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Art. 3.(Doveri e deontologia)

LEGGE 31 dicembre 2012, n. 247 Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense. (GU n.15 del 18-1-2013) Entrata in vigore dal: 02/02/2013

Art. 3.(Doveri e deontologia)

1. L'esercizio dell'attività di avvocato deve essere fondato sull'autonomia e sulla indipendenza dell'azione professionale e del giudizio intellettuale. L'avvocato ha obbligo, se chiamato, di prestare la difesa d'ufficio, in quanto iscritto nell'apposito elenco, e di assicurare il patrocinio in favore dei non abbienti.

2. La professione forense deve essere esercitata con indipendenza, lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo sociale della difesa e rispettando i princìpi della corretta e leale concorrenza.

3. L'avvocato esercita la professione uniformandosi ai princìpi contenuti nel codice deontologico emanato dal CNF ai sensi degli articoli 35, comma 1, lettera d), e 65, comma 5. Il codice deontologico stabilisce le norme di comportamento che l'avvocato è tenuto ad osservare in via generale e, specificamente, nei suoi rapporti con il cliente, con la controparte, con altri avvocati e con altri professionisti. Il codice deontologico espressamente individua fra le norme in esso contenute quelle che, rispondendo alla tutela di un pubblico interesse al corretto esercizio della professione, hanno rilevanza disciplinare. Tali norme, per quanto possibile, devono essere caratterizzate dall'osservanza del principio della tipizzazione della condotta e devono contenere l'espressa indicazione della sanzione applicabile.

4. Il codice deontologico di cui al comma 3 e i suoi aggiornamenti sono pubblicati e resi accessibili a chiunque secondo disposizioni stabilite con decreto del Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.400. Il codice deontologico entra in vigore decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


 

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L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la Cassazione conferma la giurisprudenza del CNF Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata, tassativa e non meramente esemplificativa....
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91
L’illecito disciplinare “atipico” Il codice deontologico forense è tuttora ispirato al principio già affermato in tema di norme penali incriminatrici a forma libera, per le quali la predeterminazione e il criterio dell’incolpazione vengono validamente affidati a concetti diffusi (id est principi), generalmente compresi nella collettività` in cui il giudice opera, i quali sono utilizzati per classificare, stabilizzare e sanzionare quei comportamenti illeciti non espressamente previsti. Il nuovo Codice Deontologico Forense è infatti informato...
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 102
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Norme deontologiche - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 17115 dell’11 luglio 2017Norme deontologiche - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 17115 dell’11 luglio 2017
Il potere del CNF di emanare norme deontologiche è conforme a legalità Le deliberazioni con le quali il Consiglio nazionale forense procede alla determinazione dei principi di deontologia professionale e delle ipotesi di violazione degli stessi costituiscono legittima fonte secondaria di produzione giuridica (art. 3, co. 2, disposizioni sulla legge in generale), sicché va in proposito esclusa qualsiasi lesione del principio di legalità, anche perché le tipologie delle pene disciplinari e l’entità delle stesse tra un minimo ed un massimo ove...
Illecito disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 17115 dell’11 luglio 2017Illecito disciplinare - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 17115 dell’11 luglio 2017
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Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 61Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 61
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Incompatibilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 54Incompatibilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 54
Incompatibile con la professione forense l’avvocato che sottragga al cliente l’indennizzo ricevuto dall’assicurazione Vìola i principi di probita`, dignita`, decoro, lealta`, correttezza e fedelta`, con notevole detrimento all’onorabilita` e alla funzione sociale dell’intera classe forense, l’avvocato che, nell’espletamento del mandato conferitogli per ottenere il risarcimento di un danno, rappresenti e corrisponda al proprio assistito una somma inferiore a quella ottenuta della controparte, trattenendo per sé il resto, così procurandosi un...
Funzione sociale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56Funzione sociale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56
L’avvocato esercita una vera e propria funzione sociale L’avvocato esercita funzioni a garanzia del corretto esercizio della professione legale non solo nell’interesse delle parti assistite, ma anche dei terzi e della collettività, a garanzia del corretto esercizio della giurisdizione e dei principi dello Stato di diritto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 56...
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1.forme di pubblicità del Codice deontologico - DM 38/20151.forme di pubblicità del Codice deontologico - DM 38/2015
REGOLAMENTO concernente disposizioni relative alle forme di pubblicità del Codice deontologico e dei suoi aggiornamenti emanati dal Consiglio Nazionale Forense, a norma dell'articolo 3, comma 4, della legge 31 dicembre 2012 n. 247 - DM 38/2015  REGOLAMENTO concernente disposizioni relative alle forme di pubblicità del Codice deontologico e dei suoi aggiornamenti emanati dal Consiglio Nazionale Forense, a norma dell'articolo 3, comma 4, della legge 31 dicembre 2012 n. 247 - DM 38/2015  ...
illecito disciplinare atipico o tipizzato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 150illecito disciplinare atipico o tipizzato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 150
illecito disciplinare “atipico” tipizzato Nella norma deontologica, la tipizzazione della condotta deve essere perseguita “per quanto possibile” (art. 3 legge n. 247/2012), sicché l’illecito è tipico o tipizzato ‘di regola’, ma può essere ricostruito anche sulla base della norma di chiusura, che è contenuta nella legge forense medesima (articolo 3, co. 3, cit.). (Nel caso di specie, il professionista veniva sanzionato dal COA di appartenenza per la violazione dei doveri di lealtà e correttezza sanciti dall’art. 6 del Codice Deontologico...


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