaborazione - “mutatio libelli” - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26274 del 18/10/2018

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Vizio della motivazione

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - vizio della motivazione ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. nella formulazione successiva al d.l. n. 83 del 2012 – censura relativa a fatto pacifico o "non contestato" - deducibilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26274 del 18/10/2018

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Ricorso per cassazione in materia contabile - notifica

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilità) - corte dei conti - ricorso per cassazione in materia contabile - notifica al p.g. presso la corte di cassazione - inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26256 del 18/10/2018

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Differenza d'inventario

Azienda – affitto - cessazione - differenza d'inventario - regolamentazione. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26193 del 18/10/2018

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Distanze previste dagli strumenti urbanistici

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Lavoro irregolare - sanzioni

Previdenza (assicurazioni sociali) - sanzioni civili - lavoro irregolare - art. 36 bis, comma 7, del d.l. n. 223 del 2006, conv. con modif. in l. n. 248 del 2006 – incostituzionalità - conseguenze - sanzioni amministrative - applicabilità - esclusione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26489 del 19/10/2018

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Certificato dell'ispettorato agrario

Agricoltura - piccola proprietà contadina - agevolazioni tributarie - agevolazione di cui alla l. n. 604 del 1954 - certificato dell'ispettorato agrario - necessità - potere del giudice di valutare l'idoneità probatoria del certificato - sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 26454 del 19/10/2018

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Computabilità nel periodo di comporto

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - comporto - artt. 175 e 177 del c.c.n.l. settore terziario del 18 luglio 2008 - infortunio sul lavoro - computabilità - fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26498 del 19/10/2018

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Distanze legali fra costruzioni nei rapporti fra privati

Fonti del diritto - legge regionale - limiti - in genere - distanze legali fra costruzioni nei rapporti fra privati – disciplina - competenza legislativa esclusiva dello stato – derogabilità mediante legge regionale – limiti – regolamento attuativo della legge regionale – estensione – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26518 del 19/10/2018

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