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Legittimo uso delle armi - Se il rapinatore forza il blocco la polizia può sparare

Legittimo uso delle armi - Se il rapinatore forza il blocco la polizia può sparare - Criterio di proporzionalita' tra gli interessi in conflitto

Penale e procedura - Legittimo uso delle armi - Se il rapinatore forza il blocco la polizia può sparare - Criterio di proporzionalità tra gli interessi in conflitto (Cassazione, Sezione Terza Civile, sentenza n.15271 del 3/10/2003)

  Cassazione, Sezione Terza Civile, sentenza n.15271 del 3/10/2003

  SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Bxxxx. Mxxxx., assumendo che era stato attinto con gravissime conseguenze lesive da un colpo di arma da fuoco esploso da una pattuglia di carabinieri composta da Pxxxx. Mxxxx. e Sxxxx. Sxxxx. contro l’autovettura, sulla quale si trovava, dopo che la stessa aveva forzato un posto di blocco, conveniva innanzi al Tribunale di Venezia il ministero dell’Interno per ottenere la condanna al risarcimento dei danni.

Nella contumacia accoglieva la domanda, liquidando il danno in £ 1.034.632.000.

La Corte di appello di Venezia perveniva ad opposta conclusione, considerando che, se pure si doveva condividere quanto affermato dal tribunale e, cioè, che nel quadro di un doveroso contemperamento degli interessi in gioco il tiro avrebbe dovuto essere ad altezza tale da evitare di mettere in pericolo le persone che occupavano l’autovettura, tuttavia la condotta del Pxxxx., il quale aveva esploso il colpo, costituiva esercizio di attività doverosa e mirava a respingere una resistenza all’autorità, sicchè era riconducibile all’esercizio di un diritto- dovere con esclusione dell’ingiustizia del danno; che non era possibile ascrivere l’evento a colpa del Pxxx., che si trovava in condizioni tali che non si poteva pretendere la normale precisione di tiro, considerato che la raffica di mitra risulta essere stata sparata in un unico contesto nell’immediatezza della caduta del limite.

Il Bxxxx. ha proposto ricorso per cassazione sulla base di quattro motivi; l’intimato non ha svolto attività difensiva in questa sede.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso non contiene una parte dedicata alla esposizione dei fatti, ma è ciononostante ammissibile in quanto la vicenda processuale si può ricostruire negli elementi indispensabili per decidere attraverso i motivi.

Con il primo motivo il ricorrente denuncia falsa applicazione degli artt. 2043 c.c. e 53 c.p. [1]; sostiene che, contrariamente a quanto ritenuto dalla corte di merito, non è ravvisabile uso legittimo delle armi con esclusione dell’ingiustizia del danno tutte le volte che, come nella specie, venga fatto fuoco contro chi senza opporre resistenza si da alla fuga per sottrarsi all’arresto.

Con il secondo motivo il ricorrente lamenta carenza e contraddittorietà della motivazione; in particolare addebita alla corte di merito di avere ritenuto la ricorrenza della scriminante di cui all’art. 53 c.p. sulla base di una ricostruzione dei fatti resistita dalle risultanze probatorie e soprattutto senza considerare che i colpi sono stati esplosi ad altezza di uomo contro autovettura i corsa dal P. che, come da lui stesso dichiarato, non è affatto caduto a terra.

I motivi, che vanno esaminati congiuntamente per la stretta interdipendenza, sono fondati nei limiti che risultano da quanto appresso.

Il ricorrente richiama la giurisprudenza di questa Corte, secondo la quale quando taluno si sottrae con la fuga ad un’intimazione e all’arresto l’uso delle armi non è legittimo perché la fuga non costituisce resistenza attiva.

La giurisprudenza più recente è orientata diversamente (Casss. Pen., sez. IV, 7/6/2000, Branbcatelli, in Cass. pen. 2001, 2716). Muovendo dalla considerazione che nella descrizione della fattispecie la distinzione tra resistenza attiva e passiva non assume alcuna rilevanza, tale giurisprudenza utilizza il criterio della proporzione tra i contrapposti interessi come requisito implicito e canone immanente della fattispecie medesima con estensione, oltre che alla legittimità dell’uso dell’arma in se, alla graduazione di esso, tenendo comunque presente che al p. u., il quale si trovi in situazione che imponga l’adempimento del dovere, non è riconosciuta, come invece nel caso della legittima difesa o dello stato di necessità, un’opzione di rinuncia o di commodus discessus.

Conseguentemente la fuga non impedisce al p. u. di usare le armi tutte le volte che l’uso sia necessario, avuto riguardo al criterio di proporzionalità tra gli interessi in conflitto e precisamente tra il rischio di danno al fuggitivo ed a terzi, seppure per questi in diversa prospettiva, ed il contenuto del dovere di ufficio da adempiere.

In particolare, quando l’uso dell’arma sia finalizzato a bloccare la fuga di malviventi si deve ritenere che sussista la proporzione, ove per le specifiche modalità con le quali i fuggitivi cercano di sottrarsi alla cattura siano ragionevolmente prospettabili in aggiunta all’avvenuta commissione di reati, al cui accertamento essi cerchino di sottrarsi, rischi attuali per l’incolumità e la sicurezza di terzi; verificandosi tale ipotesi, ed accertata quindi la legittimità dell’uso dell’arma, nella specifica forma prescelta dal p. u., non può farsi poi carico a quest’ultimo dell’evento diverso e più grave da lui prodotto, rispetto a quello preventivato, quando tale evento non sia riconducibile a negligenza o imperizia, ma all’ineludibile componente di rischio che l’uso dell’arma in se comporta.

A questa giurisprudenza, condivisa da autorevole dottrina, aderisce il Collegio, ritenendo pertanto che, contrariamente quanto sostenuto dal ricorrente, il solo fatto che l’autovettura ha proseguito la marcia e non l’ha arrestata al posto di blocco non vale di per se ad escludere la legittimità dell’uso delle armi.

Peraltro, la sentenza impugnata presenta le carenze motivazionali che le vengono addebitate in quanto ha ritenuto che il Pxxxx. ha esploso i colpi di arma da fuoco da terra senza esaminare la deposizione dell’altro carabiniere, Sxxxx. Sxxxx., riportata nel ricorso, dalla quale risulta che il Pxxxx. voltandosi indietro, faceva partire una raffica; deposizione che incide direttamente sui punti che concernono la proporzionalità tra gli interessi in conflitto nella graduazione dell’uso dell’arma, con possibilità di esclusione della legittimità dell’uso stesso, e la valutazione del comportamento del p. u. sotto il profilo della diligenza e della perizia.

La sentenza impugnata va, pertanto, cassata con rinvio per nuovo esame sulla base dei principi di cui sopra e pronuncia sulle spese del giudizio di cassazione ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia.

Rimangono assorbiti i rimanenti motivi: il terzo perché il ricorrente lamenta di essere stato condannato alle spese del giudizio di primo grado in favore del ministero, ancorchè lo stesso fosse contumace; il quarto perché il ricorrente si duole della carente motivazione dell’ordinanza di sospensione.

PQM

La Corte accoglie il primo ed il secondo motivo del ricorso; dichiara assorbiti gli altri; cassa in relazione la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia. Roma, 28/4/2003. Depositata in Cancelleria il 3 ottobre 2003.

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Massime corte di cassazione

Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019

Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione.

Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie.

Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - spese giudiziali civili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019

Spese giudiziali civili - di cassazione - in genere - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - In genere.

Cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - in genere - Riassunzione ad opera di una sola delle parti - Sufficienza -

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - in genere - Riassunzione ad opera di una sola delle parti - Sufficienza - Effetti - Contumacia - Valore di rinuncia - Esclusione.

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto -Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5752 del 27/02/2019

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - comporto Superamento del periodo di comporto - Oneri datoriali di motivazione - Comporto cd. “secco” e per sommatoria - Art. 2 della l. n. 604 del 1966 novellato - Rilevanza - Fattispecie.

Confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019

Prova civile - confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Conseguenze - Fattispecie.

Cose in custodia - incendio - obbligo di custodia - Omessa custodia di un bene destinato ad attività di culto - Responsabilità del proprietario - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5841 del 28/02/2019

Responsabilità civile - cose in custodia - incendio - obbligo di custodia - Omessa custodia di un bene destinato ad attività di culto - Responsabilità del proprietario - Sussistenza - Responsabilità dell'ente territoriale su cui insiste il bene - Condizioni - Fattispecie.

Agenzia (contratto di) - (nozioni, caratteri, distinzioni) -Concluso anteriormente al d.lgs. n. 303 del 1991 - Forma scritta - Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 6021 del 28/02/2019

Agenzia (contratto di) - in genere (nozioni, caratteri, distinzioni) - Concluso anteriormente al d.lgs. n. 303 del 1991 - Forma scritta - Necessità - Esclusione - Successivi fatti contrari o aggiunti - Prova testimoniale - Ammissibilità.

Accertamento tributario (nozione) - avviso di accertamento – notifica - Notificazione ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973 - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5902 del 28/02/2019

Tributi (in generale) - accertamento tributario (nozione) - avviso di accertamento – notifica - Notificazione ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973 - Legittimità - Condizioni - Modalità.

Responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza dei diritti di cronaca e di critica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5811 del 28/02/201

Stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza dei diritti di cronaca e di critica - Apprezzamento del giudice di merito - Censurabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie.

Rappresentanza - volontaria (procura) - in genere - Procura generale a donare - Art. 60 l. n. 218 del 1995 - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 6016 del 28/02/2019

Contratti in genere - rappresentanza - volontaria (procura) - in genere - Procura generale a donare - Art. 60 l. n. 218 del 1995 - Operatività - Condizioni - Fondamento - Fattispecie.

Principi comuni - ambito di applicazione - elemento soggettivo - Colpa - Sufficienza - Buona fede - Rilevanza - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6018 del 28/02/2019

Sanzioni amministrative - principi comuni - ambito di applicazione - elemento soggettivo - Colpa - Sufficienza - Buona fede - Rilevanza - Condizioni - Ignoranza incolpevole - Necessità - Fattispecie.

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Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Tassatività degli atti interruttivi - Conseguenze - Fattispecie.

Capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5925 del 28/02/2019

Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Prova - Necessità - Procura speciale - Produzione in ogni stato e grado del giudizio - Fondamento - Limiti - Fattispecie.

Onorari – privilegi - Spese e spettanze procuratorie - Riferimento alla parcella ed agli importi indicati nella tabella dei parametri forensi - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5798 del 28/02/2019

Avvocato e procuratore - onorari – privilegi - Spese e spettanze procuratorie - Riferimento alla parcella ed agli importi indicati nella tabella dei parametri forensi - Necessità - Onorari - Determinazione discrezionale entro i limiti dello scaglione di riferimento correttamente individuato - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione

Azioni a difesa della proprietà - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6007 del 28/02/2019

Proprietà - azioni a difesa della proprietà - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) - in genere - Distruzione o alienazione del bene rivendicato, in epoca anteriore al giudizio - Azione esperibile.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5803 del 28/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali - Saggio di interesse di cui all'art. 5 del d.lgs. n. 231 del 2002 - Applicabilità ai contratti di affitto - Fondamento - Fattispecie.

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Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - spese di manutenzione (ripartizione) - Criterio.

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