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Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio)

LEGGE 31 dicembre 2012, n. 247 Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense. (GU n.15 del 18-1-2013) Entrata in vigore dal: 02/02/2013

Art. 29.(Compiti e prerogative del consiglio)

1. Il consiglio:

a) provvede alla tenuta degli albi, degli elenchi e dei registri;

b) approva i regolamenti interni, i regolamenti in materie non disciplinate dal CNF e quelli previsti come integrazione ad essi;

c) sovraintende al corretto ed efficace esercizio del tirocinio forense. A tal fine, secondo modalità previste da regolamento del CNF, istituisce ed organizza scuole forensi, promuove e favorisce le iniziative atte a rendere proficuo il tirocinio, cura la tenuta del registro dei praticanti, annotando l'abilitazione al patrocinio sostitutivo, rilascia il certificato di compiuta pratica;

d) organizza e promuove l'organizzazione di eventi formativi ai fini dell'adempimento dell'obbligo di formazione continua in capo agli iscritti;

e) organizza e promuove l'organizzazione di corsi e scuole di specializzazione e promuove, ai sensi dell'articolo 9, comma 3, l'organizzazione di corsi per l'acquisizione del titolo di specialista, d'intesa con le associazioni specialistiche di cui all'articolo 35, comma 1, lettera s);

f) vigila sulla condotta degli iscritti e deve trasmettere al consiglio distrettuale di disciplina gli atti relativi ad ogni violazione di norme deontologiche di cui sia venuto a conoscenza, secondo quanto previsto dall'articolo 50, comma 4; elegge i componenti del consiglio distrettuale di disciplina in conformità a quanto stabilito dall'articolo 50;

g) esegue il controllo della continuità, effettività, abitualità e prevalenza dell'esercizio professionale;

h) tutela l'indipendenza e il decoro professionale e promuove iniziative atte ad elevare la cultura e la professionalità degli iscritti e a renderli più consapevoli dei loro doveri;

i) svolge i compiti indicati nell'articolo 11 per controllare la formazione continua degli avvocati;

l) dà pareri sulla liquidazione dei compensi spettanti agli iscritti;

m) nel caso di morte o di perdurante impedimento di un iscritto, a richiesta e a spese di chi vi ha interesse, adotta i provvedimenti opportuni per la consegna degli atti e dei documenti;

n) può costituire camere arbitrali, di conciliazione ed organismi di risoluzione alternativa delle controversie, in conformità a regolamento adottato ai sensi dell'articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite;

o) interviene, su richiesta anche di una sola delle parti, nelle contestazioni insorte tra gli iscritti o tra costoro ed i clienti in dipendenza dell'esercizio professionale, adoperandosi per comporle; degli accordi sui compensi è redatto verbale che, depositato presso la cancelleria del tribunale che ne rilascia copia, ha valore di titolo esecutivo con l'apposizione della prescritta formula;

p) può costituire o aderire ad unioni regionali o interregionali tra ordini, nel rispetto dell'autonomia e delle competenze istituzionali dei singoli consigli. Le unioni possono avere, se previsto nello statuto, funzioni di interlocuzione con le regioni, con gli enti locali e con le università, provvedono alla consultazione fra i consigli che ne fanno parte, possono assumere deliberazioni nelle materie di comune interesse e promuovere o partecipare ad attività di formazione professionale. Ciascuna unione approva il proprio statuto e lo comunica al CNF;

q) può costituire o aderire ad associazioni, anche sovranazionali, e fondazioni purché abbiano come oggetto attività connesse alla professione o alla tutela dei diritti;

r) garantisce l'attuazione, nella professione forense, dell'articolo 51 della Costituzione;

s) svolge tutte le altre funzioni ad esso attribuite dalla legge e dai regolamenti;

t) vigila sulla corretta applicazione, nel circondario, delle norme dell'ordinamento giudiziario segnalando violazioni ed incompatibilità agli organi competenti.

2. La gestione finanziaria e l'amministrazione dei beni dell'ordine spettano al consiglio, che provvede annualmente a sottoporre all'assemblea ordinaria il conto consuntivo e il bilancio preventivo.

3. Per provvedere alle spese di gestione e a tutte le attività indicate nel presente articolo e ad ogni altra attività ritenuta necessaria per il conseguimento dei fini istituzionali, per la tutela del ruolo dell'avvocatura nonché per l'organizzazione di servizi per l'utenza e per il miglior esercizio delle attività professionali il consiglio è autorizzato:

a) a fissare e riscuotere un contributo annuale o contributi straordinari da tutti gli iscritti a ciascun albo, elenco o registro;

b) a fissare contributi per l'iscrizione negli albi, negli elenchi, nei registri, per il rilascio di certificati, copie e tessere e per i pareri sui compensi.

4. L'entità dei contributi di cui al comma 3 è fissata in misura tale da garantire il pareggio di bilancio del consiglio.

5. Il consiglio provvede alla riscossione dei contributi di cui alla lettera a) del comma 3 e di quelli dovuti al CNF, anche ai sensi del testo unico delle leggi sui servizi della riscossione delle imposte dirette, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 maggio 1963, n.858, mediante iscrizione a ruolo dei contributi dovuti per l'anno di competenza.

6. Coloro che non versano nei termini stabiliti il contributo annuale sono sospesi, previa contestazione dell'addebito e loro personale convocazione, dal consiglio dell'ordine, con provvedimento non avente natura disciplinare. La sospensione è revocata allorquando si sia provveduto al pagamento.


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Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Ricorso al CNF in proprio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 137
L’avvocato sospeso o radiato dall’albo non può proporre ricorso al CNF in proprio E’ inammissibile il ricorso sottoscritto personalmente da professionista che, al tempo della sua proposizione, sia privo dello jus postulandi perché sospeso, radiato o cancellato dall’albo, con provvedimento immediatamente esecutivo, nel qual caso l’impugnazione dovrà essere necessariamente proposta a mezzo di avvocato iscritto all’albo delle giurisdizioni superiori, munito di procura speciale. Tale principio, già espresso con riferimento alla vigenza dell’art. 63, co. 1, R.D. n. 37/1934, ha mantenuto la sua validità anche nel regime introdotto dalla legge n. 247/2012 (Nel caso di specie trattavasi di sospensione dall’esercizio dell’attività professionale a tempo indeterminato, per mancato pagamento dei contributi). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 137  ...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Mancato pagamento dei contributi - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 140
Il mancato pagamento dei contributi annuali dovuti al Consiglio dell’Ordine L’iscritto che non versi al proprio COA nei termini stabiliti il contributo annuale è soggetto alla sanzione amministrativa della sospensione a tempo indeterminato dall’esercizio della professione, previa contestazione dell’addebito e sua personale convocazione (art. 29 L. 247/2012), inflitta con provvedimento non avente natura disciplinare ma comunque adottata secondo le forme del procedimento disciplinare, in analogia con quanto previsto dall’art. 17 L. n. 576/1980 (sospensione dall’esercizio della professione per inadempimento dell’obbligo di invio alla Cassa di Previdenza del modello 5). Detto provvedimento è dotato di efficacia immediata e priva, fin dal momento della sua adozione, l’avvocato che ne venga colpito, del diritto di esercitare la professione, senza che, con riferimento ad esso, possa ritenersi realizzabile l’effetto sospensivo – correlato all’impugnazione dinanzi al Consiglio nazionale forense – previsto, per i provvedimenti applicativi di altre e diverse sanzioni disciplinari, dall’art. 50 comma sesto del R.D.L. n. 1578 del 1933. Da ciò consegue l’illegittimità di un eventuale reclamo proposto in proprio, dinanzi al Consiglio nazionale forense, dall’avvocato sospeso, avverso il provvedimento disciplinare adottato dal locale Consiglio dell’ordine: ciò, peraltro, non giustifica dubbi di incostituzionalità dell’accennata disciplina, giacché non sussite lesione alcuna del diritto di difesa dell’interessato, che infatti ben può farsi assistere nel ricorso al C.N.F. da altro difensore, ferma restando la facoltà di comparire dinnanzi al Consiglio e di interloquire personalmente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 140  ...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Convocazione del Consiglio - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86
Il vizio relativo alla convocazione del Consiglio resta sanato dal rispetto del quorum Il funzionamento del Consiglio dell’Ordine in sede deliberante si basa in via esclusiva sul principio del quorum, con la conseguenza che, l’eventuale vizio della convocazione difetto risulta definitivamente sanato dalla partecipazione all’adunanza di un numero di Consiglieri sufficiente ad integrare l’organo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 luglio 2017, n. 86  ...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Avvocati – Ordine – costituzione camere arbitrali, di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie
Ministero della Giustizia Decreto 14 febbraio 2017, n. 34 Regolamento sulle modalità di costituzione delle camere arbitrali, di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie di cui agli articoli 1, comma 3, e 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247. (17G00045) (GU n.70 del 24-3-2017) Vigente al: 8-4-2017   Capo I DISPOSIZIONI GENERALI IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 31 dicembre 2012, n. 247, e in particolare gli articoli 1, comma 3, e 29, comma 1, lettera n); Acquisito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso nella seduta del 22 aprile 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 30 agosto 2016; Acquisiti i pareri delle commissioni parlamentari; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri effettuata con nota del 30 dicembre 2016; A d o t t a il seguente regolamento: Art. 1 Oggetto e finalità del decreto 1. Il presente decreto disciplina le modalità di costituzione delle camere arbitrali e di conciliazione e degli organismi di risoluzione alternativa delle controversie di cui all'articolo 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247. Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: a) «consiglio dell'ordine»: il consiglio dell'ordine circondariale degli avvocati; b) «camera arbitrale e di conciliazione»: l'organismo di cui all'articolo 29, comma 1, lettera n), della legge 31 dicembre 2012, n. 247; c) «segreteria»: la segreteria della camera arbitrale e di conciliazione; d) «regolamento»: il regolamento della camera arbitrale e di conciliazione. Capo II CAMERA ARBITRALE E DI CONCILIAZIONE Art. 3 Istituzione della camera arbitrale e di conciliazione 1. I consigli dell'ordine possono, anche d'intesa con altri ordini appartenenti allo stesso distretto, deliberare la costituzione di camere arbitrali e di conciliazione per l'amministrazione di procedure arbitrali, di conciliazione e di altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. 2. La costituzione avviene con delibera del consiglio dell'ordine contenente l'atto costitutivo e lo statuto che dovrà indicare: a) la denominazione della struttura; b) lo scopo; c) la sede; d) i criteri per l'adozione del regolamento recante le norme relative al funzionamento della camera arbitrale e di conciliazione e ai relativi costi. 3. La delibera di cui al comma 2 è pubblicata sul sito internet del consiglio dell'ordine. Art. 4 Natura giuridica, patrimonio e autonomia organizzativa 1. La camera arbitrale e di conciliazione, dotata di autonomia organizzativa ed economica, amministra i procedimenti di arbitrato e di conciliazione in conformità al presente decreto. 2. Con il regolamento di cui all'articolo 3, comma 2, lettera d), la camera arbitrale e di conciliazione stabilisce altresi' le modalità del proprio finanziamento e di tenuta della propria contabilità. 3. Il consiglio dell'ordine stipula, in conformità ai criteri stabiliti dal Consiglio nazionale forense, una polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile verso terzi per i danni causati dagli arbitri e dai conciliatori designati per lo svolgimento di attività cui è preposta la camera arbitrale e di conciliazione. Art. 5 Sede e personale dipendente 1. La...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Bando di gara pubblica - Consiglio nazionale forense, 22 marzo 2017, n. 21
Il COA di Forlì-Cesena chiede se la eventuale stipula di convenzioni con Asili Nido, Scuole per l’infanzia e Baby parking della loro Provincia, sia pubblici che privati, finalizzate a disporre di un’offerta a prezzi scontati dei relativi servizi, dei quali gli iscritti all’Ordine potrebbero avvalersi, sia subordinata all’indizione di uno specifico Bando di gara pubblica. Inoltre, il COA chiede di sapere se siano previste procedure specifiche al riguardo, o se invece, più in generale, sia consentito al COA o alla sua Commissione per le Pari Opportunità stipulare dette convenzioni con i soggetti che manifestino la propria disponibilità al riguardo. La commissione, al riguardo, osserva quanto segue. Le convenzioni in argomento, qualora non comportino alcun onere finanziario in capo all’Ordine, sono da ritenersi rivolte ad esclusivo, potenziale beneficio degli iscritti, in capo ai quali ricadrebbe integralmente il costo del servizio richiesto. In quest’ottica, il Consiglio non sarebbe quindi tenuto ad indire una pubblica gara, potendosi limitare a chiedere a tutti i potenziali fornitori dei servizi richiesti, presenti nell’ambito della Provincia di competenza, un’offerta tariffaria ed una manifestazione di disponibilità a stipulare la relativa convenzione. In tal modo, la richiesta del Consiglio, ente pubblico non economico, non sarebbe viziata da preordinate manifestazioni di preferenza e l’iscritto manterrebbe piena discrezionalità di scelta. Quanto al soggetto stipulante, si rileva, da ultimo, che la Commissione Pari Opportunità (C.P.O.) interna costituisce applicazione del dovere previsto in capo al Consiglio, ex art. 29, comma 1, lett. r), Legge n. 247/2012, di garantire l’attuazione dell’art. 51 della Costituzione. Le funzioni di rappresentanza nei confronti dei terzi, quindi, permangono integralmente in capo al Consiglio, fatte salve le previsioni che, con riferimento a specifici atti, potrebbero essere previste dalle norme regolamentari di funzionamento della commissione. Consiglio nazionale forense, 22 marzo 2017, n. 21...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10Avvocato sospeso - Consiglio nazionale forense, 22 febbraio 2017, n. 12
Il COA di Agrigento chiede se l’avvocato sospeso dall’esercizio della professione a norma dell’art. 20 co 2 Legge professionale debba comunque essere tenuto al pagamento del contributo annuale dovuto all’ordine di appartenenza. Ritiene la commissione – conformemente ai propri precedenti in materia (cfr. parere 10 aprile 2013, n. 33) – che la risposta debba essere affermativa e che quindi l’avvocato iscritto, seppure sospeso. sia tenuto al pagamento del contributo. La sospensione, sia essa volontaria o disciplinare, costituisce infatti una semplice parentesi “operativa”, ma non implica, neppure nelle intenzioni dell’avvocato che ne faccia richiesta o che la subisca, la volontà di essere cancellato dall’Albo: orbene, il contributo di cui si discute discende dalla mera iscrizione, indipendentemente dalla intensità dell’esercizio della professione o dalla sua temporanea sospensione, anche coatta. Se ne ha conferma ove si consideri che il comma 6 dell’art. 29 L. 247/12 prevede la sospensione per gli iscritti che non versino il contributo e la revoca del provvedimento amministrativo, nel momento in cui la posizione contributiva venga regolarizzata e non si legge che il versamento non debba tener conto del periodo durante il quale era operante la sospensione. In altri termini, si ritiene che il contributo sia dovuto quale conseguenza diretta della iscrizione all’albo, indipendentemente da eventuali parentesi “operative”. Consiglio nazionale forense, 22 febbraio 2017, n. 12...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10patrocinatore sostitutivo - Consiglio nazionale forense (Merli), parere 24 giugno 2015, n. 54
applicabilità, o meno, della disciplina prevista dalla legge n. 247/12 Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Savona chiede chiarimenti in ordine all’applicabilità, o meno, della disciplina prevista dalla legge n. 247/12 con riferimento alla figura del patrocinatore sostitutivo e, in caso di favorevole responso, se non sia conseguentemente più possibile “iscrivere i tirocinanti nello speciale elenco dei praticanti abilitati.”. Precisa, peraltro, di avere deliberato, allo stato ed in attesa del presente parere, “di continuare ad applicare le disposizioni precedenti alla nuova normativa, almeno sino all’emanazione sia del relativo decreto ministeriale che di quello che dovrà essere predisposto dal CNF.”. La Commissione ritiene di dover rendere il richiesto parere nei termini di seguito precisati. È pacifico, da un lato, che sia decorso dal 2 febbraio 2005 il termine entro il quale, ex art. 48 Legge n. 247/2012, l’accesso all’esame di abilitazione restava disciplinato dalle disposizioni vigenti. Dall’altro, invece, l’art. 41, comma 13, Legge n. 247/2012 contempla l’adozione di un Decreto Ministeriale recante il regolamento di disciplina delle modalità di svolgimento del tirocinio ed il successivo art. 65 prescrive, al comma 1, che si debbano applicare le disposizioni vigenti non abrogate fino all’entrata in vigore dei regolamenti previsti nella nuova legge professionale. Non si ritiene, invece, che il C.N.F. debba anche emettere al riguardo un proprio Regolamento, in quanto, contrariamente a quanto era stato originariamente ritenuto nel licenziare il precedente parere n. 51 del 2013, la lettura dell’art. 29, comma 1, lett. c) della nuova legge professionale va necessariamente coordinata con quella delle altre disposizioni che, nella legge, attribuiscono la competenza regolamentare al Ministro in materia di tirocinio e tenuta albi. Di conseguenza, l’attribuzione di potestà regolamentare al CNF di cui all’art. 29, comma 1, lett. c) dev’essere intesa dal CNF, e indirettamente dal Ministro nella predisposizione delle bozze di regolamento in tema di tirocinio e tenuta albi – come limitata alla sola istituzione delle Scuole forensi. D’altro canto, dovendo ovviamente evitare l’insorgere di perniciosi e sostanzialmente astratti conflitti di competenza, sembra difficile riscontrare nella lettera del 29, comma 1, lett. c), melius re perpensa, spazi di autonomia della potestà regolamentare CNF, rispetto a quanto già attribuito a quella potestà del Ministro, al di là, appunto, della disciplina delle Scuole forensi, che, invece, non è oggetto di concorrenti attribuzioni di potestà regolamentare. Ne consegue, come peraltro il COA dà atto di aver già ritenuto, che la mancata emanazione, alla data odierna, del Regolamento dianzi citato comporta, necessariamente, l’applicazione della previsione di cui al summenzionato art. 65, comma 1, Legge n. 247/2012. Di conseguenza, le istanze di abilitazione al patrocinio formulate dai praticanti al COA di iscrizione dovranno, allo stato, essere trattate in ossequio a quanto previsto dall’art. 8 R.D.L. n. 1578/1933, così come sostituito dall’art. 1 della Legge n. 406/1085. Consiglio nazionale forense (Merli), parere 24 giugno 2015, n. 54 Quesito n. 42, COA di Savona  ...
Art.29.(Compiti e prerogative del consiglio) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online freccia_27_10competenza rilascio parere opinamento di parcella - parere cnf 2014
Il COA di Bologna chiede: "se in presenza di istanza di opinamento di parcella da parte di avvocati non iscritti o non più iscritti all'Ordine cui il parere viene richiesto, lo stesso sia tenuto a rilasciarlo ovvero la competenza al rilascio spetti unicamente all'Ordine presso cui il professionista è iscritto". Consiglio nazionale forense (rel. Morlino), Parere 17 luglio 2014, n. 46 Quesito n. 403, COA di Bologna Premesso che l'opinamento della parcella rientra tra i compiti specifici attribuiti ai COA (art. 29 lett. l, L.247/2012), bisogna accertare quale debba essere il COA tenuto al rilascio di congruità. Dalla lettura dell'art. 13 n. 9, seconda parte, si ricava che debba essere il Consiglio di appartenenza del professionista a dover rilasciare parere di congruità. Non v'è quindi ragione per un mutamento della consolidata prassi in virtù della quale l'avvocato potrà richiedere il rilascio di parere di congruità solo all'Ordine al quale è iscritto al momento della richiesta, a prescindere dal circondario, se diverso, in cui la prestazione è stata resa.A conforto di un tale orientamento soccorrono anche motivi di ordine logico, in quanto dovrà essere il Consiglio di appartenenza a valutare sulla base di un accurato esame degli atti processuali la ricorrenza dei diversi parametri determinanti aumento ovvero diminuzione del parametro medio stabilito dal D.M. 55/2014. Di contro nessuna argomentazione se non quella di sottrarsi all'organo funzionalmente e territorialmente competente milita in favore della tesi secondo la quale il criterio da adottarsi sarebbe quello relativo al luogo in cui la prestazione è stata resa.Per tutto quanto sopra detto, il parere di congruità ovvero la richiesta di parere di congruità va rilasciato/rivolto al COA presso cui il professionista è iscritto al momento della presentazione della medesima istanza. Naturalmente, nel caso nel quale il professionista dovesse presentare istanza di opinamento ad ordine diverso da quello al quale è iscritto, sarà compito dell'Ordine stabilire le modalità attraverso cui far pervenire all'Ordine territorialmente competente la richiesta di parere. Consiglio nazionale forense (rel. Morlino), Parere 17 luglio 2014, n. 46 Quesito n. 403, COA di Bologna...


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Servitu' - "nemini res sua servit" - utilità (nozione) – Comodità od amenità - Sufficienza - Porta o porta-finestra - Servitù di passaggio - Configurabilità - Condizioni - Limiti.

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Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - uso della proprietà esclusiva - limitazioni - veduta in appiombo o verticale esercitabile dalle aperture dei singoli appartamenti condominiali - diritto del proprietario - proprietà - "inspectio et prospectio in alienum"  - "inspectio et prospectio in alienum" - laterale od obliqua

Cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5724 del 27/02/2019

Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - privilegi - speciali: sugli immobili - crediti per atti di espropriazione - Privilegio generale sui mobili - Collocazione sussidiaria sugli immobili - Oneri a carico del creditore - Contenuto - Esecuzione infruttuosa o prospettata come tale - Requisito temporale.

Proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019

Responsabilità civile - proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Responsabilità ex art. 2043 c.c. - Configurabilità anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Onere probatorio - Fattispecie.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Contrasto al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali - Decorrenza automatica degli interessi moratori - Direttiva CE n. 35 del 2000 - Disciplina di attuazione - Applicabilità al contratto di appalto - Sussistenza - Fondamento.

Documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5778 del 27/02/2019

Prova civile - documentale (prova) - riproduzioni meccaniche - valore probatorio - "Telefax" - Valore probatorio - Sussistenza.

Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti.

Progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019

Appalto (contratto di) - progetto - in genere - Appalto privato - Parte tenuta a redigere il progetto dell'opera - Previsione legislativa - Esclusione.

Amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5726 del 27/02/2019

Responsabilità civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche – strade - Strada di servizio (c.d. "strada bianca") - Responsabilità ex art. 2051 c.c. - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

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